L'uomo che salvò la Sindone

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  • 24-08-2002
  • di Gian Marco Rinaldi
La pubblicazione dei lavori di Kuznetsov nel 1994-96, su autorevoli riviste scientifiche, liberò l'entusiasmo dei fautori della Sindone, i quali pensarono di disporre finalmente di un valido motivo per rifiutare il responso medievale del test del radiocarbonio. Vediamo qualche esempio di come la buona nuova fu propagandata in Italia.

L'esperimento della simulazione d'incendio venne annunciato in anteprima su Sette (supplemento al Corriere della Sera del 17 novembre 1994), col titolo "Sindone, e adesso il caso è riaperto". Vi si leggeva: "Con la collaborazione di un sindonologo italiano, Mario Moroni, Kouznetsov ha preso un lino del primo secolo proveniente da En Gedi, in Israele. Per la "datazione" col C14 si è poi rivolto proprio a uno dei tre laboratori dell'88, quello di Tucson, Arizona. "Un periodo compreso fra il 100 a.C. e il 100 d.C.", è stata la risposta. Quindi, Kouznetsov ha sottoposto il lino a un incendio identico a quello che la Sindone subì il 4 dicembre 1532 a Chambéry. [...] E infatti, dopo l'esperimento di Kouznetsov, il lino di En Gedi è stato nuovamente datato con il sistema del C14. E, a causa della presenza di argento fuso, è risultato più "giovane" proprio di tredici secoli".

Si vede che qui viene introdotto un equivoco che sarà poi altre volte ripetuto dai sindonologi: si fa credere che Kuznetsov, per il suo esperimento, abbia fatto eseguire la datazione presso il laboratorio di Tucson. In realtà, non solo gli scienziati di Tucson non hanno collaborato con lui, ma hanno espresso aspre critiche contro il suo lavoro (Tucson aveva sì datato un campione dalla stessa partita di tessuto, ma in un contesto del tutto indipendente dai lavori di Kuznetsov).

Secondo la sindonologa Emanuela Marinelli, intervistata nell'articolo di Sette: "L'esame di Kouznetsov non dimostra che la Sindone sia autentica, ma distrugge in modo inconfutabile quella che era stata spacciata come la prova definitiva della sua falsità".

In una "guida" alla Sindone diffusa dalle edizioni San Paolo nel 1997, in vista dell'ostensione, Lamberto Schiatti scriveva: "Lo scienziato russo Dimitri Kouznetsov ha dimostrato sperimentalmente che l'incendio di Chambéry ha modificato la quantità di carbonio radioattivo facendo risultare più giovane il tessuto".

Vittorio Messori, assai noto giornalista e scrittore cattolico, interveniva sul Corriere della Sera del 13 aprile 1997 (all'epoca dell'incendio della Cappella del Guarini): "Nessuno, oggi, cita più quei test [del 1988], che sono contraddetti da centinaia di altri scienziati. Pensate che è stato proprio un fisico russo ex-comunista, già insignito del premio Lenin - parlo di Dimitri Kouznetsov - a dimostrare che un telo sottoposto a un grande calore, quale quello che la Sindone subì durante l'incendio di Chambéry nel 1532, quando fu aggredita dalle fiamme mentre era chiusa in una cassa d'argento, si arricchisce di carbonio, risultando più "giovane"".

Mario Cappi, in un libro pubblicato dall'editrice Messaggero di S. Antonio nel 1997, dice che Kouznetsov e Ivanov, al congresso di Roma nel 1993, presentano una relazione che è "la prova scientifica che il metodo usato dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo è sbagliato". Spiega poi che: "A smascherare, spiegare l'errore in cui erano caduti i tre laboratori non è un cattolico, proteso a cercare nel telo di Torino qualche traccia del Divino, ma è uno scienziato insignito delle onorificenze concesse dal regime sovietico, un "premio Lenin": il professor Dimitri Kouznetsov".

La rivista Il Messaggero di S. Antonio (febbraio 1998 nell'edizione inglese) ha un'intervista alla sindonologa Maria Grazia Siliato. Alla domanda su come si possa rifiutare il risultato della datazione, la Siliato risponde: "[Il risultato] è stato smentito dalla stessa scienza, in particolare da uno scienziato russo, Dimitri Kuznetsov, insignito del premio Lenin. Lui non aveva idea di che cosa la Sindone rappresentasse, ma è uno dei massimi esperti mondiali nella datazione di tessuti". Segue il solito racconto e alla fine la Siliato conclude con un'acuta osservazione: "Chissà di quanto è ulteriormente ringiovanita la Sindone dopo l'ultimo incendio del 1997"!

Con la disavventura della sua carcerazione, nel 1998, il prestigio internazionale di Kuznetsov presso i sindonologi fu messo a dura prova, ma in Italia si è continuato a lodarlo. Ecco il teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli, sulla rivista 21mo secolo - Scienza e Tecnologia (n. 3, 2000): "Riguardo alla datazione del tessuto sono state effettuate analisi con il metodo del radiocarbonio (14C) che hanno fornito dati interpretati in modo contraddittorio da diversi gruppi di ricerca. Alcuni valutano che il telo si possa datare tra il 1260 e il 1390. Altri, come Dimitri Kouznetsov, premio Lenin per la scienza, ritengono che gli eventi storici che hanno interessato il telo della Sindone possano averne alterato il contenuto di 14C provocandone un apparente ringiovanimento".

Pier Giuseppe Accornero, sacerdote e giornalista, ripete la solita storia in un libro delle edizioni Paoline uscito nel 2000: "Dal 1988 a oggi numerosi ricercatori hanno confutato le conclusioni del C14. Fra gli altri il russo Dimitri Kouznetsov, "Premio Lenin per la scienza" e ricercatore del laboratorio fisico-chimico di Mosca, individua l'errore commesso dai carbonisti. Nel 1994 invia a Tucson un lino del secolo I dopo Cristo rinvenuto a En Gedi in Israele chiedendo di datarlo con lo stesso procedimento usato per il sudario. Tucson conferma: risale al secolo I. Kouznetsov sottopone il lino agli effetti di un incendio come quello di Chambéry. L'alta temperatura fa fondere il metallo della cassetta d'argento, produce effetti tali da arricchire di carbonio la stoffa e "ringiovanisce" la tela. Difatti il successivo esame del C14 attribuisce al lino di En Gedi un'età più giovane di 1300 anni".

I sindonologi citano spesso l'onorificenza del premio Lenin, ma dimenticano sempre di darne la denominazione completa. Lo stesso Kuznetsov non ha mai nascosto che si tratta del "Lenin Komsomol", cioè di un premio riservato ai membri dell'organizzazione giovanile del Partito comunista sovietico.

Infine, in una trasmissione televisiva su RaiTre, il 13 agosto 2000, nei giorni dell'ultima ostensione, il commento recita: "Lo studioso russo Dimitri Kuznetsov riapre la questione. Il C14, dice, ha dato uno pseudorisultato perché le alte temperature della Sindone nel 1532 hanno arricchito le fibre proprio di carbonio 14, ringiovanendo il lenzuolo. Quel lino può avere benissimo duemila anni, dunque".