Nuove fonti di energia?

Il CICAP a San Severo; Il CICAP è inutile?; Esperimento di psicometria; La pranoterapia; Pantheon e leggende; Il premio Randi al mago Do Nascimiento!; Le "meteocipolle"

Navigando su internet, mi sono imbattuto in un sito che parla di Nikola Tesla e delle sue scoperte sull’energia cosmica, detta anche energia vitale. Riporto un spezzone dell’articolo: «...Ciò che vi abbiamo mostrato è la vera scienza, la scienza di Nikola Tesla, un uomo che pochi conoscono, che è stato sempre ignorato e sminuito dal mondo degli accademici e degli studiosi, per poi essere derubato delle scoperte che egli stesso aveva donato. Tesla scoprì sopra ogni altra cosa una energia nuova, l’energia del cosmo, quella che molti hanno definito energia cosmica, energia vitale, orgon, o ancora magia, miracolo. In realtà questa è l’energia che costituisce l’universo, l’uomo e l’etere, un’energia che può essere incanalata per poi essere fonte di vita illimitata. Non ha importanza come la chiameremo, perché se non crediamo in lei una volta scoperta ce la ruberanno di nuovo con la disinformazione, che la chiamerà idrogeno e la utilizzerà ancora una volta come se fosse un gas. Ma bisogna convincersi che questo fluido, questa energia blu, che viene tratta dalle celle ad acqua, non è idrogeno, ma è energia blu: questa energia non brucia, non emette fumo, non distrugge e può ritrasformarsi in acqua. È quella forza che porta via i malesseri fisici e psichici, è la medicina del futuro perché rigenera l’energia interiore logorata dai campi magnetici e dallo stress che ci portano sino alla morte. È quello che l’uomo cerca da sempre nel continuo bisogno di trovare una forza immensa, l’essenza e l’origine delle cose, rifugiandosi nelle religioni, nelle superstizioni e nei dogmi che si sostituiscono al vero esoterismo, che è l’Uomo. Possiamo toccarla, bruciarla per il nostro riscaldamento o le nostre auto, possiamo incanalarla e trasportarla nell’etere, possiamo produrla all’infinito...». Nel sito viene dimostrato come un motore a scoppio tradizionale potrebbe funzionare benissimo, applicando le teorie di Tesla, con l’utilizzo di acqua normale. Volevo conoscere il vostro parere in merito.

Nicola Barbierato


Risponde Gianni Comoretto:

