Dal pendolo al tavolino

Pendoli che oscillano e tavoli che si muovono. spesso la spiegazione puo' essere delle piu' semplici: movimenti muscolari involontari...

(pubblicato su CICAP, anno III n.1)

Quando si cerca di trovare una spiegazione razionale per un fenomeno che appare paranormale, può capitare di avere a che fare con effetti insoliti, talvolta poco noti anche agli addetti ai lavori. Vale la pena quindi di soffermarsi su una situazione che si verifica piuttosto di frequente, e che si presta facilmente ad essere male interpretata; si tratta del fenomeno dei movimenti muscolari involontari.

Chi non ne fosse a conoscenza non pensi che si tratti di poca cosa: con i movimenti involontari si spiegano tutta una serie di effetti paranormali piuttosto popolari: la radiestesia (pendolino), la scrittura automatica, le cosiddette sedute con il bicchierino ed anche certi tipi di episodi che avvengono durante le sedute spiritiche tradizionali, quelle con i partecipanti con le mani attorno al tavolo. Inoltre, un aspetto notevole di questa manifestazione è che è possibile darne una convincente (e talvolta sorprendente) dimostrazione!

Questa possibilità, che si può sfruttare anche in presenza di sostenitori del paranormale, è assai utile, perché si potrà constatare (ed anche far constatare) che la maggior parte delle persone che manifestano tali movimenti involontari non solo non conoscono l'esistenza del fenomeno, ma sono assai riluttanti ad accettare le "aride e razionali" spiegazioni che demoliscono la fantastica (e gratificante) costruzione teorica generalmente associata a questo tipo di effetto.

In cosa consiste il fenomeno? Nel fatto che sia possibile eseguire alcuni movimenti muscolari senza che per questo sia necessaria alcuna azione volontaria, perciò senza la consapevolezza di quello che sta accadendo. In questi casi, i comandi ricevuti dai muscoli provengono da una parte del cervello che sta funzionando in maniera autonoma e perciò inconscia, cioè letteralmente "senza che il soggetto ne abbia coscienza". I movimenti che ci interessano riguardano solitamente i muscoli delle braccia e delle mani, e talvolta sono di entità cosi' piccola da diventare difficilmente identificabili tramite un semplice controllo visivo. È inoltre il caso di precisare che si tratta di movimenti che accadono nonostante la buona fede del soggetto, proprio perché sono di natura involontaria (e la dimostrazione che segue lo mostra chiaramente).

Per i casi che ci riguardano, ci sono due tipi di movimenti muscolari involontari. Nel primo livello, il più vicino alla normale coscienza, il soggetto immagina che si verifichi un dato movimento (ad es. l'oscillazione di un pendolino tenuto in mano), e questo in effetti accade, senza pero' che egli abbia alcuna sensazione di avere volontariamente provocato un movimento. Questo tipo di fenomeno viene chiamato "movimento ideomotorio", con evidente richiamo all'associazione che si verifica fra l'aspetto immaginativo di un atto ed il suo effettivo verificarsi. Il termine deriva dallo studio dei fenomeni ipnotici, dove questo tipo di risposta ad una sollecitazione (che in quel caso e' detta "suggestione") è estremamente comune.

Il secondo livello di manifestazione del fenomeno è ancor più distante dalla coscienza: il movimento muscolare avviene senza che il soggetto abbia alcun pensiero riguardo ad esso, al punto da provocare talvolta lo stupore (od il timore) della persona coinvolta, la quale rimane genuinamente sorpresa da ciò che gli accade. In questo caso, non vi è nessuna fantasia cosciente da parte del soggetto a fare da stimolo al verificarsi del movimento: esso trae origine da processi mentali completamente inconsci. Ciò non significa che non esista una causa associata al movimento muscolare, ma solo che per individuarla si deve in qualche modo entrare nel merito del funzionamento inconscio del cervello: è perciò competenza dello psicologo approfondire eventualmente tale manifestazione.

