VIII Convegno Nazionale del CICAP

"Il ritorno della magia? Un viaggionel mistero tra fascino, tradizione e rischi" - Torino, 6-8 giugno 2003

L'VIII Convegno nazionale del CICAP si è svolto a Torino nei giorni 6, 7 e 8 giugno 2003. Prestigiosa sede del Convegno è stata l'Aula Magna del Politecnico di Torino.

I lavori sono stati ufficialmente aperti alle ore 9.45 di venerdì 6 giugno, anche se vi era stato un anticipo la sera di giovedì 5 con una conferenza, tenuta presso il teatro Colosseo, da Massimo Polidoro, Luigi Garlaschelli, Lorenzo Montali e Mariano Tomatis e moderata da Piero Bianucci.

Apertura del Convegno

Di fronte a un folto pubblico, il presidente del CICAP Steno Ferluga, astrofisico dell'Università di Trieste, apre ufficialmente il Convegno illustrandone le caratteristiche di quest'anno. Seguono i saluti del rettore del Politecnico Giovanni Del Tin che dà il benvenuto al Convegno del CICAP elogiandone l'attività e quelli di Aldo Fasolo, in rappresentanza della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Torino, che sottolinea l'importanza della cultura scientifica e denuncia il preoccupante calo di vocazioni scientifiche tra i giovani, elogiando il ruolo educativo del CICAP.

Sessione I: "Il fascino e i pericoli della magia"

La prima sessione congressuale viene moderata da Sergio Della Sala, professore di neuropsicologia all'Università di Aberdeen (Inghilterra) e membro effettivo del CICAP. Della Sala, con il consueto senso dell'umorismo, sottolinea come la prima magia del Convegno consiste nell'essere riusciti a iniziare in anticipo rispetto all'orario previsto. Sottolinea inoltre come ognuno di noi abbia credenze irrazionali, indipendentemente dall'intelligenza e dal livello culturale. A tale proposito cita ad esempio l'irrazionale credenza nelle miracolose virtù della vitamina C da parte del grande chimico americano Linus Pauling, vincitore tra l'altro di ben due premi Nobel, per la chimica e per la pace.

La prima relazione della mattinata è quella di Massimo Centini, antropologo del Museo di Scienze Naturali di Bergamo, dal titolo "Radici e tradizione culturale della magia". Centini illustra la propria attività di ricerca antropologica su religiosità e magia e in particolare sui sistemi di guarigione diffusi tra le popolazioni alpine. La maggior parte di chi crede in pratiche magiche è perfettamente normale dal punto di vista psichico e non è assolutamente vero che le credenze siano più diffuse tra chi ha un livello di scolarizzazione bassa. Citando alcuni esempi di luoghi ritenuti dotati di poteri magici (santuari, rocce e grotte), il relatore illustra alcune pratiche magiche, come l'usanza di strofinare il ventre su alcune particolari rocce da parte delle donne che desiderano restare incinta. Le credenze possono trovare le loro radici all'interno dei sistemi religiosi e nella tradizione. Una giustificazione classica da parte di chi crede in queste pratiche consiste nell'affermare "magari non funziona, ma male non fa". Le pratiche magiche precedono però la religione e sono evidenti le contaminazioni culturali tra questi due sistemi di pensiero. Nelle zone rurali sono diffuse molte pratiche che attribuiscono poteri a prodotti naturali, come certi tipi di acqua, o a manufatti (ad esempio l'intonaco di alcuni santuari) o ancora a immagini sacre (santini e croci) che non sono però riconosciute dalla Chiesa. Quasi mai nella magia rurale compare l'interesse economico a differenza di quello che accade nella magia metropolitana, fortemente commercializzata.

Alla relazione segue un rapido giro di domande da parte del pubblico. Nel frattempo è giunto in sala l'assessore alla Cultura della città di Torino, Fiorenzo Alfieri, che porta ai congressisti il saluto dell'amministrazione comunale.

