Se il paranormale diventa scienza?

Se per ipotesi il CICAP rilevasse, in condizioni di controllo, un fenomeno paranormale, questo fenomeno potrebbe in realtà essere causato da qualcosa non ancora scoperto dalla scienza? Per fare un esempio, se il CICAP fosse esistito qualche secolo fa, e una persona avesse presentato un motore elettrico alimentato da una batteria, sarebbe stato dichiarato un fenomeno paranormale? E riguardo al premio di un milione di dollari di James Randi, cosa succederebbe se una persona riuscisse a vincerlo, e dopo un po' di tempo la scienza facesse una scoperta che spiega il fenomeno apparentemente paranormale?

Filippo Santini

Caro Filippo, la differenza sta nel fatto che se qualcuno si fosse presentato con un motore elettrico qualche secolo fa ci sarebbe stato qualcosa di concreto da studiare ed esaminare e, non ho dubbi, che con calma e con lo studio necessario gli scienziati dell'epoca avrebbero potuto capirne il funzionamento e progredire con le conoscenze. Con il paranormale, invece, manca l'oggetto dello studio: ogni volta che si cerca di capire se il fenomeno esiste si scopre che questo si volatilizza e non resta nulla da studiare. È un po' la stessa cosa che succedeva un tempo con Galileo e il telescopio: lui diceva che la terra ruotava intorno al sole e i religiosi del tempo non gli volevano credere. Qualcuno oggi dice: ecco, chi sostiene che il paranormale esiste è incompreso come Galileo. In realtà, non è affatto così. Galileo il suo telescopio lo metteva a disposizione di chiunque volesse guardarci dentro e gli ottusi dell'epoca non guardavano nemmeno; oggi, da parte nostra c'è un'estrema curiosità di guardare dentro il "telescopio del paranormale", ma i sostenitori dell'occulto questo telescopio lo tengono ben nascosto e magari nemmeno ce l'hanno... Il milione di dollari vuole essere un modo per incoraggiare chi pensa di avere facoltà paranormali a farsi avanti: se qualcuno lo vincesse aiuterebbe la scienza, perché permetterebbe di scoprire un fenomeno nuovo. Lo scopo è infatti questo: se esistono fenomeni nuovi aiutateci a scoprirli.

"Regressione" a vite passate

Volevo chiederle cosa pensa dell'ipnosi regressiva. Recentemente ho letto un libro di Angelo Bona, uno psicoterapeuta esperto in ipnosi intitolato Ipnosi regressive e psicologia dell'entusiasmo. Questo psicoterapeuta riesce a curare buona parte dei suoi pazienti usando l'ipnosi regressiva. Nel libro riporta casi veramente suggestivi di pazienti che tornano indietro addirittura a vite precedenti e trovano le cause dei loro mali attuali, descrivono anche tanti dettagli. Riesce addirittura a far comunicare con i morti i suoi pazienti, nel libro descrive infatti un caso nel quale ha messo in contatto un suo paziente con il defunto amico che si era suicidato. Io sono totalmente scettico su queste questioni ma mi farebbe piacere un suo parere.

Alessandro Zuccasa

Caro Alessandro, fa bene a essere scettico. La cosiddetta "regressione ipnotica" è una pratica che non possiede alcun fondamento scientifico; al contrario, si è potuto dimostrare (anche nel corso di alcuni processi in Tribunale, in cui pazienti credevano di ricordare traumi e violenze mai realmente subite) che si tratta di un'esperienza in cui le idee e i suggerimenti forniti dal terapeuta sono sufficienti a stimolare fantasie che, in seguito, il paziente crederà vere (si parla in questi casi di "sindrome dei falsi ricordi"). Il problema risiede soprattutto nel modo in cui funziona la memoria, che non è uguale a un archivio di nastri registrati, che si possono recuperare e ascoltare uguali a come quando li si è registrati. La memoria è un processo attivo, i nostri ricordi si trasformano con il tempo e specifici suggerimenti e suggestioni possono "impiantare" in noi ricordi di esperienze che non abbiamo mai vissuto. Per saperne di più, si può leggere l'articolo "Come si creano i falsi ricordi" di Elizabeth F. Loftus (in "Le Scienze" n. 351, novembre 1997).

Si può contattare l'aldilà?

Le premetto che in vita mia non mi sono mai occupato di paranormale né di alcunché gli assomigli. La vita, però, in circostanze che non le sto a raccontare, mi ha spinto a pormi molte domande e una di queste vorrei porre a lei (probabilmente le sembrerà una domanda banale se non sciocca): al momento le risulta possibile comunicare con l'aldilà? Qualcuno ci è mai riuscito? Al contrario: è stato dimostrato in qualche modo che chi afferma di farlo sicuramente sbaglia? Grazie.

Cristiano Sanna

Caro Cristiano, il tema dei contatti con l'aldilà è uno dei più discussi e dibattuti negli ultimi 160 anni. Personalmente, ci ho scritto più di un libro e sul sito del CICAP puoi trovare molti approfondimenti.

Ma, in breve, per rispondere alle tue domande, la risposta è no: nessuno è ancora riuscito a dimostrare in maniera oggettiva e indubitabile che un contatto con l'aldilà sia possibile. D'altro canto, nonostante si sia potuto dimostrare in tanti casi che le affermazioni di certi spiritisti si basavano su errori o che certi medium imbrogliavano, sarebbe impossibile dimostrare che non si può parlare con l'aldilà. Non si può dimostrare un'affermazione negativa: è piuttosto chi afferma qualcosa ad avere il dovere di dimostrare che ciò che afferma è vero. Ma, fino ad oggi, questo non è ancora avvenuto per quello che riguarda lo spiritismo. Cioè, come dicevo, nessuno ha mai dimostrato di potere conversare con chi non c'è più.

Voci elettriche

Le scrivo per avere un'opinione autorevole (e magari per aprire un dibattito) sulla questione sempre in crescita (secondo i massimi "esponenti" del settore) degli E.V.P., ovvero le registrazioni su nastro audio di messaggi dei defunti che vogliono mettersi in contatto con noi viventi. Secondo i sostenitori, è sufficiente far registrare a vuoto un nastro: se gli spiriti vogliono comunicare, riascoltando dietro i rumori di fondo si dovrebbero udire delle frasi, rare e intermittenti, che durante la registrazione dal vivo sfuggirebbero all'orecchio umano. Essendo sempre stato attratto dai misteri da voi dibattuti, pur rimanendo scettico nella maggior parte dei casi, le chiedo gentilmente di analizzare il fenomeno e di proporre un'ipotesi.

Corrado Negri

Caro Corrado, il fenomeno che oggi viene chiamato EVP (Electric Voice Phenomena) è qualcosa che ha ormai parecchi anni alle spalle ed è gia passato attraverso altri cambi di nome, prima metafonia, poi psicofonia e ora EVP. Di conseguenza, il fenomeno è già stato indagato e studiato a fondo e uno di quelli che lo hanno fatto da subito è proprio un esperto del CICAP. Sul nostro sito può trovare una prima definizione del fenomeno e un'indagine su un caso di psicofonia; inoltre, può scaricare vari esempi di "messaggi" e relativa spiegazione. Infine, le segnalo anche il libro di Morocutti, Voci dall'aldilà in cui il fenomeno riceve un'attenta analisi.

Massimo Polidoro risponde tutti i giorni dal sito del CICAP: http://www.cicap.org