V Congresso Nazionale del CICAP

Padova 25 e 26 Ottobre 1997 "New Age: nuova era o vecchie idee?"

Il 25 e 26 ottobre scorso si è svolto a Padova il V Congresso nazionale del CICAP. I lavori hanno avuto inizio sabato mattina nella prestigiosa e splendida aula magna del quattrocentesco Palazzo del Bo, sede dell’università patavina. Di fronte all’aula gremita, Steno Ferluga, astrofisico dell’Università di Trieste e presidente nazionale del CICAP, apre il Congresso con un commosso ricordo di Marisa Milani, professore ordinario di letteratura delle tradizioni popolari all’Università di Padova e presidente del CICAP-Veneto, dolorosamente scomparsa il 15 ottobre. Marino Franzosi, segretario del Gruppo veneto, ricorda l’instancabile opera di Marisa a sostegno del CICAP, la sua profonda umanità e il suo sincero entusiasmo. L’intero uditorio osserva un minuto di silenzio in sua memoria e Steno Ferluga annuncia che il Congresso sarà a lei dedicato.

La parola passa al Prof. Renato Angelo Ricci, presidente della Società Italiana di Fisica che ha concesso al Congresso il suo prestigioso patrocinio, in occasione del suo centesimo anniversario. Il Prof. Ricci sottolinea l’importanza della diffusione della cultura scientifica contro il dilagare di varie forme di irrazionalità, ed encomia l’attività del CICAP in tal senso.

Sessione I: Il fenomeno New Age

La prima sessione congressuale prevede, come primo intervento, quello di Lorenzo Montali, segretario nazionale del CICAP, dal titolo "Il fenomeno New Age". Montali illustra molto chiaramente le caratteristiche di questo movimento, che ha raggiunto il suo massimo sviluppo in America negli anni ottanta, in cui confluiscono idee e credenze eterogenee e disparate. Nata sulla scia della controcultura americana, la New Age o Età dell’Acquario incorpora in sé elementi tratti dall’astrologia, dalla magia, dal pensiero orientale, dall’ecologismo fino ad arrivare all’ufologia e alle medicine alternative. Essa nasce come rifiuto della cultura razionalistica, gratuitamente associata a conformismo, capitalismo e violenza, e contrappone a essa l’emotività e una visione magica e fantastica della realtà. Se negli Stati Uniti la New Age sta da qualche tempo perdendo consensi, in Italia attraversa invece un momento particolarmente favorevole. Un dato significativo, sul quale vale la pena riflettere, è che il target cui la New Age si rivolge è quello tipico della pubblicità.

Il secondo intervento in programma è quello di Giuseppe Ferrari, presidente del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazioni sulle Sette) e ha come titolo "Le sette e la New Age". Ferrari si concentra sulle diverse sette di ispirazione New Age. Evidenzia il business legato a tali movimenti (un corso medio organizzato dalle Sette costa 2-3 milioni) e lo stato di dipendenza psicologica che si crea tra gli adepti che, in taluni casi, sono disposti a essere persino malmenati dai vari guru e santoni. Un tragico esempio è quello dei 39 giovani californiani suicidatisi in massa per raggiungere insieme uno stato spirituale superiore. Ferrari cede una parte del tempo a sua disposizione all’intervento, non in programma, di Barbara Riva, sociologa e membro del GRIS. La dottoressa Riva presenta i risultati di uno studio da lei condotto su 1000 studenti dell’Emilia Romagna, di età compresa tra i 17 e i 18 anni. Pur mostrando una diffusa ignoranza nei confronti del termine "New Age", i giovani intervistati evidenziano una singolare mistura di credenza religiose tradizionali e di idee e convinzioni tipicamente New Age. Pur dichiarandosi cattolici credono alla reincarnazione e all’astrologia, si rivolgono a varie discipline orientali, nonostante le conoscano solo per sentito dire, e si sottopongono a pratiche alternative, quali la cristalloterapia.

Il programma prevede a questo punto l’intervento di Lisa Maccari, dottoranda in astrofisica all’università di Firenze, dal titolo "La moda delle letture misteriose". Apre la relazione un breve resoconto di una sua recente visita alla "Fiera del benessere ecologico e spirituale", in cui, nell’ampio spazio dedicato ai libri, si potevano trovare testi di tutti i generi confusamente mescolati. Per un visitatore medio era veramente difficile discernere le cose serie dalle panzane. Nel panorama dell’attuale editoria misteriosa di ispirazione New Age è possibile individuare due filoni. Il primo è quello romanzesco, che si propone ricco di messaggi positivi e di rinnovamento, e che è caratterizzato da un sincretismo di concetti e idee del tutto eterogenei. Ne sono un esempio i best sellers La Profezia di Celestino di James Redfield, L’Alchimista e Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto di Paulo Coelho. Il secondo filone è quello pseudoscientifico, nel quale vengono presentate come scientificamente provate, le più strampalate teorie che vanno dall’origine extraterrestre delle piramidi, alle facoltà paranormali degli aborigeni australiani, il tutto suggellato dall’uso del computer, magica parola, presentata come garanzia di scientificità.