Nikola Tesla è un personaggio particolarmente simpatico a molti scienziati “alternativi”. Si tratta in pratica dell’ultima figura di inventore, scienziato eclettico che lavorava in modo individuale, in una casa trasformata in laboratorio, talvolta in contrasto con i grossi scienziati del suo tempo. Negli ultimi anni della vita ha lavorato in quasi totale isolamento, nei campi più disparati, lasciando poca documentazione sui risultati che ha ottenuto, e anche questa spesso sotto forma di appunti, non di lavori organizzati e comprensibili ad altre persone. Pertanto è relativamente facile attribuirgli le idee più strampalate, o la paternità di invenzioni mirabolanti e soppresse dalla “scienza ufficiale”. I riferimenti a Tesla sul sito non vanno al di là di questo, per cui passerei direttamente ad analizzare l’invenzione descritta. Si tratta purtroppo (perché una sorgente di energia inesauribile e facile da ottenere farebbe davvero piacere a tutti, ora che i tempi del petrolio a basso prezzo stanno rapidamente finendo) di una “scoperta” molto vecchia. Quella che viene descritta è una cella elettrolitica che, usando l’energia elettrica della batteria, scinde l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il gas prodotto dalla cella è una mistura di questi due gas, nelle proporzioni corrette per bruciare (rapporto stechiometrico ideale). Questa mistura, se immessa nei cilindri tramite il carburatore, fa funzionare il motore esattamente come succede in una macchina a idrogeno, e in modo molto simile a come succede in un’auto a benzina. Il fatto che bruci senza fumo, producendo di nuovo acqua, è una riprova del fatto che si tratti proprio di idrogeno. Il fatto che il motore non si scaldi dimostra che non si riesce a tenerlo acceso per molto. Purtroppo il rendimento complessivo del processo è bassissimo. L’energia contenuta nel gas prodotto è molto meno (meno di metà) di quella fornita dalla batteria. L’efficienza di un motore a scoppio è ancora più bassa, per cui alla fine l’auto utilizza qualcosa come un decimo dell’energia della batteria. Sarebbe molto meglio usare direttamente l’energia della batteria facendo viaggiare l’auto con il motorino di avviamento. La comune esperienza ci dice che in queste circostanze l’auto viaggia per pochi minuti, prima che la batteria si esaurisca. È chiaro che in queste condizioni non si va lontano. Se la cella viene fatta funzionare per un po’ di tempo si può accumulare un po’ di gas che permette al motore di funzionare per qualche secondo anche con la batteria scollegata. Ma la batteria si esaurisce rapidamente, e comunque la cella mostrata non è in grado di produrre abbastanza gas da tenere acceso un motore in regime di funzionamento normale (cioè non al minimo in folle). Incidentalmente il sistema proposto è anche abbastanza pericoloso. La mistura di idrogeno e ossigeno è altamente esplosiva (per fortuna non credo arrivi ad accumularsene molta, ma in un serbatoio lungo mezzo metro un po’ ce ne sta), e una scintilla fuori posto può far esplodere il tutto. Tutti i riferimenti a energie misteriose, cosmiche, orgoniche, ai complotti degli Illuminati, alla grande Serbia, sono puri deliri in cui si mescola un po’ di tutto, incluso un po’ di nazionalismo (Tesla è sicuramente un grande scienziato, giustamente orgoglio del popolo serbo). Sarebbe bello ci potesse essere qualcosa del genere. E molte persone ci han provato, magari sperando, contro le più elementari leggi della fisica, di poter ricaricare la batteria con l’energia del motore. In fondo la tecnologia è semplicissima, e i principi di base sono ben noti. Il fatto che non vediamo in giro un bel po’ di auto ad acqua (anche una basterebbe) dovrebbe far riflettere sulla bontà dell’idea.


Il CICAP a Sansevero
Conoscete San Severo? È una città del Tavoliere Dauno, antica per tradizioni e cultura, crocevia di tutti i popoli che dalla preistoria a oggi sono passati da queste terre e poi sono rimasti sedotti dal clima, dalla fertilità dei terreni e dalla bontà dei loro prodotti. Perché tutto questo? Per raccontarvi che noi donne di San Severo, dopo aver fondato da molti anni un attivo circolo ARCI, abbiamo rivolto la nostra attenzione alle tematiche CICAP e abbiamo invitato il dottor Edoardo Altomare del CICAP Puglia a tenere una conferenza dal titolo “Realtà e miti della medicina alternativa”

Edoardo è stato accolto dalle socie ARCI, dall’Assessore alle Pari Opportunità Paola Marino e da quanti sono accorsi incuriositi dal titolo della conferenza che si è svolta nella sala della Biblioteca Museo Civico della Città.

Il relatore ha illustrato la posizione CICAP sulle medicine alternative, spiegando la differenza e i pericoli che esistono tra farsi curare da un medico o da chi pratica medicina alternativa.

La tesi esposta ha dato il via a una infinità di domande molto mirate da parte del pubblico sull’omeopatia, sull’osteopatia, sullo shiatzu, sull’effetto placebo e altro ancora.

L’entusiasmo è stato tale che il dottor Altomare è stato lasciato libero solo quando gli addetti della Biblioteca hanno buttato tutti fuori perché dovevano chiudere.

La serata è continuata a spasso per la città per ammirare le bellezze del nostro barocco e a Palazzo Comunale il gruppo è stato ricevuto dal sindaco Santarelli che si è complimentato con il relatore, e con l’ARCI, per queste iniziative e gli ha fatto dono di un quadro rappresentante un monumento della città.

Poi tutti insieme a cena con prodotti e vini di San Severo (il vino era un rosso “Principe Raimondo di Sangro” che era, appunto, il feudatario di San Severo).

Il gruppo ARCI intende ripetere in futuro questa esperienza, anche su altre tematiche, poiché vuole approfondire le proprie informazioni su vari argomenti trattati dal CICAP.

Quindi possiamo concludere: San Severo città d’arte, di cultura e... di CICAP.

