George I. Gurdjieff: l'inconoscibile; Alimentazione naturale?; Francobolli esoterici; 10 obiezioni al paranormale; Reazi

Gentili amici,

complimenti, proprio in questi giorni ho ricevuto il primo numero della rivista: bravi! È così come me l'aspettavo. Essa rappresenta, forse unica nel panorama dei periodici italiani, un'opportuna dose di critica seria e scientifica, in un ambiente, quale quello dell'informazione, in cui l'inclinazione verso l'irrazionale è molto diffusa.

Nel mio piccolo cercherò di contribuire al Vostro impegno che spero proficuo e duraturo. Piccolo suggerimento: perché non rendete accessibile la rivista anche nelle edicole? Auguri di buon lavoro.

Daniele Franco, Napoli

Ringraziamo, attraverso la pubblicazione di questa lettera, i molti che hanno voluto manifestare il loro apprezzamento nei confronti della nuova rivista e che ci aiutano a crescere con opportuni suggerimenti. Piacerebbe anche a noi poter vedere Scienza & Paranormale nelle edicole, purtroppo per il momento ciò non è possibile.

Siamo, comunque felici di informarvi che, già dal primo numero, la rivista è disponibile in tutte le librerie Feltrinelli.


George I. Gurdjieffi: l'inconoscibile

Innanzitutto complimenti per la nuova veste editoriale della rivista, nonché per gli argomenti che il primo numero di Scienza & Paranormale contiene. Ho deciso

di spedirvi una serie di articoli che spero possano iniziare una mia modestissima collaborazione col nostro periodico. In uno di questi si accenna all'inconoscibile G.I. Gurdjieff. Cosa ne sapete? Non rispondetemi che è un semplice imbroglione, di quello ne sono già convinto io.

Roberto Traverso, Genova

Grazie per i complimenti e per gli articoli, continui pure a mandarcene, vanno tutti ad arricchire il nostro archivio che speriamo, prima o poi, di poter rendere consultabile a tutti gli interessati.

Risponderò alla sua richiesta di informazioni sull'occultista George Ivanovitch Gurdjieff con questo paragrafo estratto dal libro di Martin Gardner Fads and Fallacies in the Name of Science (Dover, 1952):

"... La rivista Time definì (G.I. Gurdjieff) una volta: "un rimarchevole incrocio tra P.T. Barnum, Rasputin, Freud e Groucho Marx. Un suo libro, modestamente intitolato All and Everything (Tutto e ogni cosa), è una allegoria su belzebù ed è illeggibile quasi quanto gli scritti di Madame Blavatsky. L'istituto per lo Sviluppo Armonioso dell'Uomo, istituito da Gurdjieff e sito vicino a Parigi, attraeva negli anni venti centinaia di intelligenti discepoli, tra questi anche la scrittrice inglese Katherine Mansfield, che là morì.

Un'altra visitatrice fu Margaret Anderson, editrice americana di una famosa rivista avanguardista. In una sua autobiografia, The Fiery Fountains, diede un valido ritratto del movimento di Gurdjieff. È difficile inquadrare le opinioni mediche di Gurdjieff. Sembrano un misto di Yogi e di altri sistemi occulti, con idee originali ad esse mescolato.

Le sue terapie comprendevano il taglio di tronchi d'albero e complicati esercizi di danza (una volta dirigeva un corpo di ballo orientale a Mosca) accompagnati da melodie scritte da Gurdjieff stesso.

La morte della Mansfield potrebbe essere stata accelerata dalla "cura" a lei prescritta, che comprendeva il soggiorno periodico all'interno di una stalla in cui poteva respirare l'aria esalata dai bovini.

Il discepolo più attivo di Gurdjieff fu Peter D. Oupensky, che fondò un Istituto intitolato a Gurdjieff a Londra e scrisse diversi libri che elaboravano il "sistema" del maestro. Come Madame Blavatsky, Gurdjieff sosteneva di aver ottenuto il suo "sistema" da alcuni "iniziati" in oscuri monasteri orientali.

Di conseguenza, le speculazioni di Ouspensky sono così mescolate a rivelazioni esoteriche, e così lontane dalla scienza, che abbiamo deciso di non prenderle in considerazione per questo libro. Morì nel 1947, due anni dopo la morte di Gurdjieff.