Dopo un breve coffee break, a causa di una variazione di programma, la seconda relazione è quella di Armando De Vincentiis, psicologo e segretario del CICAP-Puglia, dal titolo "Il caso clinico di un mago" (originariamente prevista per la sessione V). L'intervento di De Vincentiis è incentrato sui problemi psicologici di cui possono essere affetti alcuni operatori dell'occulto. Molti di essi, infatti, non sono affatto in mala fede e, a causa di problemi della personalità che portano a confondere desideri e realtà, credono veramente di possedere poteri straordinari. Il relatore porta ad esempio il caso del "mago Roberto", operatore dell'occulto che De Vincentiis ebbe modo di seguire come paziente in una serie di sedute di psicoterapia. Il mago accusa disturbi di panico. Durante le sedute emergono evidenti problemi familiari. Il padre di Roberto, dotato di forte personalità, ha sempre avuto un atteggiamento negativo nei confronti del figlio e il bambino soffre per questo. Il giovane Roberto si avvicina al mondo dell'occulto dopo la lettura di un libro sui poteri nascosti della mente. Roberto crede di avere dei sogni premonitori. Tutto ciò attira l'attenzione del padre e Roberto ne è gratificato. Questo consolida la convinzione di Roberto di avere realmente poteri straordinari. La morte del padre avvicina Roberto allo spiritismo con la speranza di poter comunicare con lui. In breve il padre diventa il suo spirito guida e Roberto comincia a fare il medium e diventa operatore dell'occulto professionista. Pur essendo convinto dei propri poteri, Roberto non esita talvolta a servirsi di trucchi e bugie che egli candidamente equipara al placebo usato dai medici. Nella storia di Roberto si ritrovano elementi comuni con quella di altri maghi. Anziché essere soltanto condannati, in alcuni casi i maghi vanno anche compresi.

Dopo una breve serie di domande, si passa alla terza relazione che è quella di Danilo Arona, giornalista e scrittore, dal titolo "Da Il signore degli anelli a Stephen King: il ritorno del magico in letteratura e nel cinema". Di fronte a fenomeni commerciali come Harry Potter e Il signore degli anelli, è improprio parlare di ritorno del magico perché l'elemento magico è spesso apparso nel cinema. Esistono esempi celebri appartenenti al passato: L'esorcista, Dopo la vita, Possession e molti altri. Tutti i film attingono a una matrice letteraria precedente. Molti autori sostengono l'autenticità dei fatti narrati. Ad esempio L'esorcista si dice ispirato al caso di un bambino indemoniato del 1949 e Amityville Horror si ispirerebbe a un fatto vero del 1976. In realtà molto spesso si tratta di pura fantasia. Il target tipico dei film horror è costituito dai ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Qualcuno di fronte al successo di questo genere artistico ha parlato di società sciamanica postmoderna.

Terminate le relazioni, si dedica un certo spazio al dibattito e agli interventi del pubblico. Nella discussione vengono affrontati vari temi che vanno dal ruolo della metafora nel cinema, ai rapporti tra superstizione e religiosità, dalla ricerca dei motivi che spingono il pubblico verso la magia, alla moda dei celti tipica della nostra epoca.

Sessione II: "Poster"

Terminate le relazioni, la mattinata procede con la visita della sessione poster, presso la sala del consiglio di facoltà del Politecnico. I numerosi poster presentati spaziano dalla pirobazia alle leggende metropolitane, dagli UFO alle reliquie.

Sessione III: "La magia oggi: fenomenologia, mercato e legislazione"