Dopo 10 minuti di break, in cui ognuno ricerca nell’aula volti conosciuti con cui scambiarsi saluti e commenti, la mattinata prosegue con la relazione di Sergio De Santis, giornalista e storico, dal titolo "Millenarismo e neocatastrofismo". Con dotti riferimenti ai movimenti chiliastici della storia, De Santis individua alla base delle odierne correnti neocatastrofiste una profonda sfiducia nei confronti della scienza. Ciò è dovuto, secondo il relatore, in parte all’atteggiamento degli stessi scienziati. Egli afferma testualmente che «la scienza è una cosa troppo seria per essere lasciata ai soli scienziati» e tira le orecchie a quei cicappini che guardano con aria di sufficienza certe correnti di pensiero, senza cercare di comprendere le motivazioni profonde che ne sono all’origine (ma, ci chiediamo: ne esistono?).

L’intervento successivo è quello di Riccardo Mancini, giornalista, direttore della casa editrice scettica "Avverbi" e presidente del CICAP-Lazio, dal titolo "I media e la New Age". Nonostante la raucedine e l’influenza imperante (cosa non si fa per il CICAP...), Mancini denuncia efficacemente il comportamento dei media che spesso trascurano e sottovalutano le conseguenze di certe correnti New Age estremiste. Gli stessi episodi drammatici quali i suicidi di massa, vengono spesso relegati all’interno del giornale, senza la dovuta evidenza. Le cause di questi eventi non sono approfondite e vengono fatte considerazioni molto spesso superficiali. I giornalisti non dispongono di una fonte informativa sulle sette. Spesso le uniche fonti sono gli uffici di pubbliche relazioni delle sette stesse che, molto abilmente, forniscono un’immagine estremamente positiva delle proprie attività e finalità. A questo proposito ogni giornalista dovrebbe leggere il libro scritto dall’unico sopravvissuto alla strage del Tempio Solare, che descrive l’organizzazione interna della setta.

Chiude la prima sessione del Congresso la relazione di Steno Ferluga, dal titolo "Paranormale e pseudocultura". Ferluga sottolinea il cambiamento che ha caratterizzato il mondo del paranormale, negli ultimi anni. Al paranormale classico (esp, psicocinesi, ecc.), studiato anche da persone serissime, si è sostituita una congerie di discipline pseudoscientifiche, quali la cristalloterapia e la piramidologia, che rappresentano una pseudocultura deteriore e ingannevole. Essa prolifera attraverso i media e trova una massiccia diffusione nelle edicole, zeppe di riviste New Age, che le propagandano. Questo cambiamento non può essere ignorato dal CICAP.

Sessione II: Psicologia dell'insolito

Dopo una brevissima pausa pranzo, durante la quale ognuno cerca di rifocillarsi come può, il Congresso riprende alle 14.30 con la seconda sessione, dedicata alla "Psicologia dell’insolito". Apre la sessione Sergio Della Sala, neurologo dell’Università di Aberdeen (GB) e socio effettivo del CICAP, con una relazione dal titolo "Miti e leggende sul cervello". Della Sala evidenzia, con il suo solito humor, come anche in ambito scientifico ci possano essere resistenze nell’accettazione di idee nuove. E cita, a tale proposito, il caso della "visione cieca", considerata con molta incredulità in un primo tempo, ma poi universalmente accettata dalla comunità scientifica, a causa delle inoppugnabili evidenze. Stesso discorso non vale purtroppo per il paranormale.

Dopo Della Sala, la parola passa a Luciano Arcuri, psicologo dell’Università di Padova, con la relazione "Quando le aspettative modificano la realtà". Egli evidenzia brillantemente il ruolo dei preconcetti nella valutazione dei fatti, portando numerosi esempi, piuttosto significativi. Dal docente che veniva giudicato dagli studenti "freddo" o "dotato di calore umano", a seconda di come era stato preventivamente presentato, ai messaggi subliminali (la cui efficacia non è mai stata dimostrata) che producevano effetti differenti a seconda di ciò che il pubblico si aspettava.