Le socie ARCI di San Severo



Il CICAP è inutile?
Carissimi amici del CICAP,

vi scrivo perché voglio togliermi un’ardente curiosità che si insinua nella mia mente relativamente a tutte le vostre smentite su qualsiasi cosa che sia alternativa a ciò che conosciamo. Non è che le vostre prove scientifiche, in realtà, siano figlie delle “fandonie” che per anni ha imposto la Chiesa cattolica? Vi sono testimonianze di santoni indiani in grado di volteggiare: come me lo spiegate? Per caso usano dei fili in acciaio inox? Comunque, la mia domanda è un’altra: a che pro fate una professione come questa? La gente è così “ingenua” da credere a tutto ciò che gli viene proposto come magia? Forse, amici miei, come tante altre strutture stile Moige, la modernità, con il CICAP, ha creato ulteriore palliativo alla disoccupazione... Ciò non toglie, visto che considero da sempre la gente in grado di comprendere cosa è bene e cosa è male, che ritengo prima di qualsiasi altra cosa il CICAP inutile!

Claudio Cavallini


Risponde Silvano Fuso:

Gent. sig. Cavallini,

nonostante il tono polemico, come vede, rispondiamo alla sua lettera (ho solo provveduto a sostituire alcune parole volgari con termini più educati). Lei è liberissimo di pensare che il CICAP sia inutile. Le dico in tutta sincerità che saremmo davvero contenti se lei avesse ragione. Noi amiamo la scienza, l’intelligenza e la razionalità e saremmo felici di vivere in una società in cui questi valori fossero condivisi da tutti e la credulità, le superstizioni e l’irrazionalità fossero solamente un ricordo legato a passati tempi bui. Non avremmo neppure il timore di restare disoccupati perché la nostra non è affatto una professione. Ognuno di noi ha un’altra occupazione e opera all’interno del CICAP esclusivamente come volontario senza percepire un centesimo (non so nulla sul Moige, per cui non posso esprimere alcun giudizio sul suo... paragone). Purtroppo però la società in cui viviamo è ben lontana dall’essere come noi desidereremmo. Basta guardare i fatti di cronaca per rendersene conto. Anche noi siamo convinti che la gente abbia sufficiente cervello per prendere da sola le proprie decisioni: noi infatti non facciamo alcuna crociata o opera di convincimento. Riteniamo però che la gente abbia il sacrosanto diritto di essere correttamente informata su questioni sulle quali vi è, al contrario, una grandissima disinformazione. Noi ci limitiamo a dire come stanno le cose dal punto di vista della scienza e della ragione, poi ognuno è liberissimo di agire come meglio crede. Ci mancherebbe altro!

Riguardo alla Chiesa cattolica, se lei segue le nostre attività, può rendersi conto da solo che noi non ci rifacciamo certo a qualche insegnamento confessionale, ma soltanto alla scienza e alla razionalità.

Per quanto riguarda la sua segnalazione, i santoni indiani sono proprio uno di quegli argomenti, cui facevo riferimento prima, sui quali circola parecchia disinformazione. Quando si va a vedere come stanno realmente le cose, i loro poteri appaiono molto meno straordinari di quanto di solito viene fatto credere (l’uso di trucchi non è affatto così sorprendente come lei pensa).

Se ci segue con maggiore attenzione, forse, cambierà opinione su quello che facciamo. Un cordiale saluto.


Esperimento di psicometria
Nella puntata di Voyager andata in onda il 5 giugno scorso, un vostro “ispettore” ha tenuto un test sulla memoria degli oggetti al “sensitivo” Eder Lorenzi. Mi è sembrato che il sig. Lorenzi abbia dato una descrizione dei vari profili piuttosto ambigua, tipica di un comune soggetto; al contrario, la settimana precedente pareva determinato e le sue descrizioni combaciavano perfettamente al profilo del proprietario. Credo che il test della puntata del 5 giugno, nonostante ciò, non sia stato valutato nel modo corretto in quanto il calcolo della probabilità non era esatto. Ogni profilo aveva la probabilità di essere assegnato a sei soggetti diversi e non a due, mentre per la verifica è stata effettuato un controllo “vero/falso”. Considerando la prova superata indovinandone quattro su sei era molto improbabile che si verificasse perché diversi soggetti potrebbero rispecchiarsi in più profili e sfortunatamente non è stata possibile una più attenta osservazione del presunto profilo e quello reale del proprietario. Se fosse possibile, credo che sarebbe interessante poter fare un’ulteriore prova su questo fenomeno.