Dopo il pranzo (presso la mensa del Politecnico) trascorso a discutere con gli amici, il Convegno procede nel pomeriggio alle ore 15.30 con la III sessione moderata da Tullio Regge, fisico del Politecnico di Torino e illustre garante scientifico del CICAP. La prima relazione è quella di Luigi Berzano, docente di sociologia generale presso l'Università di Torino, dal titolo "Il paranormale su misura: verso un nuovo terziario esoterico". Berzano esordisce citando una frase in cui si afferma che la diffusione dello spiritismo nella società induce la comunità scientifica a occuparsene nel tentativo di fondare un eventuale nuovo settore di ricerca. La citazione è del grande chimico dell'Ottocento Dimitrij Mendeleev e testimonia come la diffusione dell'esoterismo non sia affatto un fenomeno recente. L'aspettativa secondo la quale la modernità avrebbe spazzato via la magia e la superstizione è stata clamorosamente smentita. Il sistema del paranormale, tuttavia, non è affatto una conseguenza di un eccesso di scienza, bensì di un suo difetto. Il paranormale per molta gente supplisce ai limiti della scienza. La cultura del paranormale, non avendo acquisito certe conoscenze scientifiche, ha un atteggiamento di rifiuto verso le forme razionali di conoscenza. Citando una ricerca di Theodor Adorno del 1953 condotta a Los Angeles sulla diffusione degli oroscopi (pubblicata nel libro Stelle su misura), il relatore sostiene come il sistema del paranormale abbia le caratteristiche di un sistema sociologico secondario. Un sistema cioè dove predomina l'anonimato, è funzionale al raggiungimento di certi fini, ed è tipico dei consumi di massa. Si assiste a uno iato tra gli utenti, sempre più incapaci di comprendere e di analizzare criticamente, e coloro che offrono i servizi paranormali. Citando un detto latino, "se un mago vede all'opera un altro mago si mette a ridere". Solo i non addetti ai lavori possono infatti dar credito agli operatori dell'occulto. Il mercato dell'occulto è poi strettamente legato alla moda del fittness. Salute fisica e salvezza spirituale si identificano. Al di là degli aspetti puramente commerciali non mancano i tentativi di fornire una base teorica. Esempio tipico è la posizione del fisico Frijthof Capra che rinuncia alla razionalità per accettare una concezione olistica della realtà. La relazione termina con una citazione di Keynes che trova conferma nell'atteggiamento di coloro che, come Capra, abbandonano la razionalità a favore di fughe misticheggianti: "L'inevitabile non succede mai. L'inatteso sempre".

La seconda relazione pomeridiana è quella di Lahcen Aalla, sociologo e mediatore culturale, dal titolo "Aspetti socio-culturali del ricorso alla magia nel flusso migratorio". In Italia esistono più di 134 provenienze di immigrati. Limitandosi alla sola provenienza marocchina, si assiste a un considerevole ricorso alla magia, credenza piuttosto diffusa nella cultura di origine, anche se si riscontra una certa diminuzione delle pratiche magiche. Nella cultura marocchina la credenza della magia può essere fatta risalire alla dominazione islamica e alle tradizioni berbere e mediterranee. Il Corano è considerato un'opera divina e prevede l'esistenza di quattro tipi di creature: uomini, angeli, demoni e diavolo. I demoni insegnarono all'uomo le arti magiche. Il declino scientifico che ha caratterizzato il Marocco negli ultimi secoli ha contribuito alla nascita di una nuova religiosità in cui le tradizioni popolari hanno preso il sopravvento e in cui è diffuso il fatalismo e il determinismo. Secondo le credenze esistono persone che acquisiscono poteri sui demoni e le stesse malattie mentali vengono considerate una forma di saggezza. Secondo tali credenze, inoltre, tutto ciò che è legato al sangue è riconducibile agli spiriti, da qui l'importanza rituale della circoncisione, il valore attribuito alla verginità, e così via.

Dopo il consueto coffee break, la terza relazione è quella di Sandro G. Masoni, avvocato e portavoce del CICAP-Sardegna, dal titolo "La magia in Italia: diritto e leggende metropolitane". La relazione tratta delle numerose leggende metropolitane concernenti il nostro sistema giuridico e in particolare le sentenze della Corte di Cassazione. Illustrando chiaramente alcuni concetti base del diritto, Masoni si sofferma sul ruolo della Corte di Cassazione. Contrariamente a quello che di solito si crede, la Corte di Cassazione è giudice di legittimità. Ciò sta a significare che non si tratta di un ulteriore giudice di merito a cognizione piena, sul piano del fatto e sul piano del diritto. Il giudice di legittimità può esser adito soltanto per motivi riguardanti giurisdizione e competenza, violazione o falsa applicazione di norme di diritto, nullità della sentenza o del procedimento, nonché omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia. In estrema sintesi, a parte le questioni di tipo più segnatamente procedurale, la Corte di Cassazione ha il compito di controllare se il giudice di merito abbia ben applicato il diritto e, più in generale, se abbia ben ragionato. Purtroppo questo ruolo viene spesso ignorato dai media che, con titoli spesso scandalistici, cercano di ricavare dalle pronunce della Corte di Cassazione assai più di quanto parrebbe ragionevole fare. In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di pronunce che, a torto o a ragione, dichiarano valido il modo di ragionare del giudice di merito, ma vengono spesso lette con uno sforzo tendente a ricavarne precise regole generali che ricorda l'antico sforzo di leggere il futuro attraverso le viscere degli animali.

