CICAP a Futuro Remoto

Il diario del CICAP-Campania sulla manifestazione dedicata alla scienza e alla tecnologia della Città della scienza di Napoli

Quest'anno, il CICAP-Campania, per la seconda volta dopo il 1999 (quella volta ci rinunciammo per problemi organizativi), è stato invitato alla manifestazione "Futuro Remoto" che Città della Scienza, il science center di Napoli, organizza ogni anno come vetrina interattiva sui temi della scienza e della tecnologia.

La programmazione è iniziata in piena estate ed è stata tanto faticosa quanto creativa perché ha permesso al gruppo di esplorare nuove possibilità di espressione e di affermarsi meglio sul territorio. Tra vari rimaneggiamenti e dubbi, siamo così giunti alla data dell'inaugurazione, il 12 novembre, con un programma incentrato sull'omeopatia e uno stand permanente attrezzato. Forse grazie al self-made tutto partenopeo, con investimenti davvero miseri e però una grande collaborazione interna (eccezionali Rosaria Caniglia, moglie di Calogero, e Antonio Zucchini; assai lodevoli Valeria Rubinacci, Crescenzo Pinto e Ciro Risolo), abbiamo fatto, e fatto fare al CICAP, un figurone da albo d'oro. Ma più che altro abbiamo sperimentato esperienze umane irripetibili e non rintracciabili nelle biblioteche. Ve ne raccontiamo qualcuna.

Già all'inaugurazione, presenti il sindaco Rosa Russo Jervolino e il presidente della regione Antonio Bassolino, abbiamo subito avuto delle visite al corner che avrebbero poi caratterizzato le argomentazioni standard dei nostri interlocutori: la classica persona che prima chiede informazioni mostrando anche un certo interesse, e poi si riserva la chiosa melodrammatica del "Sì, però io mi curo con l'omeopatia e sto bene da quindici anni" Le altre frasi-cult sarebbero via via state: "Sì su Avogadro siamo d'accordo, però funziona!"; oppure: "Ci sono i cialtroni certo, ma io ne conosco uno serio e bravo" e infine:"Non siete informati, non sapete niente di omeopatia".

Su dieci giorni di presenza, disponevamo di otto exhibit (incontri col pubblico da esercitare presso un'apposita agorà) durante i quali avremmo potuto spiegare per sommi capi la storia e le caratteristiche dell'omeopatia nonché condurre dei semplici esperimenti di diluizione (con l'apporto di una valida chimica nostra neo socia). Alla fine gli exhibit sono stati ridimensionati presso lo stand e rivolti quasi esclusivamente alle numerose scolaresche che ci hanno fatto visita; però sono stati lo stesso molto interessanti per il pubblico e formativi per noi che li conducevamo.

Il giorno 17 c'è stato un picco di visite di "credenti". La prima, una coppia: papà chiropratico, figlia fisica nucleare ma nettamente filo-paranormale. Poi un'altra coppia: moglie e marito omeopati-fondamentalisti con programmi pedagogici inquietanti (hanno dichiarato eroicamente di voler utilizzare sempre l'omeopatia per la figlia in fasce). Poi un papà yogi, maestro reiki, vegetariano e fautore dell'urinoterapia, che però si è eclissato alla nostra disarmante domanda: "Ma perché mai l'urina curerebbe se per definizione è un prodotto che l'organismo scarta?".

Per fortuna, il giorno seguente c'è stata una nutrita scolaresca con relativi insegnanti, che prima hanno gradito con interesse il nostro exhibit, poi ci hanno preannunciato che ci avrebbero invitati ad Avellino a tenere un incontro più dettagliato in scuola.

Di soddisfazioni con le scuole, questa non è stata l'unica: per esempio, c'è n'è stata un'altra con un insegnante di Pozzuoli, che ha riferito di aver fatto l'esame di stato proprio su una frase che avevamo in esposizione ("Il sonno della ragione genera mostri"); e poi ci sono stati molti studenti davvero meravigliosi, che hanno mostrato interesse, ricettività e soprattutto assenza di pregiudizi.

In proposito, dobbiamo riconoscere che il "thread" di un programma TV che col supporto del CICAP stava smascherando guaritori filippini imbroglioni, ci ha dato molti impulsi di notorietà; e la cosa ci è stata utile, anche se può essere criticabile venir riconosciuti per citazioni TV di riconoscibile levità e non per l'annoso e intenso lavoro di ricerca e di studio.

Il 21 c'è stata la visita di un simpatico e lungimirante monaco che si è detto frequentatore del sito e interessato ai nostri argomenti, ma che ha pure rimbrottato il CICAP, e in particolare Angela e Garlaschelli, per il palese (parole sue) ateismo.

Il 22, il giorno della visita di un "caso psichiatrico", così l'ha annotato chi in quel momento era preposto allo stand. Lasciamo all'immaginazione chi ne volesse sapere di più.

Ultimo giorno, il 24: ci ha colpito molto un bambino, circa 8 anni, perché ci ha dato un'opinione (scettica) dell'ufologia uguale a quella di Margherita Hack, manco l'avesse imparata a memoria.

Come notazioni finali, ci ha colpito, osservando i libri che avevamo messo in bella mostra, che praticamente tutti i titoli facevano pensare a una bancarella di stregoni e parapsicologi: Investigatori dell'occulto, Medicine alternative, Paranormale o normale?, Sei un sensitivo?, Viaggio nel mondo del paranormale, Avventure nel mistero, Ufo, Nel mondo degli spiriti. Spesso abbiamo dovuto faticare per correggere le occhiatacce dei passanti razionalisti (e per disilludere gli afflati dei creduloni incuriositi) e spiegare con decisione che il Cicap non era "a favore" di quei titoli.

Inoltre, crediamo che l'aver distribuito materiale informativo a profusione potrà servire, se non altro, ad accrescere le visite sul sito, a indurre qualcuno a iscriversi, a chiamare noi campani a tenere qualche incontro, ma soprattutto a definire il ruolo del CICAP sul territorio quale serio e affidabile interlocutore di tante materie discutibili.

Per il CICAP-Campania:
R. Caniglia, G. Cerullo,
M. Ciollaro, V. Esposito,
C. Martorana, C. Pinto, C.
Risolo, V. Rubinacci, A. Zucchini