Gli italiani e la magia

I risultati del rapporto Eurispes 2002 sugli stili di vita degli italiani

Come ogni anno, arriva la fotografia dell'Italia presentata dall'Eurispes.

L'identikit è stato associato alla figura di Tartarino di Tarascona, che fantastica di compiere audaci gesta, per poi tirarsi indietro quando viene il momento di viverle. Un po' meglio della pigrizia vicina al nichilismo di Oblomov che ci rappresentava lo scorso anno, ma sempre lontani dal rinunciare alle comodità di casa. All'italiano medio piace sognare, almeno finché non si tratta di mettere in pratica le proprie fantasticherie.

Naturalmente, questo mondo in bilico tra sogno e realtà passa anche attraverso la ricerca di "soluzioni immediate". Come il mago che, sotto compensi spesso astronomici, illude di risolvere i problemi della vita reale.

Secondo l'Eurispes gli italiani che si rivolgono agli "operatori dell'occulto" sono 10 milioni (anche se a noi sembra decisamente una cifra eccessiva: non vorremmo fossero stati contati anche coloro che dichiarano di leggere l'oroscopo, che chiamano i maghi in TV o che hanno frequentato solo una volta lo studio di un mago o di una veggente).

Di solito, le vittime di truffe e raggiri hanno una età media di 45 anni e sono per il 58% donne, per il 38% uomini e per il 4% bambini. L'identikit evidenzia anche il basso livello medio di scolarizzazione di queste persone: diplomati e laureati tuttavia raggiungono il 14% del totale.

La percentuale dei frequentatori di maghi e imbonitori è cresciuta del 30% negli ultimi quattro anni, portando a un fatturato annuo stimato intorno ai 5 miliardi di euro (10mila miliardi di lire), il 97% dei quali rigorosamente esentasse.

I venditori di sogni accertati in Italia sono 21.550, ai quali va aggiunto un numero imprecisabile di operatori sommersi (gli iscritti al non riconosciuto "albo professionale europeo della magia" sono poco più di 1000, una percentuale irrisoria rispetto ai praticanti abusivi). I dati, riportati nell'ultimo rapporto Eurispes sono del telefono antiplagio, secondo il quale maghi e sedicenti tali avrebbero evaso il fisco per quasi 13 miliardi di euro documentabili (25.000 miliardi di lire) tra il 1990 e il 1998.

Il listino prezzi è salato: la lettura della mano costa dai 26 euro (50.000 lire) ai 129 (250.000) e un portafortuna può valere da pochi spiccioli a un bel pacchetto di bigliettoni. In ascesa è il mercato televisivo con decine di trasmissioni dedicate ai curiosi seguaci dell'occulto, per un giro d'affari intorno ai 500 milioni di euro (1.000 miliardi) l'anno. Al telespettatore viene offerta per lo più la possibilità di contattare il mago attraverso linee telefoniche a pagamento (i famosi 166, 144, eccetera che costano intorno all'1,5 euro, 3.000 lire, al minuto).

I maghi e gli astrologi reclamizzati in Italia sono circa 7.250, dei quali 4.200 in radio, tv e giornali e 3.050 in internet. E, se c'è chi ha perso solo tempo e un po' di denaro per colloquiare con una semplice assistente-centralinista, c'è pure chi ha pagato 15.500 euro (30 milioni di lire) per una fantomatica pozione miracolosa anti-Aids. Dal '94 a oggi si stimano circa 7.050 segnalazioni per truffe o raggiri perpetrati nell'ambito dell'occulto. Ma appena 4 vittime su 100 sporgono denuncia.

La metà dei maghi si concentra al nord (49% contro il 21% del centro e il 30% del sud e delle isole). Quanto alle sette o ai gruppi esoterici, la ripartizione per regione vede in testa il nord (57%) seguito dal centro (25%) e dal sud e isole (18%).

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