Per quanto ne so, l'unico ritrovo occulto dei tempi recenti che superò in pazzia quello di Gurdjieff fu l'infame monastero costruito a Cefalù, in Sicilia, dall'incredibile occultista inglese Aleister Crowley".


 

Alimentazione naturale?

In questi tempi si sente parlare sempre più spesso di alimenti "naturali" e "biologici" e sull'onda di questa moda si è affermata una grande quantità di convenzioni, che sono però semplicistiche e spesso fuorvianti. Esistono precise direttive CEE che riguardano il controllo dei prodotti di origine naturale (24 giugno 1991), che impongono l'apposizione sui prodotti di diciture informative circa il rispetto dei metodi di coltivazione biologica; esistono anche marchi di garanzia (es. Aiab, Abf, Aqb, Suolo e Salute).In Italia, però mancano leggi e organi ufficiali che controllino che tale regolamentazione venga rispettata: il risultato è che il controllo è affidato al produttore stesso: chi controllerà i controllori? Inutile ricordare che tale mancanza di leggi, oltre a garantire l'impunità ad eventuali produttori truffaldini, danneggia anche il produttore serio. Tra i consumatori, nel frattempo, serpeggiano notizie frammentarie e categoriche: bando al colesterolo, sì ai grassi vegetali, viva i cibi "leggeri", urrà per il pane integrale. Sarebbe meglio evitare eccessivi entusiasmi. Per esempio i grassi vegetali non sono sempre così innocui: alcuni oli di semi, come l'olio di colza, usati nella preparazione di alimenti, contengono alte percentuali di acidi erucico, un acido grasso che se ingerito in quantità elevate può provocare svariate disfunzioni all'organismo. Una nota positiva può essere il fatto che in questi ultimi anni è stata trovata una varietà di colza il cui olio è privo di acido erucico; non resta che sperare che l'industria alimentare utilizzi questo tipo di olio di colza in sostituzione di quello "vecchio". Ancora: la "bistecca" di soia, alimento sano e naturale per antonomasia, viene invece ottenuto tramite complessi procedimenti industriali, con l'aggiunta di additivi. Tali additivi non saranno magari realmente dannosi, ma è corretto definire "naturale" questo prodotto? Per quanto riguarda gli alimenti integrali, giova ricordare che la crusca è l'involucro esterno del seme (di frumento, di riso, ecc.).Qualora nella coltivazione vengano usati pesticidi, questo involucro li filtra e li trattiene; se non si è più che sicuri che il frumento o il riso provengono da coltivazioni controllate (ma da chi?), è forse più salutare non farsi trasportare da facili entusiasmi. Il consumatore, come sempre ultima ruota del carro, sarà perciò costretto a sopperire alle carenze istituzionali con una maggiore attenzione ai prodotti e alla loro provenienza. A tale scopo è indispensabile una corretta informazione, ormai troppo spesso di parte e sottilmente ingannevole. Per saperne di più si può fare riferimento a:

Manuale del consumatore, Marino Melissano, ed. Calderini, Bologna 1992; Consumatore difenditi, Anna Bertolini, ed. Rizzoli (Milano), 1990; utile anche la consultazione di manuali di scienza dell'alimentazione, per esempio Scienza dell'alimentazione, G. Sicheri e S.M. Borsarelli, ed Hoepli (Milano), 1989.

Alessandra Muccinelli, Bologna


Francobolli esoterici

Come abbonato al servizio filatelico della posta svizzera, ricevo periodicamente degli opuscoli che mi informano sulle date di emissione di nuove serie di francobolli. Proprio in questi giorni ho ricevuto l'aggiornamento relativo ad una nuova serie dal tema "Opere di donne svizzere". Con mia grande sorpresa ho scoperto che uno dei francobolli risulta dedicato ad una signora di nome Emma Kunz e che la breve scheda biografica inclusa nell'opuscolo cita essere stata, oltre che ricercatrice e artista, una valente guaritrice e chiaroveggente.