L'ultima relazione pomeridiana è quella di Francesco Castellotti, rappresentante della Federconsumatori, dal titolo "Così ti inganno la magia". Prendendo in considerazione esempi di pubblicità di alcuni stravaganti operatori dell'occulto, Castellotti si sofferma sul ruolo dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e sulla sua funzione di difesa nei confronti della pubblicità ingannevole. Questo organismo, spesso non sufficientemente conosciuto, può rappresentare un utile strumento per il cittadino. Castellotti si sofferma quindi nell'esaminare altri enti e istituzioni che possono aiutare il cittadino contro truffe e abusi. A cominciare dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e dal Codice di Autoregolamentazione che trovano però come grosso limite il fatto di essere gestiti dagli stessi operatori che beneficiano della pubblicità. Citando il caso Wanna Marchi, inoltre, Castellotti sottolinea l'importanza delle denunce da parte del cittadino all'Autorità Garante. Infine viene segnalata la recente collaborazione tra Federconsumatori e CICAP, che ha portato alla realizzazione del libretto Attenti al mago, vero e proprio manuale di difesa contro le truffe legate al mondo dell'occulto. La sessione si chiude con il consueto dibattito con il pubblico che si mostra molto interessato ai temi trattati dai diversi relatori.

Serata speciale: "Torino città magica"

Dopo una cena trascorsa a discutere con gli amici sulle tematiche del Convegno, alle ore 21 ci si ritrova nuovamente tutti nell'Aula Magna per assistere alla serata "Torino città magica?". La serata registra purtroppo l'assenza dell'atteso Piero Angela, impossibilitato a presenziare al Convegno a causa della convocazione in tribunale a Palermo per l'udienza del processo contro di lui, in seguito alla denuncia per diffamazione da parte degli omeopati, per un servizio sull'omeopatia trasmesso da SuperQuark. Angela, che avrebbe dovuto presentare gli ospiti della serata, è sostituito dal sempre brillante Piero Bianucci, giornalista scientifico e direttore dell'inserto TuttoScienze della Stampa.

Dopo aver letto al pubblico un messaggio di saluto e di auguri dello stesso Angela e del grande Silvan, sempre vicino alle attività del CICAP, Bianucci presenta gli ospiti della serata: Piergiorgio Odifreddi, logico matematico dell'Università di Torino e della Cornell University e noto divulgatore, Luigi Garlaschelli, chimico dell'Università di Pavia e ben noto sperimentatore del CICAP e Mariano Tomatis, illusionista e informatico, responsabile indagini del CICAP-Piemonte. Vengono quindi presentati i libri dei tre ospiti. Odifreddi presenta il suo recente Zichicche, ironico volume in cui sono stati raccolti articoli e saggi sul folcloristico fisico Antonino Zichichi scritti da ben 15 autori e che vanta la singolare prefazione di Giulio Andreotti. Con il suo consueto humor e la sua indomabile vena caustica, Odifreddi risulta davvero esilarante e il pubblico in sala appare evidentemente divertito dalle sue sagaci battute.

Su richiesta di Bianucci, Garlaschelli parla invece dei sui libri I segreti dei fachiri, scritto in collaborazione con Massimo Polidoro, e Processo alla sindone. Dopo la visione di un filmato che ritrae Garllaschelli alle prese con i suoi esperimenti sindonici, viene mostrato un kit per costruire una sindone fai-da-te e alcuni teli che mostrano i risultati ottenuti.

La parola passa quindi a Tomatis, reduce da una puntata di Porta a porta dedicata a Rol, che illustra il suo libro Rol. Realtà o leggenda? L'esigenza di scrivere questo libro è nata dalla constatazione della quasi totale assenza di libri critici dedicati al celebre sensitivo torinese. Sottolineando il grande fascino di Rol, Tomatis evidenzia però come ogni suo "esperimento" possa trovare una semplice spiegazione dal punto di vista dell'illusionismo, senza bisogno di ipotizzare potersi straordinari. Tomatis racconta poi come sia facile creare false credenze, citando un suo esperimento giovanile in cui era riuscito a far credere che il Santo Graal fosse custodito nel paesino di Torre Canavese. A questo punto, la serata prevede la tradizionale consegna del premio "Alberto Bertuzzi, in difesa della ragione" che ogni due anni il CICAP assegna a coloro che si sono particolarmente distinti nella diffusione di una cultura razionalistica e scientifica. Il presidente del CICAP Steno Ferluga assegna il premio a Sandro Boeri e Mauro Gaffo, rispettivamente direttore e vicedirettore del mensile Focus.

