Un passo avanti nell'enigma di Kaspar Hauser

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Ritratto di Kaspar Hauser, di J. Kreul, © Fonte: Parson et al., 2024, “Kaspar Hauser’s alleged noble origin”, in IScience, vol. 27, n.9
"Qui riposa Kaspar Hauser, enigma del suo tempo. Ignota la sua nascita, misteriosa la sua morte”. La lapide di Kaspar Hauser, ad Ansbach (Germania), riassume la storia di questo ragazzo, comparso dal nulla a Norimberga il 26 maggio 1828. Hauser, che aveva circa 16 anni, vagava in stato confusionale, si esprimeva a fatica e portava con sé una lettera non firmata. Da quella e dai suoi racconti, si capì che era cresciuto in una prigione da cui non era mai uscito, nutrito da persone che non aveva mai visto. Il giovane venne affidato a un nobile britannico, ma morì misteriosamente nel 1833 per una ferita da coltello, forse autoinflitta, forse frutto di un’aggressione.

La sua storia ha ispirato quadri, libri, poesie, film: il più noto è probabilmente L’enigma di Kaspar Hauser, di Werner Herzog (1974). Ma ha anche innescato dibattiti scientifici, ipotesi fantasiose sulla sua reale identità e teorie occultistiche. Una per tutte: Rudolf Steiner, il padre dell’antroposofia, affermò che Hauser si fosse incarnato per diventare una sorta di agnello sacrificale che avrebbe portato al trionfo del cristianesimo.

Ma sul mistero non hanno indagato solo esoteristi e scrittori: anche la scienza ha fatto la sua parte. L’ultimo tentativo di soluzione è stato pubblicato a settembre su iScience da un team guidato dal biologo molecolare Walther Parson[1]. I ricercatori hanno preso in esame la “teoria del principe”, cioè l’ipotesi secondo cui Hauser sarebbe stato l’erede del granduca di Baden, allora uno dei numerosi staterelli della Germania sud-occidentale. Nel 1812 il granduca Karl e sua moglie Stéphanie di Beauharnais avevano avuto un figlio, morto dopo appena 18 giorni. La “teoria del principe” afferma invece che il bambino sarebbe stato imprigionato e scambiato con un neonato malato per permettere l’ascesa di uno zio di Karl.

Ma Kaspar Hauser era davvero l’erede del granduca? Stando alla nuova ricerca, no: analizzando il DNA mitocondriale di tre ciocche di capelli appartenute a Hauser, oggi in collezioni private, il team ha verificato che i campioni appartenevano allo stesso individuo, e che non era imparentato con la granduchessa Stéphanie di Beauharnais.

Non è il primo studio sul DNA di Kaspar Hauser. Nel 1996 erano stati esaminati dei calzoni macchiati di sangue che Hauser avrebbe indossato prima di morire; anche in quel caso le analisi avevano escluso un legame con i Baden, ma l’autenticità del reperto non era certa.

Ulteriori studi effettuati nel 2001-2002 su alcune ciocche di capelli e su un altro indumento attribuito a Hauser, però, avevano riaperto i giochi: il DNA mitocondriale era risultato molto simile a quello di un discendente di Stéphanie di Beauharnais.

Si trattava però di risultati statisticamente poco significativi. Il team di Parson ha invece impiegato una nuova tecnica di sequenziamento, sviluppata per esaminare antichi frammenti di DNA di Neanderthal, molto più sensibile rispetto ai metodi precedenti: la parentela con i Baden è quindi definitivamente esclusa. È un piccolo passo in avanti nelle indagini su Kaspar Hauser, la cui vera identità rimane però ancora avvolta nel mistero.

Note

1) Parson, W., et al., 2024. “Kaspar Hauser’s alleged noble origin - New molecular genetic analyses resolve the controversy”, in iScience, vol. 27, n.9
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