Ho ritenuto interessante informarvi su questo insolito e curioso francobollo precisando, tuttavia, che non è la prima volta che le poste svizzere dimostrano un particolare interesse per simili tematiche. È dell'82-84, infatti, una serie di ben 14 valori dedicata ai segni zodiacali.

Franco Dell'Ernia, Torino

Sul finire degli anni '70 la Grenada realizzò una serie di francobolli dedicati agli UFO e recentemente la Sierra Leone e le isole Maldive hanno dedicato alcuni francobolli ad altrettanti "Misteri dell'Universo", tra cui gli UFO, gli ormai screditati cerchi nel grano, Io Yeti, l'altrettanto screditato mostro di Loch Ness e Atlantide.

Saremmo grati ai nostri lettori se qualcuno tra di essi ci informasse se fosse al corrente di altri francobolli dedicati ad argomenti paranormali o pseudoscientifici.


10 obiezioni al paranormale

Sono molto soddisfatto della serietà con cui cercate di opporvi alle affermazioni sempre più stupide che escono dalla bocca di astrologi e paranormalisti vari. Siamo ancora all'inizio della battaglia contro queste persone che sfruttano la credulità della gente comune per fare affari d'oro.

L'importante, per riuscire a vincere, è proporre alle persone un'alternativa credibile, una serie di notizie e suggerimenti che facciano riflettere sugli inganni propugnati dal paranormale. Finalmente anche in Italia esiste un'associazione che porta avanti queste idee e cerca di diffonderle il più possibile, nei limiti concessi dalla stampa e dalla TV.

Raccogliendo il vostro invito a collaborare alla rivista, vi spedisco alcune mie riflessioni. Sono strutturate informa di brevi argomentazioni, una specie di decalogo, da opporre alla maggior parte delle idiozie sostenute dai difensori del paranormale. Premesso che non si intende negare a priori l'esistenza di eventi non spiegabili con le attuali conoscenze scientifiche, bensì controllare la veridicità e riproducibilità dei fenomeni paranormali, non limitandosi ad una semplice analisi superficiale e discorsiva, ecco dieci buoni motivi per non lasciarsi ingannare dal paranormale:

1- l'onere della prova spetta a chi sostiene una certa idea o dichiara l'esistenza del fenomeno:

in questo caso a chi dice di possedere poteri paranormali. Ma costoro non riescono mai a ripetere l'esperimento in presenza di osservatori qualificati (membri del CICAP o prestigiatori);

2-fino ad oggi non è stato trovato nulla che non abbia una spiegazione alternativa a quella "paranormale", piegare pezzi di metallo, materializzare oggetti, muoverli con la mente (psicocinesi), inserire un anello di metallo in uno di carta, operare un malato con il solo uso delle proprie mani (guaritori brasiliani), per esempio, sono tutti fenomeni riproducibili con trucchi di prestigio ed effetti illusionistici;

3- non si può accusare la comunità scientifica, dei fisici in particolare, di ristrettezza mentale: come si studia la meccanica quantistica (dualismo onda-particella, effetto tunnel, paradosso EPR), la relatività, le forze fondamentali (tra cui dovrebbero rientrare eventuali energie paranormali), che sono tutti fenomeni ben lontani dal senso comune, allo stesso modo si sarebbero presi in considerazione anche altri eventi non facilmente intuibili e verificabili, qualora si fossero veramente riscontrati (si ricordi che di accadimenti paranormali se ne parla da centinaia di anni, non dall'inizio di questo secolo); è evidente la differenza tra la consistenza della teoria fisica attuale, ben consolidata dagli esperimenti, e le affermazioni contraddittorie e prive di riscontro dei paranormalisti che oltretutto utilizzano termini scientifici senza nemmeno conoscerne il significato, se non addirittura alterandolo totalmente: si parla di energie che però nessuno può rilevare, particelle che viaggiano più veloce della luce, le onde elettromagnetiche sono poi usate in tutte le salse (dimenticando che sono state spiegate da più di cento anni), si fa l'oroscopo senza tener conto del movimento dei pianeti (per cui ora i segni zodiacali dovrebbero essere spostati indietro di uno), la distanza enorme dei corpi celesti dalla terra rende improbabili le influenze astrali: tutte le cose (oggetti o esseri viventi) che ci stanno attorno esercitano su di noi forze maggiori di qualsiasi stella;

