I "miliardi" del prete

L'aspetto più volgarmente "materiale" del mistero di Rennes-le-Château riguarda l'origine delle ricchezze del parroco Bérenger Saunére...

L'aspetto più volgarmente "materiale" del mistero di Rennes-le-Château riguarda l'origine delle enormi ricchezze del parroco Bérenger Saunière: da dove provenivano le somme che riceveva mensilmente il sacerdote? In questa intervista esclusiva, il maggior ricercatore portoghese delle vicende di Rennes-le-Château, Bernardo Sanchez da Motta, dà un resoconto dei risultati delle sue ricerche contabilistiche.

S&P: Dal momento che al parroco di Rennes-le-Château vengono attribuite immense ricchezze, lo studio della sua contabilità è fondamentale. Cosa si può leggere per approfondire questo aspetto?

BSM: Bene, possiamo dividere il materiale disponibile in due gruppi: i libri e le riproduzioni documentali in fac simile. Tra i libri, quelli fondamentali sono Le Fabuleux Trésor de Rennes-le-Château di Jacques Rivière, Rennes-le-Château, Autopsie d'un mythe di Jean-Jacques Bedu e L'Heritage de l'Abbé Saunière di Claire Corbu e Antoine Captier. Per chi non leggesse il francese, il libro di Francesco Garufi Rennes-le-Château, un'inchiesta dà un'ottima introduzione al tema.

Nel secondo gruppo, il ricercatore serio dovrebbe aver accesso alla raccolta di riproduzioni in "fac simile" fatta da Pierre Jarnac e intitolata "Les Archives de l'Abbé Saunière", che contiene 101 copie di documenti originali, il tutto commentato da Jarnac. Questo materiale è già di per sé sufficiente a giungere a conclusioni abbastanza sicure sulla vicenda.

S&P: Il materiale di cui parli copre la totalità della documentazione contabile di Saunière? Non mancano forse alcuni documenti?

BSM: No, sicuramente c'è una certa mancanza d'informazioni. Solo una parte dei documenti di Saunière è arrivata fino ad oggi. La sua perpetua, Marie Dénarnaud, ha raccontato in diverse occasioni di visite fatte preso di lei di persone malintenzionate, che cercavano di sottrarle documenti di Saunière. È possibile che sia sparito un grande numero di fatture in questo modo.

S&P: Quindi le conclusioni tratte dall'analisi delle fatture disponibili sono conclusioni soggettive e inconclusive, a causa della mancanza d'informazioni?

BSM: Assolutamente no. Anche se mancano alcuni documenti, ne abbiamo in quantità necessaria per giungere a solide conclusioni.

S&P: Da dove provenivano i principali guadagni di Saunière?

BSM: Provenivano principalmente dagli stipendi della famiglia Dénarnaud, che abitava con Saunière, nel presbiterio, dalla vendita di cartoline postali, biglietti della lotteria, dalle cassette per l'elemosina, da donazioni da parte di amici, parenti e conoscenti del fratello Alfred Saunière e infine dal traffico di messe (simonia).

I due ultimi punti sono i più importanti, e quelli che più di tutti Saunière cercherà di nascondere oppure minimizzare durante il processo ecclesiastico intentato dal vescovo di Carcassonne, Monsignor Beauséjour. Saunière doveva render conto di un problema serio: per essere un semplice prete di villaggio, aveva speso troppo.

Quindi, per le spese effettuate, avrebbe dovuto fornire una serie di documenti che attestassero guadagni della stessa entità. Per nascondere i guadagni illegali (come quelli per simonia) ha dovuto usare dei sotterfugi, come quello di sostituire alcune cifre con altre più accettabili. Così, ad esempio, ha dichiarato una cifra di 52000 franchi per lo stipendio dei Dénarnaud padre e figlio, guadagnati nel corso di vent'anni. In realtà i due avevano lavorato solo quindici anni, del 1894 al 1909!

