La salita "stregata" di Ariccia: cronaca di un'escursione nel mistero

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  • 05-07-2007
  • di Giorgio Ferrari
Durante le ferie trascorse nel Lazio, per visitare le molte zone archeologiche, ho potuto finalmente vedere di persona la famosa "salita stregata" situata nella località di Ariccia.

Un tratto di strada dove le automobili (se vengono lasciate in folle) invece di procedere in discesa come in ogni altro luogo, lentamente si muovono in direzione della salita.

Il luogo in questione si raggiunge tramite la statale dei laghi che da Roma porta a Velletri. Seguendo le indicazioni Ariccia, Genzano, dopo poche decine di metri la strada curva verso destra e comincia un'evidente discesa, al termine della quale si nota una piccola conca. Sulla sinistra, al margine della carreggiata, si può lasciare la macchina e da questo punto fino alla sommità della strada parte la cosiddetta salita stregata.

Il tutto è molto suggestivo e vale la pena, passando da queste parti, di fare una visitina. E in effetti durante la mia permanenza ho potuto vedere molte persone incuriosite da questo strano luogo.

Avevo letto una pubblicazione della Regione Lazio Passeggiate nel tempo che presentava "questo fenomeno" come curiosità e che, descrivendo la zona e i suoi strani effetti, concludeva con queste parole: "Nonostante il forte scetticismo da parte del mondo scientifico, alcuni studiosi escludono che si possa trattare di un'illusione ottica: sembra che la singolare manifestazione possa trovare una spiegazione nell'anomalia del magnetismo e della forza di gravità dell'area dei Colli Albani, causate dalla preesistenza dell'antico sistema vulcanico, il Vulcano Laziale, estintosi circa 25 mila anni fa". Una volta arrivato ad Ariccia ho recuperato un opuscolo di informazioni turistiche e commerciali sulla località, sul quale ho letto quella che veniva presentata come l'ipotesi più accreditata, ovvero che in quel tratto di strada ci sia una "discontinuità del campo gravitazionale".

A questo punto ero davvero curioso e mi sono recato a verificare con i miei occhi quanto avevo letto. Appena arrivato ho provato subito a mettere in folle il furgone e devo dire che procedeva molto lentamente in salita. Ho ripetuto la prova in cinque punti diversi presi a caso; in uno di questi il furgone è rimasto immobile.

Poi ho parcheggiato il mezzo a lato della strada, nella zona della conca, e ho preso l'"inclinometro a gravitoni differenziati", una mia personale invenzione assemblata utilizzando tecnologia aliena, ovvero un pezzo di cavalletto dei lavori stradali (trovato scassato nella zona del ponte della ferrovia vicino a casa), corredato di un filo a piombo e di una tacca tarata con una bolla. Poco dopo mi sono reso conto dell'inutilità di questo aggeggio, infatti il filo col piombo oscillava in modo vistoso al passaggio delle macchine, che procedono in questa zona ad andatura sostenuta, rendendone impossibile l'utilizzo.

Messo da parte l'"inclinometro a gravitoni differenziati" (non so cosa significhi, ma mi sembra che suoni bene), ho fatto ricorso ad un mezzo meno tecnologico ma in compenso molto più pratico, una semplice bolla da falegname della lunghezza di 60 cm.

Ho tenuto come riferimento la linea di vernice bianca al lato della carreggiata e ho appoggiato la bolla sul bordo: ho appurato che, quella che in apparenza sembrava una salita, era in realtà secondo la lettura della bolla una leggera discesa.

Mi sono recato subito vicino a un semaforo procedendo in salita, dove inizia una vera ed evidente discesa e ho fatto una verifica con lo strumento: e in effetti in quel punto la bolla evidenziava marcatamente il piano inclinato. Bella scoperta, direte voi! Ma almeno ora ero assolutamente sicuro dell'accuratezza dello strumento.

Scendendo ho fatto qualche altra misura con la bolla e un po' di foto. Arrivato alla "conca" dove avevo parcheggiato il furgone e iniziava la "salita stregata", ho cominciato a percorrerla effettuando una misura ogni dieci passi. Una volta raggiunta la sommità della "salita" mi sono spostato sul lato opposto e percorrendola in senso contrario ho fatto la stessa cosa fin quasi al furgone. Ho potuto effettuare solo sette misure al centro della strada a causa del traffico. Il tutto tenendo sempre come riferimento la linea bianca di vernice.

Ogni misura eseguita, tranne una che è risultata in piano, ha dato come risultato una leggera discesa. Credo basti questo esperimento, anche se eseguito in modo casereccio, per non avere dubbi sul fatto che la "salita stregata" di Ariccia non è altro che una leggera discesa, anche se visivamente si è indotti a ritenerla una salita.

Mentre eseguivo le misurazioni con la bolla, ho notato che molte persone si fermavano per "testare" con l'auto, o facendo rotolare delle bottiglie d'acqua, le caratteristiche di quel tratto di strada. Una di queste mi ha raccontato di essere venuta con "degli strumenti" ma che, nonostante questo, non era riuscita a spiegarsi il fenomeno, che di conseguenza rimaneva un incredibile mistero. Magari si tratta di strumenti musicali, ho pensato, ma ho preferito tenere per me questa considerazione.

Ho spiegato a questa persona la storia della bolla ma credo di non essere stato molto chiaro, infatti non ha fatto una piega e ha continuato a parlare dei suoi "strumenti".

Poco più tardi è passato un ciclista probabilmente di Ariccia che ci ha dato degli allocchi perché perdevamo tempo occupandoci della salita e questo ha improvvisamente interrotto la nostra conversazione.

Se passate nei pressi di Ariccia fate una piccola deviazione: questo tratto di strada rappresenta in ogni caso una suggestiva curiosità, che vale la pena di vedere. Ricordatevi di portare con voi una bolla da falegname o da muratore per ripetere la prova e verificare con i vostri occhi quello che ho riscontrato io e se trovate qualcosa di diverso... be', fatemelo sapere!

Tenete però sempre presente che si tratta di una strada molto trafficata, perciò attenzione alle macchine.

Vorrei infine fare un appello a proposito di una pratica a quanto pare molto diffusa. Ho purtroppo notato che molti visitatori portano delle bottiglie d'acqua, per versarne il contenuto sulla strada o per vederle "rotolare in salita". Le bottiglie però vengono poi abbandonate, al punto che i lati della carreggiata sono stati trasformati in un immondezzaio pieno di bottiglie di plastica. È veramente un brutto spettacolo e quindi invito tutti, dopo il divertimento, a riportare a casa il materiale utilizzato o a depositarlo nel primo cassonetto, meglio ancora se per la raccolta differenziata. n