Termina la sessione Massimo Polidoro, psicologo e responsabile delle indagini del CICAP, con la relazione "Psicologia della frode paranormale". Polidoro illustra molto chiaramente tutte le buone regole che deve seguire un aspirante sedicente sensitivo se vuole convincere il prossimo della realtà dei suoi poteri. Essere credibile, non strafare, essere modesto e umile, coinvolgere il pubblico, stupirsi dei fenomeni che si producono, vanificare i controlli, apparire ingenuo e incapace di imbrogliare, non ripetere mai due volte lo stesso trucco, essere in grado di improvvisare, e cercare in tutti i modi di alterare i ricordi dei testimoni.

Sessione III: Fisica dell'insolito

Dopo un breve break, inizia la terza sessione "Fisica dell’insolito", che prevede numerosi interventi che, per questioni temporali, devono essere necessariamente concisi.

Il primo intervento è quello di Adalberto Piazzoli, ordinario di fisica all’Università di Pavia e vicepresidente del CICAP, dal titolo "Fisica dell’insolito". Piazzoli centra l’intervento soprattutto sulla questione delle verifiche necessarie per poter accertare i fatti. Le testimonianze non possono essere sufficienti per la scienza. Come nessun record sportivo potrebbe essere omologato in base a semplici testimonianze, anche se autorevoli, così, anche nella scienza, ogni affermazione deve essere convalidata da prove che chiunque può controllare.

E’ la volta, quindi, di Lorenzo Bellagamba, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che parla di "Abbagli scientifici". Bellagamba illustra come il rischio di abbagli e cantonate sia costantemente presente anche all’interno della scienza cosiddetta ufficiale. Ed esemplifica tale affermazione attraverso tre casi emblematici: la determinazione del fattore giromagnetico, la teoria della relatività generale e la fusione fredda.

Margherita Fronte, giornalista scientifica, affronta il tema dei "Campi elettromagnetici", argomento su cui ha appena pubblicato un libro per l'editore Avverbi. I mezzi di comunicazione, spesso, creano allarmismi relativamente alla pericolosità di telefonini cellulari e linee ad alta tensione. Margherita Fronte, con un paziente lavoro di ricerca, mostra i risultati degli studi seri fatti in tal senso. Le evidenze sinora raccolte non consentono di stabilire nessuna correlazione certa tra esposizione a campi elettromagnetici e l’insorgenza di varie patologie.

Roberto Vanzetto, fisico dell’Università di Padova, relaziona sulla "Bioarchitettura". Tale termine (che risulta essere addirittura un marchio registrato - v. S&P n. 16, pp. ) indica lo studio dei criteri architettonici in relazione alla salute dell’uomo. Nulla di strano, se non fosse per il ruolo fondamentale che tale disciplina attribuisce alle "geopatologie" e ai cosiddetti "nodi di Hartman", in particolare. Tali presunti nodi di linee di forza magnetiche non sarebbero rilevabili con alcun strumento, ma solo attraverso la sensibilità dei rabdomanti, eliminando in tal modo ogni possibilità di controllo (per di più, si è poi venuto a sapere, sarebbero anche mobili!). Ciò nonostante, dietro ai nodi di Hartman prospera un florido mercato di dispositivi di protezione.

Enrico Scalas, fisico dell’Università di Genova, affronta il tema "Biofotoni e pranoterapeuti". Dopo aver illustrato l’esistenza di emissioni luminose (e quindi di fotoni) di origine biologica (il caso più noto è quello delle lucciole), Scalas evidenzia l’inutilità di tirare in ballo i biofotoni per spiegare l’efficacia della pranoterapia (tentativo fatto di recenti da alcune associazioni di pranoterapeuti), visto che quest’ultima non è mai stata dimostrata funzionare.

L’ultimo intervento della sessione è quello di Silvano Fuso, docente di chimica e segretario del CICAP-Liguria, che parla di "Meccanica quantistica e paranormale". Dopo aver sinteticamente illustrato alcuni principi fondamentali della meccanica quantistica, Fuso esamina diversi esempi in cui le stranezze di questa branca della fisica moderna vengono tirate in ballo come possibile interpretazione dei presunti fenomeni paranormali e di alcune idee New Age. Successivamente mette in evidenza l’infondatezza di questi inutili tentativi di spiegazione di fenomeni mai dimostrati.

Il programma, a questo punto, prevedeva la relazione di Roberto Vanzetto su "La Luna tra mito e realtà", ma l’ora tarda impone uno slittamento al giorno seguente.

