Uno strano congelamento

...e un rito per scacciare il malocchio

Vorrei che qualcuno mi spiegasse uno strano evento accaduto a due miei amici. Eravamo a cena, loro hanno ordinato due bottiglie (di plastica) da mezzo litro di acqua naturale. Uno dei due si accorge che dentro la sua c'è un grosso blocco di ghiaccio. Abbiamo pensato che il frigorifero del ristorante avesse qualche problema di termostato e la cosa sarebbe finita lì se l'altro mio amico non si fosse accorto che, versando l'acqua (liquida nella bottiglia) nel bicchiere, in quest'ultimo si era formato un grosso blocco di ghiaccio di dimensioni ben superiori al collo della bottiglia (quindi era escluso che fosse già presente nella bottiglia e non ce ne fossimo accorti). Sembrava quasi che fosse stato il movimento della massa d'acqua a provocarne la trasformazione in ghiaccio. Qualcuno sa spiegarmi cosa può essere successo? Sono davvero curioso.

Luca


La domanda che il lettore pone non è affatto sciocca. Al contrario, è un buon esempio di come un semplice fenomeno fisico possa dare origine a un comportamento strano, curioso e sorprendente. Il fenomeno in questione è il cosiddetto "sovraraffreddamento". Alla pressione atmosferica normale l'acqua congela a 0° C. Se invece si trova a pressione maggiore, la temperatura di congelamento diminuisce. Come è noto, inoltre, l'acqua congelando aumenta di volume. Se si pone una bottiglia chiusa in un frigorifero la cui temperatura scende sotto lo zero, si hanno due possibilità. Se la bottiglia è fragile (ad esempio di vetro), l'aumento di volume dovuto al congelamento può spaccare la bottiglia. Se viceversa il contenitore è elastico (come nel caso delle bottiglie di plastica), la rottura non avviene e si determina un aumento di pressione all'interno della bottiglia. L'aumento di pressione determina una diminuzione della temperatura di congelamento, di conseguenza l'acqua rimane liquida anche a temperatura inferiore allo zero. Nel momento in cui la bottiglia viene aperta, la pressione torna normale e di conseguenza l'acqua si viene a trovare in una situazione estremamente instabile: infatti si trova allo stato liquido quando invece dovrebbe essere solida. È quindi sufficiente una minima perturbazione meccanica (ad esempio il versare l'acqua in un bicchiere) per determinarne il repentino congelamento.

La "medicina dell'occhio"


Sono un ragazzo di Cagliari e, come certamente saprete, nella mia stupenda terra sono ancora oggi assai radicate delle credenze pseudo-religiose di origine antichissima. Una di queste è la "medicina dell'occhio", un contro-rituale per scacciare il malocchio. Pochi giorni fa, discutevo appunto di questo con una signora che conosco da parecchi anni e che asseriva che sua figlia era stata "guarita" da una misteriosa malattia grazie a uno di questi rituali. Venne versato dell'olio (normale olio d'oliva) in un bicchiere pieno d'acqua di rubinetto ma, anziché rimanere in superficie come sarebbe ovvio (studio medicina e conosco abbastanza bene le regole basilari delle soluzioni) o scomparire (come ho letto in un articolo proprio del CICAP, anche se è solo apparente la "scomparsa"), la goccia d'olio rimaneva ferma nel fondo del bicchiere. Volevo chiedere se è possibile una cosa del genere, magari in alcune circostanze assolutamente naturali che non mi sono note o a cui non ho pensato, o se devo ritenere la signora una visionaria.

Michele Calatri


Se le sostanze utilizzate sono state effettivamente olio d'oliva e acqua di rubinetto, è assolutamente impossibile che si sia verificato quanto descritto. Infatti l'olio ha una densità (0,92 g/ml) inferiore a quella dell'acqua (1 g/ml) e pertanto una goccia d'olio galleggia e non può stare sul fondo (il fenomeno è regolato dal noto principio di Archimede). Il fenomeno descritto è possibile solamente se il liquido contenuto nel bicchiere ha una densità inferiore a quella dell'olio. Questo è ad esempio possibile utilizzando una miscela idroalcolica. L'alcol etilico, infatti, ha una densità (0,80 g/ml) inferiore sia a quella dell'acqua che a quella dell'olio. Variando opportunamente il rapporto acqua/alcol si può fare assumere alla miscela la densità voluta, compresa nell'intervallo tra 0,80 e 1 g/ml. Se la densità risultante è inferiore a quella dell'olio, la goccia d'olio rimane sul fondo come accaduto durante il rito. Si può anche fare in modo che la miscela abbia una densità esattamente uguale a quella dell'olio: in questo caso la goccia d'olio può sorprendentemente rimanere sospesa all'interno del liquido assumendo una forma perfettamente sferica. Se si utilizza alcol puro non denaturato, la miscela idroalcolica appare assolutamente incolore e, a un esame visivo, è del tutto indistinguibile dalla semplice acqua.

Silvano Fuso
Chimico-fisico
Segretario CICAP-Liguria e Coordinatore
Gruppo Scuola CICAP
fuso@cicap.org