Flavio Ros


Risponde Marco Morocutti:

Credo che lei abbia colto uno degli aspetti interessanti dei nostri esperimenti. Le risposte date nel secondo test apparivano più ambigue di quelle date nel primo test, perché in questo caso avevo richiesto al sensitivo di non includere informazioni che fossero facilmente riconducibili ad una data persona, ma di concentrarsi solo sulle sensazioni e le “informazioni” eventualmente trasmesse dagli oggetti. Ad esempio, immaginiamo che di fronte all’oggetto componibile in legno il sensitivo avesse detto: «Questo oggetto mi parla di qualcuno che ama risolvere puzzle, o forse altri giochi di abilità. Sento una sensazione di qualcosa che si compenetra, qualcosa che non è facile ricomporre...». Una tale descrizione sarebbe stata probabilmente ben riconoscibile dal proprietario dell’oggetto componibile in legno, anche senza che nessuno avesse poteri occulti. Invece, qui abbiamo cercato di evitare le descrizioni ovvie e dirette, limitandoci alle “sensazioni” che il sig. Lorenzi affermava di ricevere. A questo punto, se le sensazioni fossero state così precise da essere chiaramente associate all’oggetto, il suo proprietario non avrebbe avuto difficoltà nel riconoscerlo. Al contrario, una descrizione non pertinente non sarebbe (giustamente) stata riconosciuta come appartenente ad un dato oggetto. Quello che è avvenuto è che non c’è stato un chiaro riconoscimento degli oggetti da parte dei loro proprietari, mostrando così che le descrizioni non erano significative al punto di evitare le ambiguità. In altre parole, togliendo dalle “letture” di Lorenzi le informazioni troppo palesi, nessuno riesce più a trovare il proprio oggetto. Questo, a mio giudizio, sta a indicare che l’apparente successo di un test di psicometria deriva dal fatto che il proprietario dell’oggetto sa già in anticipo che l’oggetto è suo, quindi è portato a cogliere nelle parole del sensitivo le descrizioni “giuste” e a tralasciare le altre. E in questo modo sembra che il sensitivo riesca davvero a ricavare informazioni dagli oggetti per via paranormale. Se invece si evita questa condizione, cioè non si dice in anticipo al sensitivo chi è il proprietario dell’oggetto, si ottiene una procedura di controllo più sicura. Ciò impedirà di far sembrare paranormali dei risultati che sono invece dovuti principalmente a due fattori: per prima cosa alla capacità del sensitivo di dare risalto alle informazioni che conosce per via “normale”, ma anche alla tendenza, che tutti noi manifestiamo, di dare risalto ai successi e tralasciare invece gli insuccessi.


La pranoterapia
Una mia carissima amica ha iniziato una cura da un cosiddetto “pranoterapeuta” di nome Luciano Muti. Il CICAP è in grado di dirmi se si tratti di una persona seria o meno? Ve lo chiedo perché io ho un vago ricordo di aver assistito anni fa a un esperimento, mi pare tenuto proprio da un sedicente pranoterapeuta che si chiamasse Muti, presso un teatro o comunque una sala milanese e di averne riportata l’impressione si trattasse di persona non seria. Non vorrei che la mia amica si fosse imbarcata in una costosa avventura senza risultati...

Luisa Villa


Risponde Armando De Vincentiis:

Il signor Luciano Muti è una nostra vecchia conoscenza, tuttavia, al di là della serietà o meno della persona, sulla quale non possiamo permetterci di esprimere alcun giudizio in questa sede, le possiamo garantire che sulle capacità di pranoterapeuta di chiunque possiamo certamente esprimere serissimi dubbi. Questo perché tale pratica non ha alcun fondamento scientifico né razionale, inoltre non ha mai dato alcun risultato concreto durante condizioni di serio controllo; di conseguenza, chiunque vanti certe capacità non ha alcuna prova a suo sostegno. Per maggiori approfondimenti può consultare la voce “Pranoterapia” sull’Enciclopedia on-line del CICAP e leggere l’articolo di Silvio Garattini “Pranoterapia”.