5- su certe riviste portavoce del paranormale (Giornale dei misteri, Astra etc.) si attribuisce valore di verità a delle pure e semplici affermazioni dei paranormalisti, mentre si nega la realtà fisica verificabile da tutti e 1'elevata sensibilità delle strumentazioni scientifiche (magnetometri, fotomoltiplicatori, telescopi a radioonde, microscopi quantistici) capaci di rilevare energie milioni di volte inferiori a quelle direttamente riscontrabili nella vita di ogni giorno;

6- i voli di fantasia sono ben diversi dalla realtà: chiunque può sostenere di poter vedere cosa sta accadendo ora in qualsiasi punto della terra, ma per farlo ci vogliono i satelliti e la televisione; si può dire di saper volare, ma ci vuole almeno il deltaplano; si può anche vedere nel passato, con un telescopio che riceve la luce emessa da una stella qualche miliardo di anni fa; si può trasformare il piombo in oro, ma non con l'alchimia medievale, bensì con esperimenti tra particelle nucleari; si può anche tagliare una donna in tre parti e poi ricomporla, ma per farlo ci vuole un bravo prestigiatore; e si può affermare di essere stati in due posti diversi contemporaneamente (bilocazione), ed è un fatto che spesso accade, naturalmente quando stiamo sognando o siamo in una fase particolare di dormiveglia e per la mente non c'è molta differenza tra realtà e puro pensiero;

7- non ha senso invocare l'autorità di una persona, di uno scienziato o di un famoso paranormalista come dimostrazione della verità di un'affermazione, perché anche Einstein si è sbagliato su parecchi argomenti, pur essendo giunto a delle importanti scoperte. Allo stesso modo il clamore o la straordinarietà di un fatto non è prova di autenticità, ma solo un modo per influenzare il pubblico e vendere i giornali;

8- si citano solo gli eventi con esito positivo (ritrovamento di persone, oroscopo indovinato, guarigioni riuscite) e non quelli totalmente falliti, che sono in numero ben maggiore. Non si deve dimenticare che esistono delle regole di probabilità con cui spiegare certi fenomeni (guarigioni improvvise, sogni premonitori) e che su un gran numero di eventi ci sono sempre delle coincidenze: nell'esperimento di far ripartire gli orologi con la mente si lavora spesso su decine di questi e per forza se ne deve trovare qualcuno che funziona ancora;

9- sono centinaia di anni che i sostenitori del paranormale ripetono le stesse cose, ma non si vedono ancora risultati concreti e utilizzabili su larga scala, al contrario dei risultati raggiunti in tutti gli altri campi del sapere, dalla medicina allo studio della storia, dall'ingegneria alla psicologia;

10- nessuno può negare la capacità persuasiva di una parola positiva e di conforto (che spesso viene inserita nell'oroscopo) in situazioni difficili odi crisi e l'autosuggestione che può derivare da una coincidenza (lo stesso oroscopo, spesso basato su consigli generici, viene letto da centinaia di persone e sicuramente a qualcuno si deve adattare), ma tutto ciò ci insegna qualcosa di più sulla psicologia umana che non sulla parapsicologia.

Claudio Zipponi, Sulzano (BS)

 


Reazioni a una conferenza sul paranormale

Carissimi Amici del CICAP,

desidero segnalarvi quanto è accaduto durante una conferenza tenutasi venerdì 12 marzo '93 alle ore 21.00 a Pesaro dal Prof Dario Schena Sterza (fisico cibernetico) sul tema "La gnosi triadica: Magia, Religione, Scienza". Sono passato attraverso diversi stati d'animo, durante la conferenza, il più violento del quale, con l'adrenalina alle stelle, è occorso quando costui ha parlato del CICAP come di "un gruppo di scienziati guidati da Piero Angela ..."(come se Piero Angela fosse una sorta di capo spirituale) e quando ha affermato che "la sigla CICAP significa Comitato Italiano Contro le Affermazioni sul Paranormale", " ... dicono di avere il sostegno morale di Carlo Rubbia e Rita Montalcini" (si è dimenticato Levi!). Non me ne vogliate se non ho risposto alle sue provocazioni, ma visto lo stato d'animo in cui mi trovavo ho temuto che un intervento polemico mi avrebbe fatto apparire agli occhi del pubblico come un dogmatico, scientista, materialista e razionalista. Inoltre non avevo con me nessuna copia del bollettino CICAP per dimostrare che la seconda "C" sta per "Controllo" e non per "Contro" (vista la sua spregiudicatezza, Sterza avrebbe potuto mostrare al pubblico un frontespizio falso del bollettino). La cosa, però, non finisce qui: domenica 14 marzo ho telefonato ad uno degli organizzatori, per parlargli della conferenza

