Progetto Cicap 2000

Scrivo queste poche righe a proposito dell'editoriale di Massimo Polidoro sul futuro del Cicap (S&P, n. 8, ott. 95). Come socio sono completamente d'accordo per dare al Cicap una struttura più efficiente e professionale costituendo una sede di lavoro e pagando le persone che vi lavorerebbero a tempo pieno. Facendo questa scelta ci sarebbero tutti i vantaggi che Polidoro elenca e naturalmente ci dovreste far sapere quanto denaro bisognerebbe raccogliere per fare questo e anche quanto per ogni socio.

Per quanto mi riguarda, contribuirei molto volentieri.

Dario Felloni, Modena

Cari amici,

il Cicap ha bisogno di Ut. 50 milioni subito! I simpatizzanti, leggo su S&P, sono circa quattromila. A testa fanno Lit. 12.500. Tenendo conto del reddito di ciascun simpatizzante e stilando una classifica a partire dal più alto, il sottoscritto si collocherebbe intorno al 3.200° posto. Probabilmente, dovrei contribuire con Ut. 8.000 circa (stima ponderata su cui non mi dilungo); ma, per incominciare a contribuire ho pensato di versare Ut. 50.000, somma determinata completamente a casaccio perché non ho più voglia di fare calcoli... Non scarseggerà in ogni caso il mio contributo come pensatore-scrittore (non mi viene in mente una definizione più decente), che nel complesso - considerando un arco di tempo di dieci anni equivale, in termini monetari, ad una somma abbondantemente al di sotto di Lit. 50.000 ma superiore/orse al prezzo indicizzato di due tazzine di caffè consumate al banco in un bar del centro...

Auguro al progetto Cicap 2000 lettere di adesione più brevi e versamenti più cospicui.

Sandro G. Masoni,

Nuova orchestra da camera di Cagliari,Cagliari

Su come contribuire al progetto Cicap 2000, potete leggere l'editoriale di Massimo Polidoro e Lorenzo Montali a pag. 3 di questo numero.

Cromoterapia e serietà giornalistica

Siamo due vostri simpatizzanti iscritti al Cicap e' abbonati a Scienza & Paranormale. Oggi, 16. i i.95, abbiamo letto un articolo su II Gazzettino

intitolato: "II corpo? E' solo la parte visibile della mente e la luce lo guarisce". In questo articolo (non firmato e apparentemente non pubblicitario) si pubblicizza un libro dedicato ad una teoria di medicina alternativa basata su alcune falsità propinate per verità scientifiche avallate da fisici e neurobiologi. Sappiate solo che con la cromoterapia (un po' di luce colorata) viene promessa la guarigione da ogni malattia e l'eterna giovinezza. Non occorre essere fisici (noi peraltro lo siamo) per notare i danni di una simile disinformazione.

Abbiamo telefonato al quotidiano per avere spiegazioni. Il caporedattore ci ha spiegato di aver ricevuto il materiale direttamente dalla casa editrice Algra e di essere disposto a pubblicare una nostra replica scritta. Abbiamo subito preparato una breve lettera nella quale spiegavamo perché la cromoterapia non ha alcun fondamento scientifico e qualche giorno dopo è stata pubblicata.

Tuttavia, l'ultima parte della lettera è stata tagliata; ve la riproduciamo qui di seguito: Auspichiamo per il futuro che la vostra rubrica libri e salute stia più attenta alla qualità dei libri che pubblicizza e alla veridicità delle affermazioni che vi sono riportate. Sappiamo infatti come in genere le smentite raggiungano un numero di lettori estremamente inferiore rispetto alle notizie sensazionalistiche, concorrendo a disinformare gravemente il pubblico.

Dott.Francesco Chiminello e Dott. Roberto Vanzetto,

Padova

L'oroscopo entra nell'assicurazione?

Tempo fa i massmedia riportarono la notizia secondo cui i cittadini svizzeri nati sotto il segno dell'ariete sarebbero il cruccio delle agenzie di assicurazione poiché notevolmente più soggetti ad incidenti stradali rispetto ai cittadini con segni zodiacali diversi (vedi S&P anno li, n. 5). In realtà, si scoprì poi che ciò avveniva perché fra gli assicurati erano molto più numerose le persone dell'ariete rispetto a quelle appartenenti ad altri segni e questo aveva alterato i dati.