Pantheon e leggende
Vorrei avere dei chiarimenti in merito alla presunta leggenda secondo la quale nel Pantheon romano non entrerebbero le gocce d’acqua nelle giornate di pioggia, anche se il diametro del foro sul soffitto è di 9 metri. La leggenda vuole che all’interno della costruzione si formi una bolla d’aria che si contrappone al moto delle gocce d’acqua. Io però penso che per creare una tale “bolla” ci voglia una differenza di pressione (e quindi di temperatura) tra l’esterno e l’interno dell’edificio un po’ troppo grande. Inoltre posso accettare che non entrino le goccioline di una pioggia lieve, ma penso che le gocce di un acquazzone passino senza problemi. La discussione parte dal fatto che la mia ragazza (studiosa di storia dell’arte) dà per scontato che nel Pantheon non piova, perché così è scritto nei libri sui quali ha studiato. Io ovviamente (studioso di materie scientifiche) mi sono contrapposto con motivazioni fisiche. Spero che la vostra risposta potrà chiarirmi le idee, grazie.

Andrea De Vecchi


Risponde Silvano Fuso:

Le tue perplessità mi sembrano più che fondate. Per togliere ogni dubbio sulla questione, mi sono consultato con alcuni amici romani. Tutti mi hanno assicurato che nel Pantheon piove, eccome! Addirittura mi è stato detto che durante le giornate di pioggia vengono montate transenne nella parte centrale per evitare che i turisti possano scivolare. Inoltre, sul sito www.hotelbailey.com/italiano/vtrome/pantheon.htm viene affermato che nel pavimento del Pantheon vi sono diversi scarichi per permettere all’acqua piovana di defluire. La credenza che nel Pantheon non piova è quindi una semplice leggenda priva di fondamento. È abbastanza buffo che questa credenza sia così diffusa, soprattutto perché basta davvero poco per controllare.


"Il premio di Randi al Mago Do Nascimento!"
Dico, ma non vi siete accorti che un mago ha davvero saputo prevedere il futuro? Potreste assegnargli il premio Randi! Mi riferisco al mago Do Nascimento che ha tagliato la corda subito prima che lo beccassero con le sue sodali Wanna Marchi e figlia. Coi soldi del premio almeno potrebbe rifarsi della perdita del bottino che non è riuscito a portar via. Per quanto riguarda le due donne poi ritengo che andassero condannate per aver venduto fumo; ma meriterebbero le attenuanti perché lo hanno venduto a gente che voleva disperatamente comprarlo e che sarebbe andata comunque a cercare chi glielo vendesse. Saluti

Enzo Terzuoli


Risponde Silvano Fuso:

Appreziamo la Sua ironia circa l'assegnazione del premio Randi. Do Nascimento è stato indubbiamente un furbacchione. Riguardo alle... attenuanti per la Marchi e la figlia, occorre distinguere. Molta gente è caduta nelle loro grinfie perché fortemente provata a livello emotivo e psicologico. Personalmente ritengo che le parti deboli vadano comunque tutelate e difese dai troppi furbi in circolazione.


Le "meteocipolle"
La diffusione della superstizione rimane disastrosa per la colpevole mancanza di impegno da parte della forze politiche, soprattutto quelle di ispirazione democratica, dal momento che non possiamo aspettarci tale impegno dai conservatori e dai fascisti ai quali può anche andar bene questa forma di oppio dei popoli. E veniamo ad un caso particolare di credenza “popolare” .

Non è molto difficile prevedere che in Inverno farà freddo e farà caldo in Estate, che non vi saranno forti nevicate a maggio o in ottobre, che in Primavera ed Estate potranno esservi piogge e nebbie con piogge in Autunno, ma le previsioni meteorologiche che servono davvero debbono essere un po’ più circostanziate. In genere quelle affidabili non vanno ancora oltre i due o tre giorni. Si può azzardare per quattro o cinque mentre prevedere il tempo per una settimana è ancora facile all’incirca quanto una quaterna al lotto. Ma c’è chi lo “prevede” per un anno. Chi? Ma le cipolle di Urbania, naturalmente, ben reclamizzate da certi mezzi di informazione e non solo come credenza popolare, ma in modo da cercare di indurre la gente a credere davvero a tali “previsioni”.