Un gruppo di persone che in buona fede si ponga con le mani attorno ad un tavolo, attendendo che questo si muova sotto l'influsso di una forza misteriosa, possono provocare il manifestarsi della prima forma di fenomeno: essi immaginano il movimento, e questo accade. Non si tratta naturalmente di un intervento di forze sconosciute, ma di un intervento dei propri muscoli, anche se compiuto involontariamente. Il soggetto, però, può non saperlo. Ricordo che, affinché il tavolo o un altro oggetto si muova, le mani dei partecipanti devono esservi appoggiate. È infatti noto che, a meno che non vengano utilizzati trucchi da prestigiatore, il tavolo cessa di muoversi non appena si elimina il contatto fra esso e le persone coinvolte. Il fatto poi che la spinta sia più o meno sincronizzata fra le varie persone, così che il movimento del tavolo avvenga in una determinata direzione, dipende da fenomeni detti "di rinforzo" dell'effetto. Spinte differenti provocano movimenti poco definiti, e perciò poco gratificanti; non appena però si verifica casualmente un movimento netto e preciso, questo viene percepito come tale dai partecipanti, quindi immaginato e perciò eseguito, anche se nessuno ha la consapevolezza di ciò che accade. Un caso analogo si verifica, come vedremo, ad una persona che sostenga un pendolino fra le dita ed immagini che esso esegua dei precisi movimenti.

Il secondo tipo di movimento involontario accade, ad esempio, a chi pratica la scrittura automatica. La persona impugna una matita, la pone su un foglio bianco ed attende che accada qualcosa. In alcuni si verifica effettivamente una scrittura di testi di senso compiuto, ma il manifestarsi del movimento (cioè le parole che via via vengono tracciate) non deriva necessariamente da una fantasia cosciente sul contenuto del messaggio. La fantasia riguarda solo il fatto che la matita debba muoversi, e non come esattamente questo debba accadere. Nella scrittura automatica, infatti, il soggetto può non avere alcuna idea di quello che sta scrivendo, al punto che talvolta la scrittura si svolge addirittura da destra a sinistra. Solo alla fine della seduta egli legge il testo, portando così alla coscienza il suo contenuto. Per inciso, anche questo tipo di fenomeno è ottenibile durante le sedute di ipnosi, senza alcun ricorso al paranormale.

Avviene un analogo processo nelle "sedute con il bicchierino" quando il partecipante sia una sola persona. Se si tratta invece di più soggetti, come avviene di solito, la dinamica di quello che accade è senz'altro più complessa, ed è comunque riconducibile a movimenti involontari uniti a forme di comunicazione non verbale fra i partecipanti. A questo proposito esiste un interessante testo di Luigi e Ada Occhipinti.[1] Gli autori sono ricercatori del paranormale, ma la loro analisi della telescrittura è comunque interessante perché si distacca nettamente dalle scontate teorie spiritiche che vengono di solito proposte per questo tipo di fenomeni.

Volete dimostrare a qualcuno che i movimenti muscolari involontari esistono, magari davanti ad un gruppo di ferventi assertori del paranormale? Io l'ho fatto più volte, e vale la pena di provare. Quello che vi occorre è: un soggetto adatto (il più emotivo del gruppo, ma spesso anche una persona insospettabile funziona egregiamente); un pendolino metallico di qualsiasi tipo, anche autocostruito, con il filo lungo circa venti centimetri; una bacchetta metallica, anch'essa da una ventina di centimetri, più un'altra piegata a forma di cerchio (va bene anche un fil di ferro); infine, una piccola dose di faccia tosta. Tenete presente che, se i materiali impiegati avranno un aspetto esotico, i risultati saranno migliori.

Dato che purtroppo non è possibile ripetere la dimostrazione davanti alle stesse persone, può essere desiderabile eseguirla con diversi soggetti prima di giungere alla rivelazione finale. Le persone che si prestano all'esperimento non devono essere dei conoscitori delle leggi della fisica, ma questo di solito non costituisce un problema, se i soggetti sono credenti nel paranormale…

