Le pillole della memoria

La trama perfetta per un racconto angosciante: un uomo viene colpito dalla maledizione di una memoria perfetta e inesorabile. Non può dimenticare niente. La targa di una macchina, l'etichetta di un vestito o il colore degli occhi di un passante.

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I topi del neurologo Gary Lynch dell'Università di Irvine (California, USA) non corrono questo pericolo. Dopo avere imparato come uscire dal consueto labirinto e raggiungere il cibo, se lo dimenticano. E si aggirano spaesati fra le pareti e gli angoli che appena otto ore prima non avevano alcun segreto. A questo punto entrano in scena le pillole, composti che Gary Lynch e i suoi colleghi stanno studiando da diversi anni. Dopo le fatidiche otto ore, i topi che hanno preso la pillola riescono a ricordarsi come uscire dal labirinto e raggiungere il cibo. E lo fanno con straordinaria efficienza: il doppio del normale. Non solo. Gli effetti sono più evidenti sui topi di mezza età. Ciò significa forse che siamo vicini alla scoperta di rivoluzionarie pillole della memoria capaci di restituire questa preziosa capacità anche alle persone che ne hanno bisogno? In realtà molte sostanze funzionano sui topi in modo sorprendente e sono totalmente inefficaci sull'uomo. I test sull'uomo, sia su anziani affetti dal morbo di Alzheimer, sia su volontari sani, sono appena iniziati al National Institute for Health (l'Istituto Superiore di Sanità americano). Ci vorrà ancora del tempo per valutarne l'efficacia, ma è meglio non farsi troppe illusioni.

La pillola della memoria è ancora una speranza, che deve superare molte prove e verifiche prima di diventare un dato di fatto.

Per il momento, insomma, non corriamo il rischio di trasformarci nell'immaginario personaggio dalla infallibile memoria.

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