Un’indagine sulla "salita in discesa" di Ariccia

Né anomalie elettromagnetiche, né caverne sotterranee: ecco il resoconto delle misurazioni altimetriche tramite teodolite

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  • 26-11-2009
  • di Enrico Speranza
Le leggende e dicerie raccolte sulla “salita in discesa” di Ariccia (provincia di Roma) hanno ormai il sapore del mito, della conoscenza esoterico/alchemica di un mistero ormai acquisito ed indiscutibile. Lungo gli anni si sono succedute ipotesi di anomalie elettromagnetiche, di “picchi” gravitazionali, fino a invocare la presenza, in quella antica zona geologica, di caverne sotterranee, masse ferrose, falde e strati di terreno particolare. Non si esclude nemmeno la magia o l’intervento diabolico, anche se va sottolineato che la maggior parte delle persone attribuisce questo strano fenomeno molto più a qualche particolarità di tipo geologico/gravitazionale, che all’intervento soprannaturale di entità demoniache e magiche. Il mistero, come è risaputo, appaga, risolve e consola conferendo un ordine accettabile all’anomalia; non rende tuttavia giustizia della realtà ben più prosaica. La volontà di risolvere con il minimo impatto emotivo ed economico ciò che appare strano sulla base delle nostre credenze, mi ha creato, non a caso, vari problemi logistici e metodologici. Le carte dell’Istituto Geografico Militare Italiano non arrivano infatti a un dettaglio tale da capire la precisa altimetria della strada; le opzioni erano dunque servirsi di un teodolite, affittare un radar ad apertura sintetica (SAR) oppure servirsi di qualche sistema GPS differenziale ad alta precisione usato in geologia. È abbastanza ovvio che le ultime due ipotesi sono certamente valide sotto il profilo tecnico/scientifico, ma sostanzialmente al di là delle possibilità del CICAP, soprattutto per via dei costi altissimi e della particolarità degli strumenti. Se fossimo veramente una delle emanazioni della CIA, come molte nostri detrattori affermano, o se davvero fossimo finanziati dalle industrie farmaceutiche, credo che non ci sarebbero stati molti problemi a deviare qualche satellite con Radar del tipo a noi necessario o ad affittare le strumentazioni necessarie. La verità, ben più crudele, è che, non avendo il benché minimo finanziamento e appoggiandoci solo alla volontà e gentilezza umana, ho trascorso diversi mesi alla ricerca di qualcuno che potesse darmi una mano per la misurazione. Come sempre le conoscenze e la bontà dei mille volontari che ci aiutano hanno dimostrato cosa veramente può produrre l’idea stessa alla base del CICAP: la curiosità, la voglia di capire e sperimentare. Grazie infatti al cortese interessamento di una mia amica ho potuto “abusare” della gentilezza e della professionalità
del geometra Gianni Catracchia, che con pazienza, precisione e grande accortezza ha rilevato metro dopo metro la salita in discesa di Ariccia. Armati dunque di giubbetti catarifrangenti, triangoli di emergenza e di un po’ di ansia per il traffico della zona molto inteso, domenica 22 febbraio 2009 ci siamo recati alle coordinate geografiche N. 41°44273, E. 12°41775 presso la Strada Statale 218 per effettuare la prima misurazione dettagliata della salita in discesa di Ariccia. Lo strumento utilizzato è stato il Topcon GTS 220 stazione totale e si è provveduto a un primo rilievo a tratti di 5 metri e un rilievo più dettagliato ogni 80 centimetri circa. Come è possibile evincere dai risultati ottenuti si tratta a tutti gli effetti di un effetto ottico perché i dati sono inequivocabilmente quelli di una salita di circa l’1 per cento. Ciò deve far riflettere anche rispetto alle ipotesi avanzate nell’ottimo studio effettuato da Luigi Garlaschelli e Paola Bressan (“Antigravity hills are visual illusions”, in Psychological Science, vol. 14, n. 5, settembre 2003) in cui si era pensato a un dislivello formato da più tratti con diversa inclinazione che accentuino la distorsione visiva. Non a caso la foto scattata mostra l’evidente percezione avuta da tutti noi che si trattasse di una discesa, visuale accentuata dalla vegetazione e dai dislivelli precedenti e successivi.
Per quanto riguarda invece la metodologia di misurazione utilizzata è necessario far notare che lo strumento è “stato messo in bolla” avvalendosi di un riferimento che utilizza la gravità terrestre. Ciò ovviamente appare errato qualora si presupponga che il tratto di strada di nostro interesse sia sotto l’influsso di una tale anomalia gravitazionale. La corretta procedura, suggeritami da Gianni Comoretto e Luigi Garlaschelli, avrebbe dovuto servirsi di un altro sistema, magari tramite la misurazione di stelle fisse, per rendere perfettamente verticale lo strumento senza l’ausilio di “bolle” o fili a piombo. Nel caso specifico, visto il traffico particolarmente intenso e la procedura di configurazione non agile dello strumento, si è scelto di utilizzare una procedura standard, rimandando tale esperimento a eventuali e futuri sopralluoghi. Possiamo comunque affermare che la misurazione da noi adottata è scientificamente valida e lasciamo ben volentieri l’“onere della prova” a chi contesta i dati raccolti e sostenga l’ipotesi di una possibile anomalia gravitazionale locale.

Enrico Speranza
CICAP Lazio

Ringraziamenti Desidero nuovamente ringraziare per la cortesia Gianni Catracchia (e la sua consorte Piera Lucia), che si è offerto di effettuare le misurazioni e di fare una pre-elaborazione dei dati ottenuti. Ringrazio poi tutta la comitiva dell’“avventurosa spedizione scientifica”: Antonella Nostro, Elisabetta Vascon che si è occupata delle fotografie, Andrea Proietti Lupi ed Emanuele Baldi che con ammirevole pazienza ha percorso gli oltre duecento metri, muovendosi di 20 centimetri alla volta e maneggiando il prisma di riferimento senza farsi mai distrarre.

Link
http://it.wikipedia.org/wiki/Salita_in_discesa
www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2578
www.cicap.org/new/articolo.php?id=100247
www.luigigarlaschelli.it/psysci03.pdf
www.cicap.org/new/articolo.php?id=273207