Chi c'era a casa sua ospitato e riverito quel pomeriggio?

Il professor Sterza, naturalmente. Ho deciso di affrontarlo ad armi "quasi" pari (con il dovuto rispetto per l'età e per i suoi studi). Con argomentazioni logiche rigorose ho mostrato tutte le sfaccettature della problematica paranormale. Ho iniziato e concluso il dibattito puntando l'accento sulla corretta definizione di "CICAP" e costui ha ammesso con un filo di voce: "Si, è vero, ho sbagliato". Ma non l'ha fatto dinanzi al pubblico e ciò danneggia l'immagine del comitato! Più volte ha definito il Prof. Piazzoli "un incompetente, lui e gli altri scienziati del CICAP". "Sono dei fisicisti", ha detto, "dei materialisti!" e continua "... I membri dello CSICOP dicono di aver visto gli esperimenti all'Università di Princeton, ma mentono!" e via discorrendo dicendo tutto e il contrario di tutto.

Concludendo vi consiglio di portare avanti un'azione di sensibilizzazione diretta all'organizzatore Avv. Francesco Zaccarelli con la proposta dell'inserimento in programma di una conferenza del CICAP.

Michele Alfinito, Pesaro


Interpretare Nostradamus

Vi passo alcune riflessioni su Nostradamus tratte da un mio articolo apparso sull'Almanacco Croce Rossa Svizzera 1993.

"Per quel che concerne le affermazioni degli interpreti delle famosissime profezie di Nostradamus, bisogna tener conto che spesso (o sempre?) le previsioni sono pubblicate dopo gli avvenimenti in questione. Quando invece osano (imprudentemente) pubblicare nero su bianco in anticipo previsioni su avvenimenti futuri incappano in clamorose smentite. Un bellissimo esempio di previsioni fasulle è contenuto nel libro Nostradamus di Renuccio Boscolo (ed. Musumeci, 1984). Bisogna premettere che l'autore si dichiara l'interprete "ufficiale" di Nostradamus, fatto previsto, sembra, dallo stesso veggente (v. pag. 71). Ecco alcune delle molte affermazioni tolte dal libro in questione, riguardanti l'ultimo ventennio di questo secolo, che sono in flagrante contraddizione con quello che è avvenuto e sta avvenendo nel mondo: sono le armate dell'Est a giungere in Occidente" (pag. 172). "Quindi prima si assisterà alla minaccia con armi convenzionali, poi, immancabilmente vi sarà la sorpresa nucleare" (pag. 173)."Le regioni con il simbolo dell'aquila (Germania, Polonia, Austria) ed i territori del Nord Europeo saranno messi a dura prova per l'eversione bellica con un gran numero e massa di uomini e mezzi" "... il Reno verrà forzato dagli invasori" (pag. 176) "Un piano strategico per fronteggiare l'avanzata sovietica e respingere anche la presenza della flotta Rossa nei porti del Golfo del Leone e della Liguria" (pag. 179).Tutto ciò secondo Boscolo "dovrà" (avrebbe dovuto) iniziare nel 1986. In seguito, dopo l'invasione militare russa, l'Europa rimarrà per un p0' sotto la dominazione comunista e quindi ci sarà una controffensiva dell'occidente (Stati Uniti) con battaglie navali anche nel Pacifico. Finalmente (per farla breve e non tediare i nostri lettori con troppi sproloqui): "Avverrà il ritiro delle forze slave dall'Europa (pag. 191) e quindi "la Vittoria finale Occidentale" (titolo a pag. 192).Questa seconda parte degli eventi dovrebbe situarsi attorno al 1991 e fino al 1997 (pag. 193).Ogni commento mi sembra superfluo. Renuccio Boscolo, a quanto è scritto nella presentazione di copertina del suo citato libro, "E' stato scelto, a preferenza di ogni altro studioso, dalla Key Foundation, un centro universitario riconosciuto dagli Stati Uniti, per studiare sistematicamente l'opera di Nostradamus" (sicuramente con sostanziose sovvenzioni).Eppure il suddetto "studioso", invece di cospargersi il capo di cenere e di andare a nascondersi per la vergogna, confida nella distrazione e nella memoria corta della gente, continuando, anche recentemente, a imperversare con le sue interpretazioni "kronosemantiche" di Nostradamus, affermando, per esempio che lui la guerra del Golfo l'aveva prevista, come aveva previsto a suo tempo l'attentato a Kennedy, al Papa e quant'altri avvenimenti!