Chiude la serata una performance di Tomatis che con grande abilità e senso dello spettacolo ripropone al pubblico alcuni esperimenti classici che Rol amava eseguire per strabiliare i suoi illustri ospiti.

Sessione IV: "Il trucco c'è"

La seconda giornata del Convegno inizia sabato 7 giugno alle ore 10.30, con una sessione intitolata "Il trucco c'è", moderata da Massimo Polidoro. Per una variazione di programma, nella sessione verrà inserita la relazione di Lorenzo Montali, prevista per il giorno precedente, mentre quella di Silvano Fuso slitterà al pomeriggio.

La prima relazione è quella di Mariano Tomatis, illusionista e informatico, responsabile indagini del CICAP-Piemonte, dal titolo "Il caso Rol". Riprendendo il discorso iniziato nella serata speciale, Tomatis approfondisce la figura di Gustavo Rol. Il sensitivo torinese si è esibito praticamente in tutti i campi del paranormale e rappresenta per lo studioso un caso interessantissimo. Vi sono stati nel passato diversi tentativi di controllare le sue sedicenti facoltà paranormali e furono proposti vari protocolli. Purtroppo Rol ha sempre rifiutato i controlli affermando che "la scienza non è in grado di analizzare lo spirito". Purtroppo, essendo lui scomparso, ci si può basare soltanto sulle testimonianze. Spesso esse hanno dovuto subire una vera e propria censura da parte di Rol e, quando non sono state censurate, è abbastanza facile capire che gli "esperimenti" da lui condotti altro non erano se non classici giochi di prestigio. Esistono numerose conferme di ciò e il lavoro di ricerca di Tomatis le ha messe chiaramente in evidenza. Spesso inoltre le testimonianze sono in disaccordo tra loro e ogni suo esperimento può essere riprodotto da un bravo illusionista, come lo stesso Tomatis dimostra al pubblico del Politecnico presentando, tra gli altri, il classico gioco della "carta ambiziosa". Rol amava affermare di se stesso "io sono la grondaia che raccoglie l'acqua" e sosteneva la necessità di concentrarsi sull'acqua, ossia sul messaggio educativo che lui voleva trasmettere, al di là delle tecniche usate. In questo l'opera di Rol ricorda certe forme di Gospel magic, tecnica educativa che sfrutta giochi di illusionismo per rendere più incisivi certi messaggi pedagogici a sfondo religioso.

La seconda relazione è quella di Marco Morocutti, progettista elettronico, membro di spicco del gruppo Sperimentazioni del CICAP, dal titolo "Il caso di Alex Orbito". Morocutti, con la consueta precisione e avvalendosi di eloquenti diapositive, ripercorre la storia dei guaritori filippini di cui si cominciò a parlare in Italia nel 1975. Già nel 1974 un Comitato del Senato USA dichiarò pubblicamente la fraudolenza delle attività dei guaritori. Come conseguenza vi furono diverse azioni penali che portarono ad alcune espulsioni dagli Stati Uniti. Fin dal 1971, inoltre, il museo di etnomedicina "Scarpa" di Genova dava testimonianza di queste pratiche presentandole per quello che erano: cioè una simulazione fraudolenta. Nel 1979 Piero Angela denuncia l'attività fraudolenta dei guaritori nel suo libro Viaggio nel mondo del paranormale e nella sua trasmissione TV. E, sempre in TV, Silvan è il primo a riprodurre l'operazione a mani nude dei filippini.