Il quotidiano Il resto del Carlino, ad esempio, in qualche caso prende correttamente le distanze dalla faccenda, presentandola solo come curiosità ma non tutti fanno così nel territorio del vecchio Ducato di Urbino in cui la superstizione viene tradizionalmente presentata da una signora che ha ereditato la mirabile virtù dal padre. Come avviene la prodigiosa previsione?

La signora, all’inizio di gennaio, il giorno 12 e infine nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, che tradizionalmente ricorda la conversione di San Paolo, prende alcune cipolle, le taglia in dodici spicchi, uno per ogni mese, su questi sparge poi del sale, le mette, a quanto pare, presso una finestra ad oriente (caspita!) e a seconda della quantità di sale che viene liquefatta offre le sue “previsioni”.

Ci è stato un po’ difficile trovare le vecchie “previsioni”, ma i fiaschi già documentati e ovviamente prevedibili delle cipolle di Urbania sono sotto gli occhi di tutti, anche se molta gente non si ricorda delle “previsioni” degli anni passati e i giornali di solito non riportano i fiaschi medesimi: fanno meno notizia. Accenneremo ad alcuni molto evidenti, tra i moltissimi, a mo’ di esempio. E d’altra parte bisogna avere proprio una bella dose di cre ... dulità per prestar fede a certa paccottiglia.

Si veda il sito dell’ Osservatorio Serpieri dell’Università di Urbino dal quale noi abbiamo preso i riscontri che sono sempre disponibili.

Nel 2002 Niente neve prevista a marzo In aprile non il bel tempo previsto, è ma circa 80 mm di pioggia maggio con oltre 100 mm di pioggia è più che “abbastanza piovoso” come indicato invece dalle cipolline

Nel settembre 2005 niente bel tempo e caldo ma piogge notevolissime, circa 70 mm. In ottobre il bel tempo e a tratti caldo previsto per i superstiziosi offre 132.2 mm di pioggia solo nella prima decade 160 in tutto, quasi un diluvio. In maggio 2006 Niente bel tempo delle cipolle ma cielo imbronciato e piogge tra cui un mezzo diluvio nei primi giorni del mese. Quasi mai si vedono le stelle di magnitudo + 3, a volte neppure quelle di magnitudo + 2 per la continua foschia. Ricordiamo di passaggio che la magnitudo m (grandezza visuale apparente) si misura in modo tale che un oggetto di m 1 come ad esempio la stella Antares è circa 2,5 volte più luminoso di uno di m 2 e circa 2,5 volte meno di uno di magnotudo 0 (Zero) , mentre per oggetti ancora più luminosi la magnitudo viene espressa con numeri negativi. In certe sere di maggio, dunque, si faticava a vedere oggetti di seconda grandezza, quali (a parte Megrez di m 3,30) le stelle dell’Orsa maggiore! In “compenso” c’è stato qualche giorno caldo e afoso, non specifìcamente previsto. Il 23 qualche goccia d’acqua e il 24 pioggia. Il 30 pioggia abbastanza abbondante. Bel tempo davvero!

E fin qui vediamo comunque elementi di credenze tradizionali che, per quanto se ne sa, non sono collegati a fini di lucro. Io scrivo spesso i nomi dei mesi con la maiuscola, come quelli dei personaggi della famosa fiaba di Andersen che ammiro moltissimo, come decine di altri scrittori di fiabe. Però non voglio violare, sia pure in un piccolo appunto, le regole ferree di S&P.

C’è tra le forze politiche progressiste una generale sottovalutazone della presenza superstiziosa, anche quando non si arriva ad una bonaria credulità, alla tolleranza o all’indifferenza verso certi fenomeni da baraccone. In fondo, pensano forse anche alcuni vicini ai partiti progressisti, che male fanno? E invece fanno moltissimo male, intanto perché tendono a rimbambire l’opinione pubblica, provocano in Europa un giusto sarcasmo sulla tolleranza italiana verso le pseudoscienze e le spregevoli buffonate di astrologi & complici, procurano valanghe di soldi (siamo nell’ordine delle decine di milioni di ?, ovvero ventine di migliaia di miliardi delle vecchie lire) a chi truffa derubando di fatto tanta povera gente.