Serata Paranormale

Una cena rapidissima (si fa per dire: chi scrive ha addirittura saltato pasto) è necessaria per chi vuole assistere alla imperdibile "Serata Paranormale", che si svolge all’Auditorium Modigliani, vicino alla Cappella degli Scrovegni. Piero Angela, nonostante un recente intervento chirurgico, intrattiene un pubblico numerosissimo, raccontando episodi personali riguardanti i rapporti tra la sua attività di giornalista e il paranormale e presentando numerosi ospiti. Tra questi intervengono due bravi illusionisti, Igor De Ruiz e Andrea Veronese, che divertono il pubblico con i loro numeri magico-umoristici. Non possono poi mancare il celebre fachiro pavese Luigi Garlaschelli che si esibisce, tra l’altro, mangiando fuoco e infilandosi un chiodo di 14 cm nel naso (e, almeno secondo un giornale che ha riportato la notizia, «levitando a un metro da terra»...), e il famoso guaritore filippino di Voghera Massimo Polidoro che opera a mani nude un malcapitato, estraendo dal suo ventre frattaglie varie.

Stanchi morti, ma soddisfattissimi per l’esito della prima giornata di Congresso, ce ne andiamo infine tutti quanti a goderci un meritato riposo.

Sessione IV: Indagini nell'insolito

Domenica mattina, dopo aver acquistato i vari quotidiani per valutare la risposta della stampa al Congresso (tra gli altri: il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Mattino e il Gazzettino dedicano lunghi articoli alla manifestazione), ci ritroviamo tutti all’Auditorium "Modigliani", per dare inizio alla seconda giornata.

Apre la sessione Piero Angela, con un discorso introduttivo, in cui sfiora tutti i temi centrali del paranormale e dei suoi rapporti con i media: dall’oroscopo impunemente trasmesso dalla RAI, alla diffusione della medicina omeopatica, dal caso dell’acqua con la memoria, fino agli astrologi che, in base alla data dell’atto costitutivo, predicono il futuro economico delle aziende.

Roberto Vanzetto (slittato dalla sera precedente) tiene la sua relazione, sulle presunte influenze lunari. A conferma di altre ricerche, illustra, in particolare, un recente studio che smentisce il presunto aumento del numero di nascite nei periodi di luna piena.

All’intervento di Vanzetto fa seguito quello di Marco Morocutti, progettista elettronico di Brescia e socio effettivo del CICAP, dal titolo "Psicofonia: illusione tecnologica?". Morocutti illustra i risultati di un suo sopralluogo nella casa di una coppia di coniugi romani, convinti di registrare sul magnetofono la voce della figlia defunta (v. S&P n. 13, pp. 24-26). Al di là degli aspetti tecnici che spiegano in modo perfettamente normale il fenomeno, emerge il profondo rispetto e l’imbarazzo che si prova di fronte a simili casi umani.

Termina la sessione la relazione di Paolo Diodati, fisico dell’Università di Perugia, su "Il mistero di Pasqualina Pezzola". La guaritrice marchigiana (più volte citata dal pubblico, nel precedente congresso del CICAP di Macerata) è stata analizzata da Diodati, occasionale accompagnatore di un suo amico che, in un momento di debolezza, è ricorso alla sedicente guaritrice. Diodati ha potuto osservare come Pasqualina, che fa le diagnosi con una semplice osservazione, in realtà "rivenda" al cliente tutte le informazioni che riesce a carpirgli. Ipotesi confermata da un successivo incontro, in cui Diodati stesso accusò delle malattie inesistenti, prontamente diagnosticate da Pasqualina.

Per motivi organizzativi slitta nel pomeriggio l’intervento di Luigi Garlaschelli dal titolo "Indagine sulla sindone".

Sessione V: Pseudomedicine

Presieduta da Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell’Istituto "Mario Negri" di Milano, la V sessione si apre con un suo intervento introduttivo dal titolo: "Medicine e pseudomedicine". Garattini sottolinea la necessità di una medicina basata sulle evidenze, requisito non soddisfatto dalle cosiddette medicine alternative.

All’intervento di Garattini fa seguito quello, non in programma, di Giovanni Federspil, metodologo clinico dell’Università di Padova. Sottolineando l’importanza della diffusione della cultura scientifica e del ruolo del CICAP, Federspil denuncia però una diffusa scarsità di cultura filosofica, necessaria per valutare certi fenomeni sociali emergenti.

E’ quindi il turno dell’intervento di Renato Giusto, medico e vicepresidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Savona, dal titolo "Il medico di famiglia e i pranoterapeuti". Giusto mostra un florilegio di pubblicità e insegne di sedicenti luminari che, con titoli altisonanti e inverosimili specializzazioni (per esempio: "microsemeiotica oftalmica", ovvero iridologia), irretiscono ignari clienti con conseguenze talvolta drammatiche. La spudoratezza di tali individui raggiunge il ridicolo quando, nel volantino pubblicitario di uno di essi, compare, tra le altre malattie curate, la "cistite mammaria", ovvero un’infezione urinaria... al seno!

