Una tranquilla Fiera del Libro

Il gruppo CICAP Piemonte e le curiose avventure dello stand del CICAP

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  • 16-02-2006
  • di CICAP piemonte aa.vv.

Sotto il caldo sole d'inizio maggio, una lunga fila si snoda nel piazzale davanti alle casse; superata la barriera, i visitatori si distribuiscono tra gli spazi dei vari editori, spazi che a parte le dimensioni si assomigliano tutti... Quasi tutti: rompe la monotonia uno stand decisamente insolito, presso il quale molti si fermano incuriositi, chiedendosi legittimamente perché gli addetti si alternino su un letto di chiodi; come se non bastasse, ogni tanto uno degli espositori si infila un lungo chiodo nel naso, mentre un altro pare tagliarsi le vene. Questo ibrido tra un teatrino e una libreria è, secondo i pannelli sovrastanti, lo stand del "CICAP - Associazione scientifica fondata da Piero Angela". Per avere conferma del carattere scientifico e non circense del gruppo, è sufficiente ascoltare questi mancati fachiri dopo i loro numeri: alle varie prove infatti fa immediatamente seguito la spiegazione dei fenomeni presentati. Ma perché per spiegare il metodo scientifico non hanno scelto una cosa meno rischiosa, come il pacifico generatore di oroscopi dello scorso anno, che non metteva a rischio il fondo dei pantaloni? Per rispondere bisogna tornare indietro di qualche settimana.

Fine marzo: Beatrice annuncia nel corso di una riunione che di lì a due settimane parteciperà per il CICAP a Science on Stage, una rassegna di divulgazione scientifica che si terrà presso i laboratori del Gran Sasso. Le materie di cui si occupa il CICAP sono molteplici e permetterebbero di parlare per ore, ma Beatrice avrà a disposizione solo pochi minuti: si cercano quindi gli argomenti e le dimostrazioni di maggiore impatto. In pochi minuti si stabilisce che la malcapitata biologa berrà dell'acido diluito omeopaticamente e fingerà di tagliarsi sfruttando i preparati chimici forniti da Michelangelo, ma non si riesce proprio a convincerla a provare il numero del chiodo nel naso. Alcuni giorni dopo Bea manda sulla mailing list del gruppo un messaggio intitolato "letto di chiodi smontabile": in allegato c'è uno schema tipo IKEA, e il testo è ridotto alle parole "Qualcuno me lo costruisce?".

Gian Carlo, uno dei più recenti acquisti del gruppo, si offre volontario e il giorno successivo nella sua officina iniziano a risuonare i colpi di martello. Alla riunione successiva il primo pannello del letto fa bella mostra di sé, con i suoi 320 chiodi perfettamente disposti. Tutti sono entusiasti tranne l'autore: Gian Carlo infatti sa che dovrà preparare altri tre oggetti identici a quello appena terminato. Novecentosessanta chiodi più tardi l'opera è conclusa: Beatrice ha a disposizione un autentico letto da fachiro, e oggi Gian Carlo prima di rispondere ai suoi messaggi conta fino a 1280...

Pochi giorni dopo Bea parte per l'Abruzzo, chiedendosi tra l'altro che faccia avrebbe fatto il controllore vedendo il suo singolare bagaglio. A Termini i chiodi fanno comprensibilmente impazzire il metal-detector, e l'inflessibilità dell'addetto al deposito costringe Bea, che voleva visitare Roma prima di proseguire il viaggio, a passeggiare per la Città Eterna con il letto di chiodi in spalla. Al Gran Sasso va più che bene e qualche settimana dopo giungerà la notizia della qualificazione per la finale europea: un drappello del CICAP ripeterà quindi l'esperienza, questa volta al CERN di Ginevra.

Qualche giorno dopo, il gruppo è impegnato nella preparazione dello stand alla Fiera del Libro; Paolo ha quasi finito l'interminabile trafila burocratica, Mario e Giorgio gli ordini dei libri; Beppe ha preparato i pannelli in forex. Urge trovare un'attrazione che colpisca il pubblico, e visto il successo appena ottenuto si decide di portare il letto di chiodi, anche se alcuni dubitano che la direzione del centro-fiere apprezzerà la trovata. Per evitare di ripetere anche gli altri esperimenti tredici ore al giorno, qualcuno propone di realizzare un breve documentario in cui si alternino filmati e spiegazioni. Gian Carlo, Sergio e i due Claudio trascorreranno così un pomeriggio realizzando e filmando quasi tutto ciò che c'è scritto sul libro di Massimo e Gigi; si divertiranno un mondo e riusciranno anche ad uscirne incolumi, ma questa storia è già raccontata altrove. Sergio monta il filmato a tempo di record, ora si tratterà solo di trovare qualcuno disposto a lasciare il computer alla fiera...

