Progetto Alpha

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Nel 1979 un noto laboratorio di parapsicologia americano, il McDonnell Laboratory for Psychical Research di St. Louis, lanciò un appello per cercare persone dotate di poteri paranormali disposte a sottoporsi a esperimenti scientifici. Di tutte le persone che si presentarono, due ragazzi (Michael Edwards e Steve Shaw) passarono i test preliminari e si dimostrarono essere i soggetti più dotati; essi potevano piegare metalli con il pensiero, indovinare disegni nascosti in buste chiuse e muovere oggetti senza toccarli.
Il prestigiatore James Randi, venuto a conoscenza degli esperimenti al laboratorio di St. Louis, contattò i parapsicologi e cercò di metterli in guardia contro il rischio di frodi. I ricercatori, capitanati da Peter R. Phillips, esaminarono i suggerimenti di Randi ma ritennero che i soggetti da loro esaminati non potevano servirsi degli stessi trucchi da lui indicati e rifiutarono ulteriori forme di collaborazione offerte da Randi. Quando arrivò il momento di pubblicare i dati delle ricerche condotte con i ragazzi nel corso di tre anni, al termine dei quali i parapsicologi erano sicuri di aver potuto documentare finalmente degli autentici fenomeni paranormali, ci fu un colpo di scena: Randi convocò (il 28 gennaio 1983) una conferenza stampa e rivelò che i due sensitivi studiati al laboratorio parapsicologico di St. Louis in realtà erano due prestigiatori dilettanti: li aveva mandati lui stesso chiedendo loro di fingersi sensitivi. Scopo dell'esperimento, spiegò Randi, era stato quello di dimostrare che gli scienziati, come chiunque non abbia approfondito lo studio delle tecniche di illusionismo, possono lasciarsi imbrogliare facilmente proprio perché non fa parte del loro mestiere scoprire i trucchi. In seguito alla conferenza di Randi, il laboratorio fu chiuso.



Per saperne di piu:
  • Randi, J. "Il progetto Alpha", in: Avventure nel mistero (Quaderni CICAP vol. 2), 1999, pp. 8-31.

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