Ma eccoci alla Maga Clara verso la quale (ahinoi!) anche certi giornali con pagine locali (Carlino compreso) sono piuttosto indulgenti. Addirittura in certi casi essi reclamizzano gli squallidi pasticci della baronessa (nientepopò e pipì di meno) Clara Romano. Il Corriere adriatico pubblica il 15 maggio, non del 1606 bensì del 2006, una pappardella sulla signora in questione, veggente, taumaturga, esorcista, fornitrice di oroscopi, capace di togliere , con l’aiuto dei suoi Poteri Soprannaturali,con le Forze delle sue Energie universali qualsiasi Negatività (chiarezza cristallina!), mentre con l’imposizione delle mani allontana il dolore, elimina Presenze infauste ( e che so’? se magneno?) modificando la vita a chi ha Fede e Volontà di uscire dalla spirale del Male (qui lo spreco di maiuscole si trova nel quotidiano che reclamizza la sora maga) e mercerie del genere, abusando tuttora a pagamento della credulità popolare e della professione medica, come si può ben vedere da uno dei tanti bla -bla -bla nel sito della baronessa (e chissene!). I titoli nobiliari non sono riconoscìuti, possono essere comprati e comunque tutti possiamo tranquillamente disprezzarli. Vediamo ora un prodigio narrato dal quotidiano Il Messaggero: una donna era morta e torna in vita dopo dieci ore. durante le quali c’era stato il tempo per constatare l’elettroencefalogramma piatto e perfino di attaccare il manifesto funebre, mentre di solito certi passi si fanno dopo parecchie ore o il giorno succesivo al triste evento. Chi si vuol prendere in giro? Ecco le previsioni su risultati sportivi rese pubbliche dopo i risultati stessi, ecco la lettura delle carte che aiuterebbe la ricerca sul cancro, poiché la baro...nessa non si vergogna di speculare sulle sofferenze di tanta gente, ed eccola preannunciare attraverso la stampa compiacente, la guerra in Bosnia e prevedere sul Corriere adriatico che essa si sarebbe estesa all’Italia e simili Delikatessen da baraccone di quint’ordine. Quando poi non si è estesa il bravo quotidiano è stato zitto come scherzosamente si dice facciano certe onorevoli signore con i loro tutori parimenti onorevoli. Il Carlino ricorda la salvezza di una bimba affetta da leucemia per le virtù della sora Clara. Potremmo andare avanti ancora molto, ma non vogliamo far torto all’intelligenza dei lettori. Dove sono le prove con tutta la documentazione scientifica di tante panzane?

Uno dei bla- bla-bla , a mo’ di esempio recita letteralmente:

La maga Clara è in possesso di un talismano disegnato dall’Altissima Entità Celeste e chi lo porta ha il privilegio di essere protetto dalla stessa Entità, che fa sentire subito la sua presenza. Protegge da tutti i pericoli e tante testimonianze hanno riferito di incidenti evitati per miracolo, di dolori scomparsi rivolgendosi con fiducia all’Entità rappresentata dal talismano nel quale ci sono in pieno i poteri di Clara che emana energia positiva anche a migliaia di chilometri di distanza È assolutamente personale, costa solamente cento euro!!! È alla portata di tutti. Per averlo compila il modulo che segue ed invia i tuoi dati­. Riceverai il Talismano direttamente a casa tua, in contrassegno, in un pacchetto assolutamente anonimo.

Ci chiediamo se per caso la baro... nessa possa influenzare anche le missioni interplanetarie, visto che parla di migliaia di chilometri.

Troviamo inoltre la videocassetta della maga Clara che permette a chiunque di svolgere numerosi riti magici e costa solo 17 euro, mentre per continuare il rito per tre mesi occorre sborsare 30 euro, più ovviamente le spese di spedizione. E ci si guarda bene dal parlare di limiti ai rinnovi delle spesucce o, dioneguardi, delle scorte disponibili di tali mirabili oggetti. La buona Signora, a quanto pare vecchia conoscenza del CICAP, non mostra di avere neppure un minimo di senso del ridicolo quando presenta il suo decalogo per evitare la truffe dei maghi. Autolesionismo?

Ci chiediamo che cosa aspettino la Magistratura, i Carabinieri, la Polizia di Stato. la Guardia di Finanza. l’Ordine dei Medici ad intervenire. Ce n’è davvero per tutti!

Lucius F. Schlinger