Esperimenti sull'aldilā 

Quale attendibilità hanno gli esperimenti di Gary E. Schwartz sui medium?

  • In Articoli
  • 03-12-2003
  • di Andrea Albini

Su consiglio di un amico ho letto Esperimenti sull'aldilà di Gary E. Schwartz coll'incredibile sottotitolo: La prova scientifica della vita oltre la morte.

Desidererei sapere se qualcuno di Voi ha letto qualcosa di questo Schwartz, psichiatra, che avrebbe anche studiato e successivamente insegnato a Harvard. I risultati delle sue ricerche descritte nel libro sono talmente eccezionali che chi, come me, che la pensa come voi, non può che arrivare a una di queste tre conclusioni: 1) Schwartz è un ingenuo, non abbastanza esperto a scoprire i trucchi, con i quali viene ingannato; 2) Schwartz è stato vittima di un autoinganno; 3) Schwartz può essere decisamente in malafede e scrive per fama e soprattutto per denaro.

Personalmente, tenuto conto degli strepitosi risultati raggiunti da cinque medium, risultati assolutamente mai rilevati nella storia della parapsicologia, penserei alla conclusione numero 1. Qualcuno di Voi è in grado di dirmi qualcosa su S&P?

Gherardo Poletti

 

Risponde Andrea Albini:

Gary E. Schwartz è l'ultimo di una serie di scienziati che pensano di essere riusciti a provare scientificamente il paranormale. Il sottotitolo del suo libro è il medesimo dell'edizione americana e non fa altro che ribadire le convinzioni personali dell'autore. Schwartz ritiene di essere riuscito a dimostrare che i suoi medium sono in contatto con il mondo dei defunti perché, a suo avviso, le risposte che i suoi soggetti hanno ricevuto da questi sensitivi sono "molto differenti" da quelle ottenibili attraverso le comuni tecniche mentalistiche della cold reading. Questa convinzione è stata contestata dallo psicologo Ray Hyman sulle pagine dello Skeptical Inquirer, la rivista degli scettici americani, in un articolo dall'eloquente titolo "Come non sottoporre a test i medium"1. Hyman ha rivelato di essere stato chiamato da Schwartz nell'agosto del 2001, insieme a sei altri esperti di cold reading per fornirgli informazioni su questa tecnica. Anche se la maggior parte di questo gruppo vedeva di buon occhio gli obiettivi che Schwartz si era prefisso, tutti si trovarono d'accordo nell'affermare che i filmati dei due sensitivi che erano stati mostrati loro indicavano che i soggetti "indovinavano" in un modo non differente da quello che ci si aspetterebbe da un praticante di cold reading.

Nonostante questo, lo psichiatra americano ritiene implicitamente nel suo libro di essere stato in grado di provare scientificamente la possibilità di comunicazione con i trapassati. Hyman ha contestato pubblicamente queste conclusioni, affermando "di aver individuato con cura non una ma parecchie carenze fondamentali negli esperimenti di Schwartz sull'aldilà"; egli si è limitato a illustrarne solo qualcuna perché descriverle tutte significava far diventare il suo già esteso articolo "altrettanto lungo che il libro di Schwartz". Le conclusioni di Hyman - che studia la cold reading da quasi 50 anni - sul lavoro di Schwartz sono state molto nette: "Probabilmente nessuno tra gli altri ampi programmi di ricerca in parapsicologia diverge così tanto dalle norme accettate della metodologia scientifica quanto questo".

Ecco un elenco dei problemi individuati: 1) confronto con i gruppi di controllo non appropriato; 2) inadeguate precauzioni contro la frode e il filtraggio di indicazioni sensoriali; 3) dipendenza da variabili non-standard e non provate; 4) mancata adozione di procedure in doppio-cieco (Schwartz stesso ha ammesso di avere effettuato dei test veramente in doppio cieco solo nell'ultima sequenza di prove); 5) inadeguate procedure in singolo-cieco; 6) mancato controllo indipendente della verità sulle affermazioni dei sensitivi; 7) utilizzo di spiegazioni plausibili invece che di controlli reali; 8) confusione tra l'uso dei risultati esplorativi e quelli confermativi; 9) calcolo di condizioni probabilistiche che sono inappropriate o fuorvianti; 10) creazione di risultati non falsificabili attraverso la reinterpretazione come successi degli insuccessi; 11) gonfiamento dei livelli di significatività ottenuta sia evitando di tener conto dell'insieme complessivo dei test sia utilizzando confronti non previsti.

Anche per il quinto esperimento - l'unico in doppio cieco - Hyman ha mostrato nel corso del suo articolo che "i risultati mancano di ogni standard statistico e metodologico in grado di supportare l'ipotesi della sopravvivenza della coscienza". Altri problemi hanno riguardato le procedure di randomizzazione e di trattamento statistico dei dati, l'utilizzo con i medium di soggetti credenti nell'aldilà e altro ancora. Hyman ha concluso questa critica molto dura affermando che Schwartz ha perso credibilità scientifica pubblicando dei dati inadeguati e chiedendo agli scettici di spiegare i risultati non convincenti invece che di sobbarcarsi l'onere della prova lui stesso.

Forse non stupirà i lettori di S&P sapere che Schwartz non ha accettato le critiche mosse da Hyman e da altri scettici come lo psicologo britannico Richard Wiseman, rispondendo con argomenti che per Hyman sono scientificamente inaccettabili2. Nel frattempo i media americani non hanno mancato di dare molto risalto a questo professore che ha studiato ad Harvard, la stessa università di John Mack, lo scienziato che, nelle parole di James Randi, "apparentemente non ha mai incontrato nessuno che non sia stato rapito dagli alieni"3.

Già nell'agosto 2000, la James Randi Educational Foundation aveva ricevuto Schwartz nella propria sede in Florida, suggerendogli un protocollo di alta qualità - in grado di dare risultati privi di ambiguità - con cui mettere alla prova i suoi medium. Il professore americano, però, non si è mai deciso a metterlo in pratica. "Viene da chiedersi perché" ha commentato Randi, aggiungendo che "quello che ha fatto fino ad ora sembra essere una serie di giochi e di tentativi amatoriali, quasi privi di valore scientifico - sebbene i medium siano stati rapidi a citarlo e a reclamare di aver ricevuto una conferma accademica dall'Università dell'Ariziona".

 

Note

1) Ray Hyman. "How not to test mediums. Critiquing the afterlife experiments". Skeptical Inquirer, Gennaio/Febbraio 2003.

2) Gary E. Schwartz."How not to review mediumship research". Skeptical Inquirer, Marzo 2003. Ray Hyman. "Reply to Schwartz's "How not to review mediumship research""Skeptical Inquirer, Marzo 2003.

3) James Randi. "May the Schwartz be with you, the tooth fairy's existence proven by science!" JREF Commentary, 30 Marzo 2001 (www.randi.org/jr/03-23-2001.html).