Annunciate quindi che darete una dimostrazione riguardo all'esistenza dei movimenti muscolari involontari, ma che prima è opportuno mostrare come un pendolino si possa muovere di moto proprio, grazie all'intervento delle forze magnetiche, e che questo servirà per la vostra successiva dimostrazione. Ponete sul tavolo la sbarra diritta e spiegate con naturalezza che essa è stata da voi magnetizzata in un certo modo, tale per cui il metallo è ora in grado di esercitare una forza magnetica sul pendolino, anch'esso metallico (l'espressione "forza magnetica" è ottima perché è sempre evocativa). Naturalmente, la sbarra ed il cerchio non sono affatto magnetizzati, ed anche se lo fossero non produrrebbero alcun moto in un pendolo sospeso sopra di essi; ma questo il soggetto non lo sa. Fate impugnare il pendolino con la mano destra (se è mancino userà la sinistra), in modo che esso si trovi poco sopra la sbarra, ed invitatelo a tenerlo ben fermo.

A questo punto, ricordando la presenza della forza magnetica, annunciate che da lì a poco il pendolino inizierà a muoversi linearmente seguendo la sbarra. Invitare il soggetto a fare bene attenzione a non muovere il pendolo, ma a lasciarlo libero di muoversi quando questo accadrà a causa della sbarra magnetizzata. Nella grande maggioranza dei casi, il pendolo inizierà a muoversi seguendo la direzione della sbarra, alla quale il soggetto attribuirà certamente la causa del moto. Rinforzate il fenomeno con frasi tipo "Bene: adesso la sbarra magnetica lo farà oscillare ancora di più", ed anche "Fai bene attenzione a non essere tu a muoverlo". Quest'ultimo suggerimento possiede un precisa validità, ricavata dalla teoria dell'ipnosi, che qui sarebbe troppo lungo approfondire.

Quando il pendolino oscillerà vistosamente, ruotate la sbarra di novanta gradi: in poco tempo l'oscillazione si adeguerà da sola alla nuova direzione. Talvolta non è nemmeno necessario annunciare esplicitamente che la direzione cambierà: vedrete che ciò avviene ugualmente. Poi sostituite la sbarra con il cerchio: naturalmente a quel punto il pendolo ruoterà in tondo (ricordate al soggetto che anch'esso è magnetizzato).

Dopo avere ottenuto il movimento in modo soddisfacente, magari passando più volte dalla sbarra al cerchio, create il vostro colpo di scena. Chiedete conferma al soggetto sul fatto che egli sia stato ben attento a non muovere il pendolo, e quindi se si trovi d'accordo con voi sul fatto che è la presenza della sbarra magnetica a farlo muovere. A questo punto scoprite le vostre carte annunciando che le sbarre non sono affatto magnetizzate, e che il pendolo si è mosso in modo così preciso proprio perché il soggetto l'aveva in mano e, involontariamente, ha provocato lui l'oscillazione! L'avete imbrogliato, ma a fin di bene. L'esperimento sui movimenti volontari è già avvenuto. Possibile? E le forze misteriose, dove sono?

Forse a questa dimostrazione seguiranno inevitabili discussioni, ma in ogni caso si può mostrare che il pendolo, sospeso ad un qualsiasi supporto ben fermo che non sia un braccio umano, non oscilla affatto anche se viene avvicinato ai vostri oggetti "magnetici", od anche ad un vero magnete. Perciò si è mosso solo perché voi avete suggestionato il vostro soggetto, il quale (se era in buona fede) ha eseguito i movimenti giusti, senza però rendersene conto.

Come conclusione finale, voglio ricordare che purtroppo questo tipo di dimostrazione, sebbene precisa e razionale, non farà affatto cambiare idea ai convinti sostenitori del paranormale. Chi crede continuerà a credere, e chi non crede vedrà confermate le sue posizioni. Ma non si tratta comunque di lavoro sprecato: una persona che assista al fenomeno con un atteggiamento dubbioso potrà forse essere colpita dal vostro operato, riuscendo a vedere come si svolgano realmente i fatti. Con una simile dimostrazione, potrete forse aiutare costoro a comprendere l'inconsistenza di alcune fra le argomentazioni adottate da chi sostiene il paranormale. E sarebbe già un buon risultato.

Note


1) Occhipinti, Luigi e Ada. 1974. La telescrittura - dialoghi con l'inconscio, Milano: Armenia Editore