Sergio Cortesi, Locarno (Svizzera)


Considerazioni sull'Omeopatia

Ho ascoltato in data 5.8.93, su Radio Tre, nella rubrica scientifica Palomar, la replica di una trasmissione riguardante 1' omeopatia. Durante la trasmissione sono stati esposti i principi su cui si basa questa disciplina. L'omeopata che li illustrava ha, a un dato momento, espresso la sua credenza nello spirito vitale che esiste in ogni essere umano e che non può essere ricondotto esclusivamente al suo essere biologico. Per cui risulterebbe che i medicamenti omeopatici agirebbero, per così dire, in sintonia con questo spirito per ricondurre il malato in una condizione di salute. Siccome nel corso della trasmissione si è accennato al fatto che ci sono migliaia di medici omeopati con milioni di pazienti ed un giro di affari delle industrie farmaceutiche che producono questi medicamenti attorno ai 100 miliardi annui, mi farebbe piacere conoscere il vostro parere su questa "terapia".

Paolo Adami, San Donato (MI)

L'omeopatia è stata fondata da Samuel Hahnemann nel 1796 e si basa sull'ipotesi, non dimostrata, che due malattie dello stesso genere non possono coesistere nel medesimo organismo. La guarigione verrebbe provocata, dunque, dalla somministrazione di una sostanza in grado di generare i medesimi sintomi della malattia da cui si è affetti.

Al concetto applicato dalla medicina ufficiale che due malattie vanno combattute con sostanze ad azione antagonista (Contraria, contrariis curantur), si sostituisce, così, il concetto opposto (Similia, similibus curantur).Inizialmente Hahnemann impiegò, per i suoi studi, farmaci praticamente allo stato puro, ma l'osservazione degli incidenti dovuti a fatti tossici lo portò a diminuire le dosi sempre di più. Spinse la diluizione dei "rimedi" (così vengono chiamati i farmaci omeopatici) alla trentesima potenza centesimale cadendo, come si può facilmente intuire, nell'esagerazione: si arrivò a diluizioni così spinte che la quantità di principio attivo ancora presente era da considerarsi assolutamente trascurabile, se non addirittura nulla. Divenne naturale a questo punto, affermare che i farmaci non agiscono materialmente, ma grazie a forze immateriali in essi presenti, capaci di risvegliare le energie vitali dell'organismo. Oggi, per la preparazione dei medicamenti omeopatici, si utilizzano le stesse tecniche e gli stessi principi di allora e, ancora, non sono state ottenute prove scientifiche o cliniche determinanti dell'efficacia dei medicamenti stessi. Nonostante ciò, sono sempre più numerose le persone che si affidano ai rimedi proposti dall'omeopatia, o dall' "altra" medicina in generale, soprattutto perché li percepiscono come più vicini alla natura. Purtroppo, però, il fatto di essere "vicini alla natura" non è garanzia di efficacia. Le conoscenze su cui si basa la medicina scientifica sono fondate sull'evidenza ottenuta attraverso la sperimentazione. Le discipline come l'omeopatia, invece, si fondano su asserzioni il più delle volte incompatibili con le conoscenze scientifiche (vedi il principio del Similia similibus...), e l'efficacia dei "rimedi" viene spesso attribuita a forze che non si possono vedere né tantomeno misurare, come appunto, le energie "vitali" dell'organismo. Anche l'omeopatia ha le sue regole. I "rimedi" per risultare efficaci devono essere somministrati rispettando alcune indicazioni, a volte molto scrupolose (anche troppo visto che, fino a prova contraria, sembra trattarsi di semplice acqua fresca!), alcune delle quali possono rivelarsi, ad un occhio disincantato, molto ingegnose. Un esempio? Pare che alcool, caffè, tabacco ed altre sostanze aromatiche, assunte contemporaneamente alla cura omeopatica, possano ridurne l'efficacia.