Il computo reale degli stipendi dei due Dénarnaud, padre e figlio, fa un totale di 22765 franchi. Come aveva fatto Saunière a "truccare" il guadagno dei due, gonfiandolo fino alla cifra di 52000 franchi? Ecco la sua risposta alla commissione d'inchiesta vescovile datata 25 marzo 1911: "Vent'anni fa ho preso a casa mia una famiglia: il padre, la madre e due bambini. Il padre e il figlio guadagnavano 300 franchi al mese. I nostri patrimoni erano congiunti. Così si spiega la somma guadagnata di 52000 franchi. La famiglia lavorava in una fabbrica di cappelli".

Qui è evidente che Saunière aveva sfruttato lo stratagemma di dire che i suoi fondi e quelli della famiglia Dénarnaud erano congiunti. Cosí gli sarebbe stato più comodo giustificare la cifra di 52000 franchi. In realtá, lui aveva più che raddoppiato la reale cifra guadagnata dai Dénarnaud. Così, 22.765 franchi vengono trasformati in 52.000! La cosa la più sospetta era che, nello stesso listino giustificativo, c'era già una voce in cui il risparmio di 30 anni di stipendio del parroco era valutata in 15000 franchi. Questa sproporzione insospettì la commissione d'inchiesta vescovile, che dunque non accettò la dichiarazione della cifra degli stipendi dei Dénarnaud. Questa stessa commissione aveva anche chiesto a Saunière di dichiarare la vera origine dei 18000 franchi da lui attribuiti alle cassette per l'elemosina, cifra che alla commissione sembrava troppo alta. La risposta di Saunière? Che non teneva la contabilitá delle cassette, e quindi il valore presentato era soltanto una stima. Raccontava che i visitatori del villaggio ascoltavano con piacere la storia di Rennes, raccontatta da Saunière, e dopo facevano grosse elemosine alla parrocchia...

S&P: Esistono anche documenti che dimostrano il traffico di messe?

BSM: Certo, perché è questa la fonte maggiore di guadagno, insieme ai doni da parte dei conoscenti. Partendo dal lavoro di Jean-Jacques Bedu, in cui troviamo il resoconto puntuale dei guadagni tratti dalle messe dal 1892 al 1915, siamo in grado di valutare un totale di 47121 franchi, per un totale di 39742 intezioni di messe vendute; si trattava di una vera e propria industria! Questi dati, tra l'altro, provengono esclusivamente dai quaderni in cui il sacerdote registrava le messe, dunque la cifra potrebbe essere più grande. In alcuni periodi tra il 1892 e il 1915 Saunière non registrava alcuna informazione. Sicuramente aveva ricevuto delle richieste di messe anche prima del 1892 e dopo il 1915. Se dovessimo sommare anche questi valori, chissà a che numeri arriveremmo...

S&P: E questa cifra cui lei si riferisce di 47121 franchi tra 1892 e 1915, a quanto corrisponde quotidianamente?

BSM: Be', la vendita delle messe non era costante. Nel periodo più stabile, tra il 1909 e il 1915, parliamo di cifre tra i 13 e i 26 franchi al giorno, corrispondenti ad un numero di intenzioni di messe tra le 8 e le 12 al giorno. Ma dobbiamo tenere in conto che le cifre per questo periodo sono incomplete.

S&P: E se per i periodi incompleti noi provassimo a fare una stima, a quale guadagno totale giungeremmo?

BSM: Se consideriamo il periodo tra 1892 e il 1916 (Saunière morirà il 22 gennaio 1917, dunque possiamo tranquillamente ignorare il 1917) possiamo fare due stime, una per eccesso ed una per difetto. Io sono partito dai valori presentati da Bedu, e con un'estrapolazione lineare sono giunto ad una cifra finale tra i 72.303 e i 116.555 franchi (corrispondenti oggi ad una cifra tra i 125.000 e i 200.000 euro)! Questo rende evidente il problema di Saunière, che doveva nascondere l'origine di così tanti franchi percepiti illegalmente...

S&P: Concludendo, dal suo punto di vista lo studio della contabilitá di Saunière è sufficiente per escludere l'ipotesi che abbia scoperto un tesoro?

BSM: Nella maniera più assoluta.