Stupisce quindi che all'inizio del 2000 una ragazza si rivolga al CICAP per denunciare che in Italia un guaritore di nome Alex Orbito continui a prendere per il naso ingenui clienti. Facendo ascoltare la testimonianza della ragazza, registrata telefonicamente, Morocutti rende partecipe il pubblico della drammaticità di questo caso. Nel 2002 finalmente, in seguito alla denuncia di Striscia la notizia (che ha agito in stretta collaborazione con il CICAP) si assiste all'intervento dei NAS e all'arresto di Orbito per associazione a delinquere a scopo di truffa. La cosa sembrerebbe finita lì se non fosse che nel maggio 2003 viene segnalato un secondo guaritore operante a Merano, in Alto Adige, che chiede ben 550 euro per ogni intervento e sul quale il CICAP sta al momento indagando. Morocutti termina la sua relazione affermando ancora una volta quale sia la posizione del CICAP: "Se un fenomeno si può realizzare con il trucco, non è detto che sia un trucco, ma se si può realizzare con un trucco occorre essere assolutamente certi che non sia un trucco".

La terza relazione della mattinata è quella di Lorenzo Montali, studioso di psicologia sociale presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca e co-fondatore del CICAP, dal titolo "Il bisogno di credere?". Montali esordisce subito sostenendo la sua tesi secondo la quale non è affatto vero che esista un innato bisogno di credere da parte dell'uomo. Quello che viene solitamente chiamato bisogno di credere è un atteggiamento diffuso, perfettamente normale e perfettamente legittimo quando è rivolto a fonti che sono facilmente verificabili. Il bisogno di credere a cose straordinarie invece non è affatto condiviso da tutti. Più che bisogno di credere è meglio parlare di necessità di fornire risposte alle grandi domande che l'uomo si pone. Oramai la scienza offre risposte più attendibili della magia e quindi, chi continua ad affidarsi alla magia è rimasto indietro. Molto spesso inoltre le false credenze si alimentano con la necessità di preservare la propria autostima, con errori logici (ad esempio confusione tra correlazione e causalità) e con le influenze esercitate dall'ambiente sociale in cui si vive.

La sessione si chiude con un ampio dibattito con il pubblico che rivolge ai relatori domande che spaziano dalla Gospel magic, al ruolo del dolore nella diffusione delle credenze paranormali, ai controlli sulle performances di Rol.

Sessione V: "Indagini tra misteri e paranormale"

Dopo il consueto pranzo, il Convegno continua nel pomeriggio con l'ultima sessione dedicata alle indagini e moderata da Luigi Garlaschelli. La prima relazione è quella dello stesso Garlaschelli, chimico dell'Università di Pavia e responsabile Sperimentazioni del CICAP, dal titolo "L'ultimo drago del Medioevo". Partendo dalle sue indagini sulla spada nella roccia di San Galgano, Garlaschelli evidenzia come tra le varie imprese attribuite a Guglielmo di Malavalle, eremita del XII secolo, vi sia anche l'uccisione di un drago. Ripercorrendo la storia dell'idea di drago nell'iconografia e nella tradizione medievale, attraverso interessanti diapositive, il relatore si sofferma sul caso della reliquia del Convento di Santa Fiora, tra i boschi del monte Amiata, in provincia di Grosseto (e a pochi chilometri dai luoghi in cui visse Guglielmo da Malavalle), in cui è conservato un singolare teschio attribuito dalla tradizione a un drago che sarebbe stato ucciso dal conte Guido da Santa Fiora nel 1488. Gli studi effettuati hanno tuttavia permesso di appurare che si tratta semplicemente della parte superiore del cranio di un coccodrillo del Nilo. Ulteriori studi di tipo storico sono necessari per capire come questo coccodrillo sia giunto dal Nilo a Grosseto e per chiarire le relazioni esistenti tra il mito di San Giorgio, il più celebre uccisore di draghi, e Guido da Santa Fiora.

La seconda relazione è quella di Andrea Albini, funzionario tecnico all'Università di Pavia, dal titolo "Rabdomanzia: il magico come lavoro". Dopo aver introdotto anche dal punto di vista storico la rabdomanzia e aver analizzato la posizione di illustri scienziati nei confronti di questa tecnica divinatoria, Albini analizza le procedure che si devono adottare per valutarne l'efficacia. Dalle prime indagini pionieristiche del chimico francese Michel-Eugène Chevreul che scoprì il ruolo fondamentale delle reazioni ideomotorie, vengono descritti i principali tentativi di controllo cui sono stati sottoposti i rabdomanti. Controlli che hanno inevitabilmente portato a risultati molto deludenti. Nonostante goda ancora di parecchio credito, la rabdomanzia non è mai riuscita a dimostrare la propria efficacia. Nell'ultima parte della sua relazione Albini cerca di analizzare il perché la rabdomanzia goda di così ampia credibilità, nonostante i suoi insuccessi. Le ragioni sono da ricercare nella sua semplicità, nel fatto che i movimenti del rabdomante appaiano del tutto involontari e perché per molti essa appaia come "una pratica misteriosa ma efficace". Come al solito solo una corretta informazione può impedire alla gente di fidarsi di individui, in molti casi in buona fede, ma del tutto incapaci di mantenere ciò che promettono.