Possibile che a nessuno sorga un dubbio? "Se sto meglio è merito dei prodotti omeopatici o del fatto che abbia smesso di fumare, di bere, insomma che abbia iniziato a condurre una vita già di per sé più sana?".


Operazione "tarocchi puliti"

Sfogliando il Corriere della Sera dell'l1.5.93 mi sono indignato nel leggere un breve articolo dal titolo: "15 mila maghi d'Italia: Di Pietro conta su di noi", nel quale si riportava l'affermazione del mago Otelma secondo cui i magistrati milanesi e romani avrebbero chiesto aiuto per le indagini su tangentopoli ai ... maghi! Mi vien da chiedere, a quando un'inchiesta "Tarocchi puliti"? Quanto bisognerà aspettare prima che la giustizia ed il parlamento si occupino di questi ciarlatani che si arricchiscono alle spalle dei creduloni, o peggio ancora, dei disperati?

Loris Falcinelli, Senigallia (AN)

"Nelle loro sfere di cristallo, forse opache, il ciclone di Mani pulite non era ben visibile, ma ora, scoppiato lo scandalo, i maghi si scatenano ..." così esordisce, per fortuna, l'articolo indicatoci dal nostro lettore. Per fortuna, perché un po' di ironia non guasta proprio, anzi! E perché ci fa piacere constatare che, ogni tanto, anche la stampa lascia trasparire un po' di lecita insofferenza nei confronti di affermazioni sempre meno intelligenti. Comunque, è vero: i rappresentanti della giustizia si sono rivolti al conte Marco Belelli, in arte Otelma, ma non per il motivo sopracitato, bensì pronunciando la fatidica frase: "Ci segua, lei è in arresto! " Chissà se la sfera di cristallo aveva previsto anche questo.

Sembra proprio che il suo desiderio, Prof. Falcinelli, sia stato realizzato: non solo il Sig. Otelma, sedicente mago e presidente nazionale dell'Ododi (l'Ordine degli occultisti d'Italia), è stato accusato di aver "occultato" denaro ad un giovane per una somma che supera i quaranta milioni, ma anche altri negromanti, sono stati arrestati con accuse più o meno gravi ed infamanti.

Otelma pare se la sia cavata con la condizionale ed ora è libero, ma lo stesso non si può dire per il mago Alexander, accusato da una sua giovane cliente, una studentessa, di aver abusato di lei durante un rito contro il malocchio. Pare che la studentessa non sia stata l'unica ad incappare, suo malgrado, nella truffa dell'incantatore che dopo essersi intrattenuto con le sue clienti si raccomandava: "Non dirlo a nessuno, altrimenti l'incantesimo non funzionerà". Ora Alexander dovrà scontare la sua pena. Noi, comunque, stiamo aspettando per gli altri 14.999.


Lezioni scettiche sul paranormale

Abbiamo ricevuto questo divertente resoconto dal nostro amico Ettore Putortì di Colle Val d'Elsa (SI), che con molta intraprendenza ed entusiasmo è riuscito ad organizzare un utile e valido servizio per una scuola della sua zona. Se qualcuno tra i nostri lettori volesse ripetere 1 'esperienza nelle scuole della propria città,

il CICAP è disponibile per un eventuale collaborazione.

