Il serpente rosso

Il misterioso opuscolo qui ristampato per la prima volta nella sua impaginazione originale

Il misterioso opuscolo qui ristampato in italiano per la prima volta nella sua impaginazione originale

Le Serpent Rouge è un documento ben noto agli appassionati dell'affaire Rennes-le-Château.

Sulle sue origini una cosa è certa: la data di deposito presso la Biblioteca Nazionale di Parigi il 17 marzo 1967. Il resto rimane dubbio. Sul frontespizio compaiono i nomi dei suoi presunti autori (Louis Saint-Maxent, Pierre Feugère e Gaston de Koker) e il giorno del 17 gennaio, scelto per le sue molteplici connessioni simboliche col mito di Rennes. Presunti perché non c'è alcuna prova che i tre si conoscessero e perché furono trovati morti, impiccati, tra il 6 e il 7 marzo 1967. Sembra strano che abbiano potuto depositare personalmente - una decina di giorni dopo - il dattiloscritto.

Forse la loro sfortunata vicenda suggerì a Umberto Eco la dorsale narrativa del Pendolo di Focault; è tuttavia opinione comune che il fascicolo sia un apocrifo di Pierre Plantard e soci, alla stessa stregua dei Dossiers Secrets e della ulteriore documentazione presentata con altri esotici e suggestivi pseudonimi. Il Serpent Rouge è composto di tredici pagine; per acquistarlo, nel 1967, bisognava spendere tre franchi, l'equivalente della rivista che state leggendo.

Scopo apparente dell'opuscolo è quello di disseminare indizi che stringano la storia di Rennes-le-Château a quella di due chiese parigine, Saint Germain des Prés e Saint Sulpice, distanti settecento chilometri ma giacenti sullo stesso meridiano. A ben guardare, i lacci di tale connessione si trovano soltanto nell'Avant Propos, la premessa pubblicata in questa sede, firmata da Louis Saint-Maxent e datata ottobre 1966. Questo preambolo non è che un "sogno" narrato in forma di gradevole poemetto zodiacale di Tredici Stanze, tante quante le pagine del documento complessivo. Le tappe, le prove di questo "Percorso Iniziatico" ispirato dagli "scritti di un Amico", si aprono sotto il Segno dell'Acquario, proseguono con l'ordinata successione delle costellazioni (ne viene inserita una tredicesima, Ofiuco o il Serpentario, fra lo Scorpione e il Sagittario) e si concludono il 17 gennaio, nella Casa del Capricorno, con il "Risveglio del Dormiente". Le rimanenti otto pagine dell'opuscolo sono molto meno omogenee e per la loro analisi rimandiamo a testi specifici.

Questo viaggio onirico, fra orrori e meraviglie, traccia in lucida sequenza tutti quegli elementi che renderanno famosa ed inestricabile la vicenda del paesino pirenaico: la Linea Rossa, le montagne del Blanchefort e del Roko Negro, la Regina Dormiente, le Pergamene, la Scacchiera, i Catari e i Templari, il Meridiano Centrale, la Rosa dei Venti, la Via Crucis, Asmodeo, Iside e Maddalena, Poussin e l'Et in Arcadia Ego, Delacroix e Perrault, il PS, Olier e Signol, il Sigillo di Salomone, l'Oro, e infine le spire rosse del Grande Serpente incollerito. Ma siete avvisati: non appena sfiorato, ognuno di questi punti (come quelli impalpabili nel verde labirinto temporale dell'obliquo Ts'ui Pèn) si biforca in un dedalo di altri sentieri, e l'incauto vi si perde.

La presente traduzione è la prima, in Italia, a riproporre il testo nel suo editing originario, riproducendo anche le correzioni e l'impaginazione originali. Ci piacerebbe, ma questa è solo una speranza, che sia anche capace di rievocare l'atmosfera adatta per affrontare la Sfinge: l'intelligenza e la sensibilità di ognuno sarà l'arma migliore per capire cosa l'autore volesse dirci, sempre che fosse sua intenzione comunicarci qualcosa. È giusto però avvertire chi ha tempo, fantasia ed abilità per cimentarsi in questo perfido rompicapo, che la "trappola" di Rennes-le-Château generalmente scatta proprio così, facendo perno sulla curiosità. Il Serpente Rosso, nella sua estetica, ha una chiara dignità. Che ognuno cerchi di intuire se i contenuti siano un dileggio o un invito alla riflessione.

Nel primo caso, il Serpent Rouge non sarebbe altro che una complessa Macchina Interpretativa a moto perpetuo che non cesserà, chissà per quanti anni, di "produrre" sensi a vuoto, nella migliore tradizione New Age. Nel secondo, potrebbe anche trasformarsi in chiave di un'inaspettata porta.

Un'ultima cosa. Il sigillo in calce al frontespizio è composto di tre cerchi concentrici. In quello centrale spicca il monogramma di Santa Maddalena (SM) che si trova ripetuto nella chiesa di Rennes-le-Château, nel secondo la scritta ROSA-CRUX e le date 1099 - 1188 (la conquista e la caduta di Gerusalemme), nel bordo infine trentasei puntini sono divisi da due lettere, poste una allo zenit e l'altra al nadir del sigillo, P ed S. Perfino Dan Brown giocherà sull'ambiguità dell'acronimo PS, che nel corso de Il Codice Da Vinci viene erroneamente letto Post Scriptum, e che indica invece "l'oscura" ingerenza del Priorato di Sion.

Il Mondo e il Caso sono linguaggi ancora poco esplorati... P&S, una volta riflesse nello Specchio Platonico, non sono forse le stesse iniziali di Scienza & Paranormale?

image
.jpg
image
.jpg
image
.jpg
image
.jpg
image
.jpg
image
.jpg