La terza relazione della sessione è quella di Silvano Fuso, chimico, segretario CICAP-Liguria, dal titolo "Magia della chimica e chimica della magia". Partendo dai rapporti tra scienza e magia, differenti approcci alla realtà ma sostanzialmente finalizzati alla ricerca degli stessi obiettivi, Fuso esamina più in dettaglio i rapporti tra chimica, alchimia e pensiero magico. Il dualismo materia e spirito, inteso come volontà dell'uomo, e il controllo di quest'ultimo sulla prima hanno da sempre caratterizzato sia l'alchimia che la chimica. Se in origine il pensiero magico poteva rappresentare un possibile approccio alla realtà, oggi appare per lo meno obsoleto di fronte ai successi dell'approccio scientifico. Paradossalmente gli stessi cultori moderni della magia ammettono implicitamente tale obsolescenza e l'impotenza della propria disciplina non esitando a utilizzare gli strumenti che la stessa scienza ha prodotto per simulare improbabili eventi magici. E ancora una volta la chimica gioca un ruolo importante in tal senso evidenziando gli stretti legami tra fenomeni chimici e fenomeni magici. Nella seconda parte della relazione, Fuso presenta al pubblico alcune dimostrazioni di trucchi chimici che consentono di simulare improbabili effetti magici: trasformazione dell'acqua in vino e viceversa, solidificazione dell'acqua a temperatura ambiente, combustione controllata, luce chimica e sangue. È incruento.

La quarta relazione della sessione è quella di Francesco Grassi, ingegnere, segretario CICAP-Lombardia, dal titolo "Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte". I cerchi nel grano o crop circles sono un curioso fenomeno che ha avuto negli ultimi tempi una straordinaria diffusione. I sostenitori dell'origine aliena di questi pittogrammi affermano l'esistenza di diverse anomalie inspiegabili osservate al loro interno. Tra queste anomalie vi è il ritrovamento di mosche misteriosamente morte. Le mosche si presentano con le ali diritte e il rostro piantato nelle spighe e alcuni sostengono che la causa della morte sia l'irraggiamento da microonde che si verificherebbe durante la formazione dei cerchi. Con un paziente e approfondito lavoro di ricerca, Grassi ha invece dimostrato come la causa della morte delle mosche sia da attribuirsi a una particolare specie di fungo parassita (entomophthora muscae) che attacca gli insetti. Esperimenti da lui stesso condotti utilizzando un forno a microonde hanno poi dimostrato che se la causa di morte delle mosche fossero davvero le microonde, le mosche dovrebbero apparire con caratteristiche completamente diverse. Insomma ancora una volta si è voluto costruire un mistero laddove soltanto un po' di pazienza e di spirito critico avrebbe permesso di trovare una semplice spiegazione perfettamente normale.

L'ultima relazione della sessione è quella di Paolo Toselli, curatore del Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporanee, dal titolo "L'autostoppista fantasma". Toselli analizza un caso tipico di leggenda metropolitana, quella dell'autostoppista fantasma. Un giovane in auto incontra di notte una fanciulla che chiede un passaggio. Fa freddo, le presta il cappotto e l'accompagna a casa. Il giorno dopo torna all'indirizzo per rivedere la ragazza e recuperare il cappotto. I genitori però gli dicono tristemente che la ragazza è morta qualche mese prima. Addirittura portano il giovane al cimitero per fargli vedere la tomba. La fotografia sulla lapide corrisponde alla ragazza incontrata la notte precedente e, sulla tomba, il giovane ritrova il proprio cappotto accuratamente piegato. Le ricerche su questa storia hanno consentito di scoprire che ne esistono molte versioni con diverse varianti. L'origine della storia risale addirittura all'Ottocento. Una storia emblematica dunque che si incarna in numerosi generi: storie raccontate accadute "all'amico dell'amico", voci non confermate, falsi o burle, finzioni letterarie, cronache giornalistiche, esperienze vissute da un testimone ben identificato. Queste narrazioni tendono a costituire un genere letterario, una vera e propria mitologia contemporanea, dove il sovrannaturale è decisamente più sollecitato che nelle leggende contemporanee propriamente dette.