Alcuni nostri lettori ci hanno scritto chiedendo come mai vi fosse un numero più alto di Arieti assicurati.

Risponde il Prof. Adalberto Piazzoli:

La compagnia svizzera di assicurazioni smentisce che gli arieti abbiano più incidenti degli altri con l'argomento di aver rilevato che tra gli assicurati gli arieti sono più degli altri.

E perché mai?

Non è che gli arieti siano più propensi a stipulare assicurazioni (questo sarebbe un effetto astrologico puro), ma deve essere che tra la popolazione svizzera abbondano gli arieti. E perché mai? Evidentemente per cause climatiche, di costume, di abitudini, che favoriscono i rapporti sessuali in un dato periodo dell'anno, per esempio quello delle ferie.

Patrocini! inopportuni

Vi invio un inserto pubblicitario apparso il 5.11.95 su La Sicilia; in esso si legge come una "libera università di studi omeopatici" inizi un corso di "formazione in omeopatica classica", riservato a laureati e a laureandi in medicina. La cosa più stupefacente, tuttavia, è il fatto che il programma della scuola "è patrocinato dall'Ordine dei medici di Palermo e dall'Università di Palermo". Le scuole private possono fare quello che vogliono, ma quanto ai patrocini sarebbe il caso di chiedere l'intervento del prof. Garattini.

Dott. Salvatore Bellissima,

Catania

Bioritmi, oroscopo e ... gioco del lotto.

Ho visto in TV la pubblicità di sistemi per vincere al lotto. Uno di essi proponeva diciotto numeri da ricavare in base al tema astrale, al bioritmo, etc., al prezzo di L. 50.000. Il presentatore chiedeva ai clienti di inviargli, in futuro, prove delle vincite ottenute.

Diciotto numeri però non sono pochi. Ho provato a calcolare le probabilità che su diciotto numeri puntati su una ruota ne vengano estratti rispettivamente: almeno uno, due o tre. La probabilità di azzeccare almeno un numero è del 68,16%, perciò molto alta. Ma con un solo numero il giocatore è in perdita. Infatti punta 18 ed incassa 11. Se ne escono due, vince 22 e spende 18. Con l'ambo incasserebbe 250 volte la posta, ma dovrebbe puntarla almeno 153 (o col "sistema" 180) volte. La probabilità che escano almeno due numeri sui 18 puntati è del 32,29%.

Infine, la probabilità di uscita di almeno tre numeri sui diciotto puntati scende al 6.73%.

Perciò chi vende il "sistema", se i clienti gli inviassero le prove delle vincite, potrebbe disporre di una massa imponente di testimonianze positive: circa 30 ogni 100 clienti. Ma ciò grazie al semplice caso. Inoltre la previsione, spiegava lo spot, vale sei mesi. Quindi, quasi tutti i giocatori potrebbero ricordare i rari guadagni invece delle molte volte, in media 7 su 10, in cui perdono.

A proposito: cosa sono i bioritmi?

Giovandomenico Simonetti,

Lamezia Terme

La teoria dei bioritmi, originata nel 1890 dal medico tedesco Wilhelm Fliess, sostiene che al momento della nascita si mettano in moto tre influenze cicliche (fisica, emotiva ed intellettiva) e che, misurando questi cicli, sarebbe possibile determinare i giorni più e meno propizi ad una persona. Studi che sono ricorsi all'uso di gruppi di controllo hanno dimostrato che la teoria non ha alcun valore scientifico e che non si discosta da altre forme di divinazione magica.

La fantomatica "camera Wilson"

Vi mando un articolo che fa riferimento alla cosiddetta Camera Wilson intitolato: "II corpo vitale è un aggregato di Ioni?". Cosa ne pensate?

(Riportiamo un estratto dell'articolo allegato):

La camera a nebbia o di Wilson, è un rivelatore di particelle elementari il cui funzionamento si basa sulla proprietà dell'aria satura di vapore d'acqua di divenire soprassatura in seguito ad un brusco raffreddamento. Se vi sono opportuni centri di condensazione, il vapore d'acqua condensa in una fitta nebbia di goccioline. Se l'aria dopo essere stata purificata, è improvvisamente raffreddata, le gocce di acqua indicano la presenza di ioni prodotti dall'urto di particelle cariche.

