Il fantasma di Bombardone

La tomba del barone Giuseppe Weil Weiss a Bombardone[1], frazione di Zinasco, vicino a Pavia, era una cappella addossata all'esterno del muro del piccolo cimitero, che dopo l'orano di apertura era deserto ed iHuminato solo dalle piccole luci delle tombe.

La vecchia costruzione era chiusa ed abbandonata da anni: da quando cioe' anche la moglie del ricco barone, morto nel 1939 dopo una vita avventurosa[2], era defunta vent'anni dopo il marito.

Ma una sera, alla fine di agosto del 1980, dalla cappella del barone un passante sente provenire gemiti e sospiri chiaramente umani.

La notte seguente una piccola folla si raduna accanto al mausoleo, ricordando la personalità eccentrica del barone, la sua villa in paese, ormai in rovina (anch'essa perfetta per una storia di fantasmi), e chiedendosi se il suo spirito fosse ritornato per vendicarsi del fatto che gli abitanti del piccolo
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paese non lo avevano accolto nell'area del cimitero a causa delle sue origine israelitiche.

Nei giorni successivi i sospiri misteriosi e la sfilata dei curiosi continuano. Il parroco del paese, don Antonio Lava, non si pronuncia; un medium tenta (invano) di contattare lo spirito del barone; qualcu no scavalca il muro del cimitero per fare un sopralluogo, e i carabinieri devono sorvegliare la zona.

Due medici, uno dei quali condotto e ufficiale sanitario del paese, affermano che il soprannaturale non c'entra, e che si tratta del sibilo di una grossa biscia; non molto tempo prima qualcuno si era introdotto nella cappella, forse attirato dalla leggenda delle ricchezze del barone, e si ipotizza che il sarcofago di granito, spostato od incrinato, abbia offerto rifugio ad un rettile.

Ma altre persone affermano di sentire chiarissimi respiri umani, con inspirazioni ed espirazioni.

Un'altra medium, Angela Marangon di Sairano, afferma di avere avuto un messaggio dal defunto barone, che chiede di essere lasciato in pace.

Intanto le autorità comunali del paese sono costrette a indagare. Anche in mancanza di eredi cui chiedere il permesso, il 3 settembre si agisce per motivi di ordine pubblico.

La cappella è apparentemente deserta, ma si esplora anche la cripta sotterranea, e si nota uno spazio tra il soffitto e la cupola dove potrebbero avere fatto il loro nido varie specie di uccelli.

Due giorni dopo si lasciano nella cappella degli stracci imbevuti di petrolio, nella speranza che l'odore scacci gli eventuali uccelli.

Dopo altri due giorni una perlustrazione palmo a palmo, effettuata dagli addetti del comune, scova il "fantasma" tra la cupola e il tetto: ahimé, non è un'anima in pena sotto un lenzuolo, ma una nidiata di piccoli barbagianni, che emettono suoni simili a respiri umani [3](Le bestie furono poi adottate dall'Amministrazione provinciale).

Senza un'indagine un po' accurata forse un nuovo "fantasma" si sarebbe aggiunto a quelli che già, alcuni dicono, circolerebbero per l'Italia di notte, e un nuovo mistero ai tanti altri che sono tali solo per chi si diverte di più a credervi che non a cercare di svelarli.



Riferimenti

1) Dal volume Pavia Magica e Misteriosa di G.

Moroni, EMI edizioni, Pavia, 1983.
2) Per notizie sulla vita del barone, si veda Zinasco e il suo territorio, GJES Edizioni, Pavia,pp. 163-67.
3) Un caso con una soluzione analoga fu in quei giorni segnalato al quotidiano La Provincia Pavese dal Sig. Michele Peluso di Varazze. Anche là si trattava di barbagianni in una vecchia torre campanaria.


Luigi Garlaschelli è chimico all'Università di Pavia, fa parte del gruppo sperimentazioni del CICAP.

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La tomba del barone Giuseppe Weiss a Bombardone