La sessione si conclude con un ampio dibattito con il pubblico. Al termine, il presidente del CICAP Steno Ferluga interviene per chiudere la parte del Convegno dedicata alla relazioni. Il bilancio è nettamente positivo, sia per la qualità degli interventi che per la partecipazione del pubblico e la risposta dei media. Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'evento, Ferluga annuncia che, molto probabilmente, nel 2005 l'Italia ospiterà il prossimo World Skeptics Congress, la conferenza mondiale delle organizzazioni scettiche di tutte le nazioni (vedi Editoriale a pag. 5).

Serata speciale: "Viaggio nella Torino magica"

Dopo cena il Convegno prosegue con la serata speciale "Viaggio nella Torino magica: un'escursione guidata ai misteri e agli enigmi della città". Organizzata dall'Agenzia Somewhere, l'escursione consiste in una visita guidata al centro storico di Torino per svelare i volti più inquietanti, gli spettrali dragoni e i simboli esoterici spesso ignorati della città. Attraverso l'enigma della Fontana Angelica, la leggenda del portone del diavolo, i sinistri guardiani dei palazzi barocchi, i misteri della Gran Madre di Dio (la donna velata che regge in mano il calice del Santo Graal), la bellezza di piazza Statuto, vertice del mitico "triangolo magico" e l'apparizione del fantasma di Maria Cristina (interpretato da un'ottima attrice) in piazza Castello si realizza un percorso affascinante per chi, razionalista, vuole scoprire le radici di un mito ambiguo e, perché no, affascinante. La serata è inoltre una piacevole occasione per fare quattro chiacchiere con gli amici e scambiarsi opinioni e commenti sulle relazioni del Convegno.

Visita guidata a Esperimenta 2003: "A te gli occhi: il mondo tra scienza e magia"

La mattina di domenica 8 giugno, le attività collaterali al Convegno proseguono con la visita guidata a Experimenta03, mostra scientifica, situata nel Parco Michelotti (ex Zoo) intitolata quest'anno "A te gli occhi: il mondo tra scienza e magia" e realizzata in stretta collaborazione con il CICAP. La mostra si articola con vari stand e padiglioni dove al pubblico è "severamente vietato non toccare". Il visitatore si inoltra in un insolito itinerario dove può partecipare alle sedute spiritiche nel salotto di Eusapia Palladino, può assaporare il fascino dell'alchimia e della chimica nell'antro di Ermete, può attraversare il bosco magico tra vere piante carnivore, può essere edotto sulla scienza dei trucchi e sui trucchi della scienza e può visitare una stanza piena di cimeli di Houdini. Vampiri, fachiri e mille altre curiosità allietano il visitatore in questa originale mostra. Da non perdere le installazioni fisse, sempre presenti al di là del tema specifico trattato da Experimenta: la centrifuga che vi tiene incollati alla parete mentre il pavimento si abbassa e la bicicletta che vi consente di passeggiare su un filo a sei metri d'altezza. Due esperienze irrinunciabili che richiedono però una buona dose di sangue freddo e di curiosità.

Visita ai musei di Torino

Nel pomeriggio di domenica l'ultimo appuntamento delle attività collaterali al Convegno: la visita ai musei di Torino. Con quote di ingresso ridotte è stato possibile visitare i principali musei della città: dal Museo del Cinema a quello di Scienze Naturali, al celebre Museo Egizio. Da segnalare la mostra "Zoologia fantastica" dedicata alla criptozoologia.

In conclusione, un altro bellissimo Convegno, un po' diverso dal solito per la ricchezza delle iniziative collaterali, per la scelta del periodo primaverile (invece del consueto periodo autunnale) e per il taglio socio-antropologico di molte relazioni. E ancora una volta, al di là della rilevanza culturale e sociale dei contenuti, nel Convegno emerge la simpatia, la disponibilità e il calore umano di tutti coloro che fanno parte del CICAP. n

Silvano Fuso