Ma in che secolo siamo?

Un metodo d'indagine diverso da quello galileiano; Premio Randi per Armando Pavese

Arrabbiatissima e offesa chiedo il vostro intervento perché questa mattina, mentre a fatica mi alzavo dal letto ammalata di sclerosi multipla da più di otto anni, vedo in TV a Raiuno, dalle 8,40 circa sino alle 9,15 una trasmissione che ha offeso le persone ammalate come me e tutti i medici che lavorano e donano tutto il loro sapere per sconfiggere le malattie.

La trasmisione è Uno Mattina, fascia oraria centralissima, sei persone che lodano, (compresi i conduttori) una certa "maga" Rita Cutolo di cui vi siete già occupati anche voi (v. S&P 15).

Davvero non è possibile, è un'offesa all'intelligenza, non c'è rispetto per la sofferenza e per la dignità.

Una signora di mezza età, invasata da questa "maga", che sostiene di essere guarita dalla sclerosi multipla! Dopo l'energia e la fede nella "Cutolo" questa signora, con aria innocente, sostiene di essere riuscita a ballare e di essere guarita improvvisamente. Che fortuna!

Ora, in Italia, siamo circa 50.000 malati di sclerosi multipla e potremmo organizzare una serie di treni, pullman, eccetera e andare tutti da questa "fattucchiera" che ci guarisce.

Ma che bello! Basta ospedali, basta cortisone, basta fisioterapia! Sponsorizzati dalla Rai andiamo tutti a trovare queste mani sante e magiche che risolveranno tutti i nostri guai e che faranno risparmiare anche molti soldi alla Sanità,

Va bene TV spazzatura ma non me la sarei mai aspettata di buon mattino.

Quindi da oggi non guarderò più quell'immonda scatola chiamata televisione, né tanto meno pagherò il canone. Ascolterò buona musica alla radio e leggerò. Vi giuro che... mi veniva da piangere pensando a quanto bello sia sentire le tue gambe ti ascoltano. E invece ho ascoltato tante sciocchezze.

Vi prego di intervenire e di fare in modo che queste trasmissioni non diventino pura pubblicità per queste persone chiamate "guaritrici e sensitive" e che invece approfittano del male altrui per arricchirsi o perché non sanno fare altro nella vita che raggirare creduloni.

Vi saluto con stima e affetto e mi scuso per lo sfogo.

Annamaria Zanella

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Un metodo di indagine diverso da quello galileiano?

Sono un insegnante di italiano che vive all'estero e seguo da molti anni l'attività giornalistica e divulgativa del dott. Piero Angela (consigliando, tra l'altro, ai miei studenti di seguire i suoi molti e interessanti programmi TV).

Un mio caro amico e collega di Roma è membro del CICAP e mi ha fatto conoscere meglio il vostro lavoro e i vostri sforzi (lodevoli) di indagare con metodo critico i molti fenomeni non spiegabili che di volta in volta si presentano alla vostra attenzione.

Leggendo i vostri articoli sul sito web e sulla vostra interessante rivista posso fare molte riflessioni e, ultimamente, sono rimasto molto colpito dall'indagine sulle cosiddette "pseudoscienze" così convincenti per molte persone (anche se colte e istruite!).

Una domanda, tuttavia, mi sorge spesso: il metodo scientifico di indagine sulla scienza, sulla storia dell'uomo e sul concetto stesso di "progresso" è solo quello "galileiano"?

O ci possono essere altre vie di studio e di ricerca (sempre altrettanto rigorose e sperimentabili?)

A tal proposito vorrei segnalarvi un interessante libro che sto leggendo e meditando in questi ultimi tempi. Si tratta di un saggio scritto da due professori di storia della scienza verso la fine degli anni Sessanta. Tengo a precisare che il mio non è un messaggio pubblicitario. Vorrei solo sapere se conoscete questo libro e se avete un'opinione sul suo "diverso" approccio alla storia del pensiero umano. Approccio "diverso" non significa per forza "paranormale" (spero): IL Mulino di Amleto di Giorgio De Santillana e Hertha Von Dechend. Adelphi 1969.

Emiliano Pennisi

Risponde Silvano Fuso:

La ringraziamo per il suo messaggio e per gli apprezzamenti che rivolge alla nostra associazione.

Lei ci chiede se possa esistere un metodo di indagine diverso da quello galileiano. Indubbiamente esistono altri possibili approcci alla realtà che a mio parere possono essere ricondotti a due filoni principali: quello mitico-teologico e quello filosofico.

Come ha efficacemente affermato il cosmologo contemporaneo John D. Barrow: "I miti non nascono dai dati, né come soluzioni di problemi pratici: essi si propongono come antidoti per il timore psicologico che l'umanità ha della propria pochezza e inadeguatezza, di fronte alle cose che non sa comprendere".

Al contrario il pensiero filosofico, nato storicamente molto più tardi rispetto a quello mitico-teologico, rifiuta la libera invenzione e la fantasia come strumenti di conoscenza. Esso esige, al contrario, che alla base della conoscenza ci sia soprattutto il ragionamento.

Entrambi gli approcci, tuttavia, hanno un grosso limite: difficilmente riescono ad andare al di là dell'opinione individuale e purtroppo in certi ambiti non esiste alternativa che ci faccia superare questo limite.

Il pensiero scientifico, al contrario, si propone proprio di andare al di là delle opinioni personali e raggiungere quindi un accordo intersoggettivo. Relativamente alla realtà materiale (ma purtroppo non in altri ambiti) questo è possibile attraverso il ragionamento logico-matematico e attraverso l'osservazione sperimentale dei fenomeni. Da questo punto di vista il metodo scientifico galileiano rappresenta la fonte di conoscenza più attendibile (con tutti i suoi limiti) che l'umanità sia riuscita a trovare fino a oggi.

Il Mulino di Amleto, attraverso un'ampia analisi comparativa di miti, concezioni religiose, fiabe e poemi epici di ogni tempo e luogo, cerca di evidenziare un fondo comune che testimonierebbe un'antica saggezza.

Il libro è indubbiamente affascinante, ma mi sembra che le sue conclusioni presentino le stesse limitazioni del pensiero mitico da cui attinge. Quello che si può senz'altro affermare è che la scienza in senso stretto non nasce solo con Galileo ma sicuramente vi furono anticipazioni degne di nota anche nell'antichità. Ad esempio, un bel libro che rivaluta e riscopre la scienza antica è il seguente: Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata (Feltrinelli, 1996).

Non so se ho risposto adeguatamente alle Sue domande. Io ho scritto diverse cose sul metodo scientifico. Alcuni articoli li può trovare in rete alla seguente pagina: utenti.lycos.it/fusosilv/articolididattici.htm .

Inoltre nel primo capitolo del mio libro Realtà o illusione? Scienza, pseudoscienza e paranormale (Dedalo, 1999), parlo proprio dei rapporti tra pensiero scientifico, pensiero mitico e pensiero filosofico.