We Faked the Ghosts of Borley Rectory

Louis Mayerling<br>Pen Press Publishers Ltd<br>pp. 166, L. 30.000

  • In Articoli
  • 14-09-2001
  • di Francesca Rezzani

La canonica di Borley, il luogo divenuto noto come "la casa più stregata d'Inghilterra" (vedi lo speciale su S&P 25), torna a far parlare di sé. Questa volta è uno dei protagonisti della vicenda, Louis Mayerling, a dire la sua con un libro, We Faked the Ghosts of Borley Rectory (Ci inventammo i fantasmi della canonica di Borley), in cui racconta come tutta la vicenda fu solo un'elaborata beffa.

Mayerling, che visse nella canonica dal 1918 fino alla sua distruzione in seguito a un incendio nel 1938, racconta come alcuni dei fenomeni venivano provocati. Quando la casa era abitata, prima di lui, dal reverendo Harry Bull e dalla sua famiglia i fenomeni misteriosi abbondavano. Uno di questi riguardava il pianoforte che si metteva a suonare da solo. In realtà, era lo stesso Mayerling, che allora aveva solo sei anni, a far vibrare le corde del piano da un'altra stanza: come? C'era un buco nel muro che dava direttamente sul retro del piano nella stanza adiacente.

Secondo Mayerling, Bull e la sua famiglia incoraggiavano i bambini e la servitù a inscenare scherzi e fenomeni servendosi dei tanti passaggi segreti presenti nella casa.

Anche il monaco decapitato che passeggiava nel giardino, durante il soggiorno del reverendo Lionel Foyster e di sua moglie Marianne, era un falso. Incoraggiato dalla coppia, Mayerling, allora adolescente, aveva accettato di interpretare la parte del fantasma. "Fu la più grande beffa dell'epoca", dice oggi orgoglioso Mayerling.

Tutto molto interessante, se non fosse per il fatto che il nome di Mayerling non compare in nessuno dei tanti libri pubblicati nel corso degli anni sul caso di Borley. Nessuna delle personalità da lui citate come "amici personali" (da George Bernard Shaw a T. E. Lawrence) lo ha mai citato nei propri libri (come invece avevano fatto con quasi tutte le altre persone note che avevano conosciuto).

Insomma, difficile dare credibilità alle affermazioni di Mayerling in assenza di prove più convincenti.

Ma perché avrebbe dovuto inventarsi tutto quanto? Come i nostri lettori ben sanno, sono tante le persone che in passato si sono inventate storie incredibili su fenomeni paranormali mai verificatisi, cercando di farle passare per vere. Il fatto che questa volta qualcuno forse cerchi di farsi passare come protagonista di un "imbroglio paranormale" non dovrebbe indurci a credergli solo perché sarebbe bello se lo fosse... Lo scetticismo va esercitato sempre, e non solo a senso unico.