25 anni fa moriva Gustavo Rol

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25 anni fa moriva a Torino Gustavo Adolfo Rol, uno dei più famosi sensitivi del secolo scorso, a lungo citato come la prova vivente dell'esistenza del paranormale.

Proveniente da una famiglia agiata (il padre era direttore di banca e il nonno materno era presidente di tribunale), riuscì per decenni a ottenere la venerazione della Torino bene, che intratteneva in esclusive serata nel suo appartamento di via Silvio Pellico a Torino, senza mai accettare di replicare i suoi esperimenti in condizioni di controllo oppure davanti a prestigiatori.

Non avendo mai dato agli scettici la possibilità di mettere alla prova le sue affermazioni, Rol si è portato nella tomba il suo segreto: possiamo soltanto formulare le ipotesi che spieghino nel modo più convincente le testimonianze. È ciò che ha fatto lo scrittore e illusionista Mariano Tomatis, consulente scientifico del CICAP, nel libro Rol, realtà o leggenda?, originariamente pubblicato nel 2003, nel centenario della nascita di Rol, e recentemente uscito in una nuova edizione riveduta e ampliata : a tutt'oggi l'unico libro che analizzi la figura di Rol in modo razionale e non agiografico.

Nonostante i suoi sostenitori continuino a negare con sdegno la possibilità che dietro gli esperimenti di Rol ci fossero tecniche da prestigiatore, la migliore spiegazione delle testimonianze che lo riguardano è quella che Rol fosse un (eccellente) illusionista.

Si tratta di un personaggio che fin da bambino si interessò ai giochi di prestigio e che, anche in età avanzata, continuò a proporli all'interno dei suoi esperimenti dichiarati autentici; che in gran parte di tali esperimenti adoperava proprio il mezzo preferito dai prestigiatori: le carte da gioco; che usava regolarmente tecniche (la misdirection, le forzature, e così via: qui si può trovare un'analisi approfondita) indispensabili per un illusionista ma incongrue per un autentico sensitivo; che rifiutò sempre di farsi esaminare da prestigiatori come Silvan e di sottoporsi a procedure che avrebbero potuto rivelare la presenza di trucchi, anche quando venivano proposte da suoi aperti sostenitori.
Se invece si fosse trattato di un autentico sensitivo, appare moralmente discutibile la scelta di usare le sue facoltà straordinarie per giochi di carte e acquerelli misteriosi davanti a pochi ammiratori anziché per azioni ben più utili all'umanità.

Riuscirà la leggenda di Rol a sopravvivere alla graduale scomparsa dei testimoni oculari? Difficile dirlo. Di sicuro, ormai sarà impossibile arrivare a conclusioni che convincano tutti; ma forse è proprio questo che Rol avrebbe voluto.

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