Nel paese delle meraviglie

Fine del mondo vicina?; Nostradamus e la "nave" dell'11 settembre

Sono un fisioterapista che, per non annoiarsi, ha deciso anche di prendersi una seconda laurea in medicina.

Vi scrivo perché più passa il tempo più mi sembra di vivere nel "paese delle meraviglie".

Non ho un'esperienza paranormale da raccontarvi, ne ho centomila. I miei pazienti continuano a sottoporsi alle pratiche mediche più improbabili, dalle ben note medicine "alternative" a quelle basate su rituali, più meno complessi, che richiedono l'intervento del Divino in persona (o per intercessione di qualche suo collaboratore più terreno, magari nei panni di un guaritore). Ma volete sapere la cosa più divertente? Guariscono veramente!

Così tanti mi raccontano come i loro dolori alla schiena siano "spariti" in soli (si fa per dire) dieci trattamenti di mezz'ora la settimana. Certo gli è costato un sacco di soldi ma il risultato non ha disatteso le aspettative.

E, come per la schiena, le guarigioni possono riguardare qualunque articolazione, muscolo o organo viscerale.

È chiaro che tutto questo ha scatenato la mia curiosità così ho cercato di capirci qualcosa di più parlando con queste persone. Nel farci due chiacchiere si vede subito con quale trasporto emotivo descrivano la bravura eccezionale di chi li ha curati, e di come invece quegli antipatici dei medici non si siano presi cura di loro. Questo modo di vedere le cose dei miei pazienti è quasi una costante e credo che sia meritevole di molte riflessioni, specie se, come credo e spero, tra qualche anno diventerò anch'io medico a mia volta.

Ma altre sono le cose che mi hanno maggiormente incuriosito. Cioè il fatto che non sono riuscito ha capire quale di queste pratiche funzionasse di più delle altre, come se tutte si equivale.sero. Funzionano tutte! Ma si può?

In realtà però va detta anche un'altra cosa, che nessuna di queste pratiche sembra modificare di molto l'evoluzione naturale della patologia (qui compreso anche l'approccio che utilizzo io nei miei trattamenti... meglio non pensarci!!), brutta cosa! Sarà mica che la gente guarisce perché in dieci sedute di una settimana si fanno trascorrere due mesi e mezzo? Non volendo parlare in termini troppo vaghi torniamo all'esempio delle lombalgie, sembrerebbe che qualunque cosa uno faccia ottenga buoni risultati a patto che lasci trascorrere due o tre mesi. Interessante: molte guarigioni avvengono perché devono avvenire per natura.

Altra cosa notevole è vedere come, se una persona prova varie pratiche terapeutiche, quella migliore è sempre l'ultima, e di quella parlerà con entusiasmo, altre non erano efficaci. Forse perché sono trascorsi i fatidici tre mesi?

C'è poi un'altra riflessione che mi pare importante: è difficile che se uno ha un problema di salute si rivolga solo a pratiche mistiche, di solito è anche sotto terapia convenzionale. Fanno cento cose alla volta ma imputano la causa della guarigione a chi è arrivato per ultimo o è stato più convincente.

Forte delle mie deduzioni ho provato a esporle alle persone da cui tanto ho imparato, i miei pazienti. Sapete cosa è successo? La cosa più ovvia! Non puoi spendere un sacco di soldi e appassionarti a una cosa che ti ha fatto riguadagnare la salute senza diventare uno strenuo difensore della stessa. Così io non posso pretendere di "ragionare" attorno all'argomento che a tante riflessioni mi ha spinto. Quando ci ho provato ho ridotto la stima che il paziente aveva di me. C'è persino chi mi ha detto che la colpa di questo mio modo di vedere le cose era dato dal fatto che studio medicina e, come tutti ormai sanno, i medici sono tutti tontarelli e chiusi di mente. Così se rifletti troppo sulle cose rischi di diventare chiuso di mente.

P.S.: A nessuno venga in mente di pensare che pratico un lavoro in cui quello che faccio non serve. Per rispetto di me stesso e dei miei colleghi tengo a precisare che senza trattamento riabilitativo tantissimi problemi avrebbero un decorso molto più lungo, peggiore in termini di qualità e spesso non troverebbero risoluzione. Ho insistito non a caso sul discorso del "mal di schiena" perché era un caso emblematico di ciò che intendevo dire.

Roberto Cabras
[email protected]

Risponde Silvano Fuso:

Quello che Lei dice mi sembra pienamente condivisibile: lo abbiamo sempre pensato anche noi e fa piacere vederlo confermato da chi vive quotidianamente a contatto con i pazienti.

I motivi che spingono i pazienti a fidarsi delle terapie più astruse sono molteplici e molti si convincono della loro efficacia semplicemente perchè molte patologie regrediscono spontaneamente (purché non gravi). inoltre verissimo che molti utilizzano diverse terapie contemporaneamente e tendono ad attribuire la guarigione a quelle che più soddisfano le loro aspettative emotive.

Cosa fare a porre rimedio a queste false convinzioni? È difficile suggerire risposte. Sicuramente vi dovrebbe essere maggiore informazione su come si può valutare l'efficacia di una terapia. Molto spesso il paziente stabilisce rapporti di causa ed effetto del tutto infondati ed erronei. Bisognerebbe fare in modo che i pazienti fossero consapevoli di quanto non sia semplice valutare l'efficacia di una terapia e di quali siano gli unici metodi validi.

