Pseudoscienze alimentari

  • In Articoli
  • 26-07-2013
  • di Giuliano Parpaglioni
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©Cristina Visentin
Il cibo è forse l’elemento più importante della nostra quotidianità, ma è anche il sottofondo di qualunque festa; per alcuni è una vera e propria passione, per tanti un indicatore importante della propria identità. È comprensibile quindi che tra le tante storie che nascono intorno all’alimentazione ve ne siano anche molte che hanno ben poco fondamento, semplici dicerie o vere e proprie teorie alternative che prendono di mira il cibo per parlare di come può aiutarci a mantenere la salute o dei rischi che si corrono se si consumano certi alimenti.

Questa copertina di Query è dedicata ad analizzare alcune di queste storie e di queste teorie, che costituiscono le moderne pseudoscienze alimentari.

Una delle storie più diffuse riguarda il latte e la sua salubrità: è vero che fa venire l’osteoporosi? È vero che causa il cancro? Ed è vero che non ne abbiamo bisogno? A queste tre domande le risposte sono no, forse e sì, e nelle prossime pagine si cercherà di spiegare in dettaglio su cosa si fondano queste risposte. Un altro articolo è dedicato al dolce mondo degli zuccheri (o dei loro sostituti): si parla dell’aspartame, un dolcificante accusato delle peggiori nefandezze, e dello zucchero bianco, che molti considerano peggiore dello zucchero di canna.

Ma nelle prossime pagine parliamo anche del mito del pomodoro pachino, del presunto grande inganno del colesterolo e dei miracoli della dieta Dukan. Proprio perché in rete sono reperibili molte informazioni tra loro discordanti proviamo poi a dare qualche indicazione per poter distinguere, almeno in prima battuta, i fatti dalle fantasie.

Come vedrete la maggior parte delle volte le pseudoscienze alimentari riguardano i danni che può fare questo o quell’alimento, generando così un’eccessiva preoccupazione. Noi pensiamo sia invece meglio valutare serenamente e con razionalità le proprie scelte alimentari e speriamo che questa copertina possa offrire un aiuto in questo senso.