Ogni anno si tengono lezioni autogestite dagli studenti in quasi tutte le scuole superiori della Val d'Elsa (Siena) dove tra corsi di pesca e karatè non sono mai mancati occultismo e astrologia. Ho avuto l'occasione di partecipare ad uno di questi incontri dall'incoraggiante titolo "Viaggio nel mondo del paranormale", condotto da due simpatici studenti che sei erano preparati su qualche libro facilmente reperibile. Mentre si parlava di deja vu, ho notato che qualcuno scorreva l'indice del libro di Piero Angela Viaggio nel mondo del paranormale. Ho preso allora coraggio e ho chiesto la parola. Il mio intervento si è trasformato in una pacata discussione di due ore.

Ho trovato non la solita reazione più o meno violenta degli adulti, ma un grande interesse e disponibilità a mettere in discussione le proprie opinioni.

Successivamente, in un liceo di Poggibonsi ho organizzato due corsi, ognuno con circa sessanta studenti. Il primo giorno ho presentato un discorso introduttivo con l'uso di lucidi, ripresi anche dal libro di Piero Angela. Ho discusso dell'utilità della sperimentazione, proponendo la "levitazione" e lo spostamento dell'ago di una bussola alla maniera di Un Geller (il più bersagliato durante il corso). Ho fatto provare con mano un piccolo letto di chiodi da fachiro (30x15 cm) diviso in zone con diversa frequenza di chiodi.

La prima giornata si è conclusa con un cenno all'astrologia (e la proiezione dell'intervento di Margherita Hack al primo congresso del CICAP).

Il secondo giorno abbiamo approfondito il problema dell'informazione e si è parlato dell'utilità dei prestigiatori nel controllo dei fenomeni paranormali (con la proiezione di un'altra parte della videocassetta con le dimostrazioni di Massimo Polidoro e 1' intervento di Piero Angela).Durante il dibattito, l'imprevisto: uno studente affermava di conoscere una sensitiva capace di vedere l'abito di una persona attraverso le pareti o più semplicemente, si fa per dire, sentendo la sua voce al telefono. Ho lanciato la sfida e abbiamo discusso in classe le modalità dell'esperimento.

Tornato a casa ho rintracciato telefonicamente Polidoro che ha giudicato sufficientemente valido il controllo, considerando improbabile la possibilità di imbrogli. Ho cercato allora di parlare con la sensitiva Augusta, senza risultati. Mi è venuta allora un' idea: ho acquistato un giornale di annunci e ho telefonato a tutti i paragnosti della zona per trovarne almeno uno disposto a partecipare all'esperimento ma o erano assenti o hanno fatto capire di non avere né tempo né interesse alla cosa. La mattina seguente tutto era pronto per la dimostrazione con Augusta. L'abito scelto consisteva in una combinazione di: tuta da sub, maschera antigas modello olandese, cuffia da piscina bicolore, t-shirt bianca con maniche nere a rete ed un'elegante giacca di lana.

La latitanza anche telefonica della veggente ha fatto in modo che nessuno potesse indossare un abbigliamento così singolare. Nel caso ci fossero novità prometto di informare i lettori di Scienza & Paranormale. L'ultima giornata si è conclusa con l'ascolto della mia inchiesta telefonica registrata e la visione del film "Sai Baba e la scienza". Gli studenti, al contrario '?/i me, si sono subito accorti del medaglione che scivolava dalle larghe maniche del santone, allontanando ogni mio personale timore riguardo ad improvvise conversioni mistiche tra i presenti. E seguita quindi una breve ma esauriente discussione sull'argomento. Per chi avesse intenzione di ripetere la mia esperienza concludo con una considerazione. Credo che l'organizzazione del corso in brevi lezioni sia dispersiva e per il futuro sarebbe preferibile condensare il tutto in una giornata (o al massimo due) evitando la quotidiana ripetizione degli stessi argomenti così da poter invitare un esperto del CICAP almeno alla prima lezione (da tenersi nell'aula magna).

Spero che complessivamente il corso sia piaciuto a tutti, studenti ed insegnanti, e che possa essere riproposto anche il prossimo anno.

Ringrazio per la collaborazione il prestigiatore Alberto Alberighi di Siena e, per la disponibilità, sia il preside che il personale dell'istituto Roncalli di Poggibonsi. Grazie infine a tutti gli studenti che hanno partecipato con simpatia e interesse.

Ettore Putortì, Colle Val d'Elsa (SI)