È molto difficile far cambiare idea a chi vuole credere, l'importante è cercare di far ragionare chi vuole capire.

Fine del mondo vicina?

Vi riporto questo breve brano ratto da un articolo apparso sul periodico Hera:

"[...]Ora, gli anziani Maya del Guatemala, eredi di una sapienza antica e profondi conoscitori dei cicli cosmici e dei simboli celesti, invitano tutti a prendere coscienza di ciò che sta avvenendo (interpretano ciò che è accaduto recentemente in Asia). Essi sono convinti, supportati dalle loro leggende e profezie, che l'incremento dell'attività meteorica, la presenza di comete nei cieli, l'accresciuta attività solare e gli eventi disastrosi, preludano tutti alla fine di un ciclo e all'emergere di qualcosa di completamente nuovo. Ciò implica che ognuno di noi, soprattutto quelli che avranno sufficiente coraggio, dovrà assumersi le sue responsabilità per fronteggiare ciò che avverrà, prepararsi, per poi cavalcare l'onda imminente. Non senza tribulazione, come tutte le profezie insegnano.

Se teniamo conto di alcune profezie (riportate su libri di Hancock) che parlano della fine del nostro ciclo entro il 2010 oppure, documentari che dall'interpretazione della Bibbia, fatta da sedicenti studiosi (Il codice Bibbia) profettizzano, il ritorno del Messia entro il 2006 e lasuccessiva fine del mondo, cosa ne pensate voi?

Roberto Stella
Corsico (MI)

Risponde Silvano Fuso:

Nella storia dell'umanità sono state numerosissime le previsioni catastrofiche che annunciavano una imminente fine del mondo o, più modestamente, la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova. Giunte ascadenza, tutte queste previsioni sono state immancabilmente smentite: il mondo esiste ancora e i grandi cambiamenti epocali sono avvenuti solamente grazie alle conquiste della scienza e della tecnica e non certo per misteriose cause esterne di origine cosmica e non.

La recente catastrofe asiatica è perfettamente interpretabile dal punto di vista scientifico e la drammaticità dei suoi effetti sembra sia dovuta soprattutto a carenze di comunicazione che non hanno consentito di avvisare in tempo le popolazioni.

Lascerei quindi perdere l'antica saggezza dei Maya e i presunti incrementi dell'attività meteorica, della presenza di comete nei cieli e dell'attività solare. Come pure tutte le altre profezie assolutamente prive di fondamento quali quelle di Hancock o quelle del cosiddetto "codice della Bibbia" (a tale proposito può vedere una mia risposta alla pagina /esperti/paranorm/codice.htm http://www.vialattea.net /esperti/paranorm/codice.htm ).

Nello scritto di "Hera" vi è solo una cosa condivisibile: la necessità che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non certo però nel prendere in considerazione vaticini infondati, quanto piuttosto per fare in modo che l'intelligenza e la razionalità prevalgano. In modo tale che la gente non dia più credito alle superstizioni ma si impegni seriamente a dominare con la ragione il proprio destino.

Nostradamus e la "nave" dell'11 settembre

Scrivo in merito a un articolo di Paolo Cortesi letto sul vostro sito. Mi riferisco all'articolo in cui tratta Nostradamus e la strage dell'11 settembre.

In riferimento alla quartina II.92 Feu couleur d'or du ciel en terre veu: Frappè du hault, nay, faict cas merueilleuz... mi chiedo se "nay" in francese antico non potesse significare anche NAVE. Non che io voglia accreditare l'ipotesi della nave... ma tempo fa mi misi a studiare vocaboli in francese antico e spesso mi trovai di fronte a casi come potrebbe essere questo, quindi leggendo l'articolo, peraltro molto ben documentato, mi chiedevo in che modo siano state tradotte le quartine "letteralmente" e se questa traduzione è stata fatta da un esperto oppure se solo tramite vocabolario.

Isabella Macario
[email protected]

Risponde Paolo Cortesi:

Non sono un "esperto" di antico francese; la mia competenza specifica riguarda invece la filosofia rinascimentale, e per questo mi sono occupato a lungo di Nostradamus. Per il versante linguistico, quindi, ho utilizzato autori e studiosi della materia. La questione della parola NAY è intrigante. Per indicare la nave/imbarcazione, Nostradamus impiega il termine NEF, e anche NAVE, NAVIRE, NACELLE (navicella, in un solo caso: V.49). NAY viene riconosciuta parola romanza da Le Pelletier, che traduce NATO. A conferma, cita anche PUIS NAY (puiné, in francese moderno) che equivale a "secondogenito", cioè "nato dopo". Tuttavia, la lingua di Nostradamus è così imprevedibile e densa da sfuggire a definizioni categoriche, e questo non perchè il francese del Cinquecento sia poco noto (anzi!), ma perchè la sua è una lingua di veggente, di profeta, una lingua che dovrebbe realizzare l'assurdo: rendere conoscibile e oggettiva un'esperienza che è interiore, mistica e ineffabile. La ringrazio dell'attenzione che ha dimostrato al mio lavoro e la saluto con viva cordialità