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Lo stand del CICAP alla Fiera del Libro di Torino.

Giovedì mattina: i cancelli si aprono, gli spettatori entrano e i padiglioni si affollano. Dove pochi minuti prima regnava il caos ai visitatori appare tutto normale; ma sottovoce, non uditi dal pubblico, i volontari del CICAP si chiedono a vicenda dove sono i cataloghi, chi ha i segnalibri, come si collega il monitor, quando arrivano le standiste... "Già, le standiste! dobbiamo andare a prenderle con i pass!" Nessuno trova il foglietto coi numeri dato dalla loro prof, e così Paolo e Claudio partono alla ricerca. Poco fuori dai cancelli vengono localizzate le due fanciulle in attesa dei tesserini: "Benvenute ragazze, ecco i pass; non preoccupatevi, siamo un po' matti ma non siamo pericolosi, e se proviamo a tagliarvi le vene non spaventatevi, è un trucco. Il nostro gruppo si chiama CICAP..." "Ma noi veramente lo stage lo dovremmo fare allo stand della Regione Piemonte" "La vostra scuola non è il Giolitti?" "No" "Beh... peccato!". Rientrando, Paolo e Claudio trovano le standiste (quelle giuste, 'sta volta) già operative, in qualche modo sono riuscite a entrare lo stesso.

Sulle prime, il pubblico non abbonda: la prudenza ha fatto tenere il letto di chiodi in una posizione più riparata ma meno visibile e il filmato dei fachiri, complice un problema tecnico, non gira come dovrebbe. Nel pomeriggio si decide di rompere gli indugi: il letto di chiodi c'è e va valorizzato. Si decide una modifica in corso d'opera e i volontari del gruppo si trasformano temporaneamente in squadra traslochi. Ora il lettino è in bella vista, e appena si raggruppano un po' di visitatori viene tolta la lastra di plexiglass e si dà inizio alla dimostrazione: "Dei 1280 chiodi presenti, la sagoma di una persona ne copre circa mille. Dividendo 80 kg per mille chiodi, otteniamo un valore sopportabile".

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Una visitatrice dello stand si sdraia sul letto di chiodi.

A riprova di quanto esposto, mentre chi spiegava si stende sul lettino, viene fatta circolare tra il pubblico una bilancia da cucina con un chiodo fissato sopra: "Provate, vedrete che si possono sopportare tranquillamente 600-800 grammi". Risolti i problemi tecnici, il filmato scorre ora senza problemi. Le prime scene sono molto suggestive: si tratta delle riprese notturne effettuate durante una dimostrazione di pirobazia. Le scritte in sovraimpressione spiegano che la scarsa conducibilità termica del legno permette di marciare sui carboni ardenti senza problemi. Passano poi le immagini di Claudio D. che si infila un chiodo nel naso; qualche visitatrice storce il proprio, mentre il filmato spiega come l'anatomia umana renda possibile questo numero; un'improvvisata dimostrazione dal vero convince anche i più increduli.

Nel frattempo qualche spettatore, fiducioso per le spiegazioni ricevute, decide di sfidare i chiodi e aiutato dai cicappini si stende sul lettino: "Ma è vero: non fa male! Qualcuno mi fa una foto?". "Potremmo far pagare un tot a scatto - propone uno - son sicuro che il tesoriere sarà d'accordo... Altro che cena di raccolta fondi!"

Nelle pause tra una dimostrazione e l'altra, i cicappini usano il lettino per riposarsi: non è poi così scomodo, soprattutto se si sta tredici ore di fila in piedi allo stand, come ha fatto Floriana. Qualche visitatore fraintende il significato del singolare giaciglio: una signora, ad esempio, sviata dal libro sulle medicine alternative che stava acquistando, chiede se i benefici per la circolazione siano significativi; il volontario di turno chiarisce l'equivoco e gia che c'è spiega anche cosa fa il CICAP. A questo proposito, l'impressione è che rispetto al passato il nome del Comitato sia più conosciuto: sono di meno le persone che leggendo il titolo Scienza & Paranormale credono di trovarsi di fronte alla versione high-tech di un gruppo New Age. Qualcuno raggiunge l'estremo opposto: "Figo, il CICAP! quelli che spiegano che il paranormale sono tutte tr***te!" (sic!). C'è anche chi arriva con uno scopo preciso: "Voi dite che nei preparati omeopatici non c'è alcuna molecola di principio attivo, ma vi sbagliate: prima di diluire, il principio c'è". Davvero notevole...

