Sogni

image
Ogni notte quasi 6 miliardi di persone sulla Terra sognano per più di un'ora, costruendo miliardi di sogni. Ma perché sogniamo così tanto? E che significato hanno i sogni? Dal momento che non se ne sa granché, è questo un campo in cui ognuno può ipotizzare quello che vuole.
Nel 1861 un francese, Alfred Maury, avanzò l'ipotesi che i sogni fossero provocati da stimoli esterni. Giunse a questa conclusione in seguito a un curioso incidente che gli capitò una notte. Stava sognando di essere ghigliottinato durante la Rivoluzione francese. Quando sentì la lama staccargli la testa, si svegliò pieno di terrore: si accorse che la testiera del letto gli era caduta sul collo. Da ciò, Maury concluse che tutto il sogno si era svolto tra la caduta della testiera e il risveglio, e che quindi tutta la storia e le scene di prigione fossero passate in un lampo, create da quella sensazione. In realtà, gli studi più recenti hanno potuto dimostrare che la maggior parte dei sogni occupa un tempo reale.
Ai primi del novecento, enorme scalpore fecero le teorie di Sigmund Freud, il quale sosteneva che "Il sogno è la strada maestra verso l'inconscio". Con ciò intendeva dire che, considerato che durante il sonno la mente cosciente non è attiva, tutte quelle sensazioni, pensieri, idee disturbanti che cerchiamo di evitare quando siamo svegli spuntano fuori mentre stiamo sognando. Inoltre, anche durante il sogno noi ci difenderemmo dai nostri pensieri, facendoli diventare frequentemente delle idee fantastiche. Queste immagini costituirebbero i nostri sogni, interpretabili esclusivamente attraverso l'analisi di uno psicanalista. Il problema, però, è che se si cerca un significato in immagini fantasiose come quelle dei sogni lo si può sicuramente trovare, ma non c'è nessuna certezza che sia poi quello giusto.
Una teoria contrapposta a quella freudiana è quella del neurofisiologo Robert W. McCarley, il quale suggerisce che i sogni non indichino un processo di mascheramento bensì di attivazione: questo spiegherebbe perché molti sogni riportano un'attività eccessiva come il correre, lo scalare e così via.
C'è poi un'altra teoria che propone che il sogno sia un modo di elaborare le informazioni nascoste durante le esperienze quotidiane. Durante la giornata molti eventi ci colpiscono ma noi ne prendiamo in considerazione soltanto una piccola parte. Nonostante ciò molte di queste informazioni sono importanti e per questo sono mantenute in un sistema di memoria per riemergere quando cadiamo addormentati. Secondo questa teoria, dunque, noi abbiamo bisogno di sognare per classificare gli eventi e risolvere dei problemi che si sono posti durante la giornata.
Vicina a questa teoria è l'ipotesi delle "reti neurali", intese come complessi gruppi di cellule nervose che lavorano insieme per registrare le associazioni tra cose ed eventi. Ogni rete è in grado di ricordare una gran quantità di eventi contemporaneamente; man mano che aumenta il numero di cose da ricordare, però, tutti questi elementi si mescolano e ciò potrebbe portare a confusioni terribili se non, addirittura, a vere e proprie allucinazioni. C'è dunque bisogno di fare ordine e pulizia tra tutte queste immagini e la teoria delle reti neurali sostiene che ciò avviene di notte. Con i sogni le reti vengono inondate di impulsi nervosi che portano via tutti i ricordi più deboli, lasciando solo quelli più forti per il giorno seguente, permettendo così alla rete pulita di continuare a imparare. In altre parole, la funzione del sogno secondo questa teoria sarebbe quella di liberarsi dei ricordi che non servono, e quello che vediamo nei sogni, dunque, non sarebbe altro che la "spazzatura" che il nostro cervello sta buttando via.