Se il corpo vitale che si libera al momento della morte da un organismo vivente è in grado di ionizzare l'aria soprassatura della camera a nebbia, in modo di riprodurre la forma dell'animale che ha cessato di vivere, c'è da pensare ad una emissione, da parte di detto corpo vitale, di particelle cariche (ioni) e/ o di radiazioni ionizzanti. Al russo V. S. Grishchenko si deve l'invenzione del termine "bioplasma" (...) col quale, nella fisica moderna, viene definito un gas ionizzato ad alta densità e macroscopicamente neutro. Questo corpo di plasma biologico sarebbe, secondo il professor Vladimir Inyushin e i suoi collaboratori dell'università di Alma Alta, il responsabile della bioluminescenza visibile nelle foto ottenute con la camera Kirlian. Questi sperimentatori non hanno avuto difficoltà ad ammettere che il corpo bioplasmico altro non sarebbe che una riscoperta del corpo eterico (spesso confuso con il corpo astrale) o doppio eterico, o corpo fluidico delle antiche filosofie e delle dottrine orientali. (...)

Stefano Grossi , Roma Risponde il Prof. Piazzoli:

È proprio inaccettabile l'articolo (non si capisce dove pubblicato) intitolato "il corpo vitale è un aggregato di ioni?".

Si salva solo la breve descrizione della camera di Wilson.

Che dire di tutto il resto? E tutto gratuito, strampalato, implausibile, quando non gravemente errato. "Il corpo vitale", "il corpo pranico", "il doppio eterico", "il bioplasma", "il campo-V", "il corpo astrale", sono parole prive di qualsiasi rispondenza nella realtà. L'idea di un animale che morendo emette particelle cariche, unitamente al commento che quando questo non succede è perché l'animale non è del tutto morto, non è proprio proponibile a nessuno, nemmeno al più ingenuo dei creduloni. Colgo l'occasione per ribadire che "l'effetto corona", alias Kirlian, ha da sempre una semplice spiegazione che non ha nulla a che fare con le farneticazioni Kirlian. Prova? La cosiddetta "aura" compare tranquillamente anche con oggetti inanimati, come una chiave o una moneta.

Oltre la bilocazione

Cari amici di Scienza & Paranormale, scrivo per esporvi una mia viva curiosità: che io sappia, non si parla mai di trilocazione. Delle tante persone capaci di bilocarsi, qualcuno ha mai compiuto un ulteriore sforzo, o si sono tutte fermate a due?

Sandro Masoni,

Cagliari & Oxford

Magie con i dischetti psicocinetici

Segnalo ai lettori di S&P che hanno acquistato (o acquisteranno) i dischetti psicocinetici del Cicap, due piccoli effetti di presentazione che mi sembra possano aggiungere un pizzico di mistero alla dimostrazione.

1) se siete a tavola, e si parla di psicocinesi (e voi farete in modo che se ne parli), buttate lì la frase "...certo, sarebbe, interessante vedere se qualcuno riesce a fare muovere un oggetto tenuto sotto una campana di vetro" Blaterate ancora un po' sull'argomento, poi prendete un piatto ed appoggiatevi sopra il disco (che avrete tenuto in tasca per qualche minuto, in modo che non sia freddo), "caricandolo" con un impercettibile movimento del pollice, mentre muovete la mano. Appoggiate sul disco un bicchiere rovesciato ed attendete. Il disco salterà in modo molto "scientifico e controllato". Eviterete anche che schizzi troppo lontano; se lo tenete

ancora in mano qualche secondo potrete ripetere subito l'esperimento.

2) Se state passeggiando:

togliete l'etichetta adesiva col logo del Cicap, e buttate il disco per terra senza farvi vedere. Poi dite: "Oh, guarda, ho trovato cinquanta lire! Ah, no, è una randellino d'acciaio..." e mettetelo in tasca. Pariate il discorso sul fatto che da ragazzina avevate delle strane energie e sapevate fare saltare chiodini o monetine con "la forza del pensiero", e sperimentate col dischetto. Si penserà che il disco era stato trovato per terra e che non può essere truccato... Alla fine di queste dimostrazioni, potete spiegare il trucco e aggiungere qualche frase scettica sulla necessità di condurre esperimenti in- condizioni controllate. E fate un po' di propaganda per il Cicap !

Luigi Garlaschelli,

Sperimentazioni Cicap