Il filmato intanto continua a scorrere, si vede Gian Carlo che a colpi di mazza spezza una lastra di marmo da 30 kg sul corpo di Claudio. Qualcuno è incredulo ("Ma è polistorolo colorato, vero?"): si convince quando gli si fa sollevare un pezzo della pietra.

Un visitatore chiede le modalità di riscossione del milione di dollari messo in palio da Randi, che lui vincerà sicuramente. Panico tra i cicappini: in cassa ci sono solo alcune centinaia di euro. Per fortuna lo si convince a leggere il bando e poi eventualmente contattare la sede nazionale per organizzare una prova. Chissà se a Padova hanno avuto notizie.

La confidenza dei volontari coi chiodi aumenta sempre più, qualcuno improvvisa dimostrazioni in coppia coivolgendo le spettatrici (soprattutto se si tratta di belle fanciulle...); c'è anche chi beve una bibita sul lettino per scattare improbabili foto pubblicitarie della CocaCola. Più realistiche le possibilità di usare alcuni scatti per pubblicizzare I segreti dei fachiri su S&P, chissà se Paola e Matteo sono d'accordo...

Un'attempata signora, con abiti e ciondoli assai originali e carrellino al seguito, esprime in modo alquanto colorito il suo disaccordo con le posizioni del CICAP. "Meno male che non ci ha fatto il malocchio!" commenterà qualcuno.

Mariano, che sfoggia un paio di jeans strappati, scherza col pubblico sull'origine degli strappi, e qualcuno gli crede anche ("Davvero li ha strappati lì sopra? E non si è fatto male?"). Un cicappino, che si vergogna troppo per lasciarci scrivere il suo nome, ha anche bucato la maglietta, ma in effetti stare a sandwich tra due pannelli chiodati con una ragazza in piedi sopra...

Una signora chiede a Claudio che tipo di meditazione pratichi per sopportare il dolore, e fugge inorridita quando afferra il carattere scettico dello stand, gestito da gente che ha perfino camminato sui carboni senza la giusta preparazione spirituale.

Lo spazio del CICAP è un po' come un'isola, circondato da editori specializzati in astrologia, tarocchi, Templari, meditazione, tecniche motivazionali... Leggendo "paranormale" nel nome del gruppo, un signore chiede se sia disponibile il nuovo libro di Boscolo su Nostradamus: "Quello di Boscolo non ce l'abbiamo, però ne abbiamo uno di James Randi" "Non lo conosco, è un buon libro?" "Certo, uno dei più accurati che esistano sull'argomento" "Ma ci sono le profezie?" "Certo, c'è anche un'analisi molto accurata..." "Va bene, lo prendo" Chissà se apprezzerà...

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Il pubblico affolla una presentazione libri con Massimo Polidoro e Mariano Tomatis.

Due conferenze, la visita di Attivissimo, i giornalisti, un simpatico vecchietto che racconta di essere un rabdomante... la monotonia non è di casa allo stand CICAP, e i cinque giorni di fiera passano in fretta. L'ultima sera ci si dà alle foto ricordo, coinvolgendo anche i vicini di stand, e agli scatti di gruppo in pose acrobatiche. A pochi minuti dalla chiusura, vedendo cinque o sei persone accalcate sul lettino, una signora chiede semplicemente: "Perché?" L'onore dell'ultima spiegazione va ad Andrea: "Lo facciamo perché, malgrado le apparenze, non siamo un gruppo di buffoni. Non si direbbe, ma rappresentiamo un comitato scientifico..."

Gruppo CICAP-Piemonte

 

Chicche dalla fiera ....
"Questi sono matti!"
"Quanto costa il lettino?"
"Ah, il CICAP, li conosco... Questi sono bravissimi a smascherare i maghi finti, però con quelli veri sbagliano" (qualcuno ci porti un mago vero, per favore...)
"Ah, ho capito il trucco, c'è una lastra trasparente che copre i chiodi!" (No, signora, la lastra l'abbiamo messa per evitare danni se qualcuno si inciampa).
"Mi piace molto il vostro modo di discutere. Credevo foste quelli di Piero Angela" (qualcuno indichi alla signora il pannello).
"Ha dimenticato dire che una persona non sente male anche perché circola l'aria tra chiodo e chiodo!" (Per favore, se qualcuno riesce a capirla la spieghi anche a noi).
"Io so perché si riesce a stare sul letto di chiodi: le cariche si addensano sulle punte, si crea un campo elettrico e la persona viene respinta..." (Verissimo, certo... un gruppo di lavoro apposito sta studiando la possibilità di praticare la levitazione in cima alla torre Eiffel)