Riccardo Luccio, psicologo dell’Università di Trieste, tiene quindi la sua relazione dal titolo "I miracoli dell’effetto placebo". Luccio evidenzia il ruolo fondamentale, ma spesso trascurato, dell’effetto placebo in medicina. Anche tutti i farmaci "ufficiali" sono inevitabilmente accompagnati da una componente placebo. E, a maggior ragione, esso interviene nei preparati e nelle terapie alternative. Persino gli animali, tradizionalmente considerati immuni da tale effetto, hanno dimostrato di essere sensibili a esso.

Massimo Albertin, medico e direttore di laboratorio di analisi cliniche, presenta il suo contributo dal titolo "Omeopatia: la cura dell’acqua pura". In sintesi si tratta di una condanna senza appello, fondata su dati obiettivi, della diffusa pratica alternativa: o i preparati omeopatici non contengono traccia di principi attivi a causa delle elevatissime diluizioni raggiunte, o, nei casi in cui ne contengano ancora quantità apprezzabili, l’efficacia dei principi usati non è mai stata dimostrata.

Conclude la sessione l’intervento di Francesco Abbona, ordinario di mineralogia all’Università della Calabria, dal titolo "La cristalloterapia". Se, da un lato, si comprende l’estremo fascino che i cristalli hanno da sempre esercitato sull’uomo, più difficile da capire è la credenza in misteriosi poteri a essi attribuiti, in un’epoca in cui le conoscenze scientifiche dovrebbero aver abituato l’uomo a non credere a fantasiose illusioni.

L’ora tarda costringe tutti a un altro pasto rapidissimo. Per giunta l’unico bar aperto nella zona esaurisce ben presto panini, toasts e affini, obbligando molti a pranzare con cappuccino e brioches.

Sessione pomeridiana: Indagine sulla Sindone

Nel pomeriggio il Congresso riprende, alle 14.30, con l’atteso intervento di Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia e socio effettivo del CICAP, dal titolo "Indagine sulla Sindone". Garlaschelli, dopo aver sinteticamente rivisitato le tappe più significative della storia della Sindone, esamina criticamente tutti gli studi finora condotti. Illustra anche i risultati degli esperimenti da lui stesso condotti con lenzuola, coloranti vari e volontari disposti a fare da modello. Del tutto inattendibili appaiono i vari studi che affermano l’origine ultraterrena dell’immagine della Sindone e che fanno risalire il lenzuolo al tempo di Cristo. Molto più attendibili appaiono invece gli studi che attribuiscono alla Sindone un’origine medioevale e umana. L'intervento di Garlaschelli è applauditissimo e, a richiesta del pubblico, viene prolungato per permettergli di raccontare altri particolari della sua indagine.

Interviene, a questo proposito, anche il Prof. Vittorio Pesce Delfino, antropologo dell’Università di Bari, autore del libro E l’uomo creò la sindone. Delfino racconta, tra l’altro, un curioso aneddoto, nel quale gli fu impedito di partecipare a un Convegno sulla Sindone ("non c’è posto in sala" fu la motivazione ufficiale), che si presentava come scientifico, ma che in realtà rifiutava la libera discussione e lo scambio di idee, elemento fondamentale di ogni attività scientifica.

All’intervento di Garlaschelli, fa seguito un necessariamente breve (vista l’ora tarda) e informale incontro organizzativo tra il Consiglio Direttivo del CICAP e i responsabili dei gruppi locali. Si accennano diversi temi, ma si decide di rimandare una discussione più approfondita a un successivo incontro, poiché la maggior parte dei presenti ha problemi di rientro.

Il Congresso si conclude con un bilancio estremamente positivo: ottimo il livello delle diverse relazioni, ottima la partecipazione del pubblico che, oltre a essere intervenuto numeroso (i posti nelle sale, tra i 400 e i 500 posti, erano completamente esauriti), ha dimostrato molto interesse, tempestando di domande i relatori, e cospicua l’eco dei media.

La perfetta organizzazione ed efficienza del Gruppo veneto, e di Marino Franzosi e Francesca Guizzo in particolare, hanno reso il week-end padovano piacevolissimo e ricco di soddisfazioni, che hanno abbondantemente ripagato la stanchezza e l’impegno di tutti i partecipanti.

Ognuno di noi ha ricevuto una vera e propria iniezione di entusiasmo che produce fondati motivi di ottimismo e ambiziose speranze per il futuro della nostra bella organizzazione.