La misteriosa balena 52 Hz

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  • 12-08-2015
  • di Lisa Signorile
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SOSUS è una rete di idrofoni sottomarini americani installati durante la guerra fredda nell’Atlantico e nel Pacifico per captare segnali a bassa frequenza emessi da eventuali sottomarini sovietici. Il loro spettro di sensibilità li rendeva però anche degli strumenti ideali per captare “biologicals”, suoni di origine naturale che consistevano prevalentemente nel canto delle balene.

Nel 1989, subito prima della fine della guerra fredda, gli idrofoni captarono nel nord dell’oceano Pacifico un suono strano ma chiaramente attribuibile a una balena; non era chiaro a quale specie appartenesse, ma a quel tempo alla US Navy non interessava saperlo, e si trattava comunque di materiale top secret. I “biologicals” captati da SOSUS furono declassificati tre anni più tardi, nel 1992, alla fine della guerra fredda: finalmente i biologi marini, dopo aver passato gli adeguati controlli di sicurezza, potevano attingere a dati che per loro erano una miniera d’oro. A questi scienziati fu reso possibile continuare a usare la rete SOSUS per scopi di ricerca: la posizione degli idrofoni sul fondale marino, la possibilità di triangolare i suoni e la tempestività nella ricezione a terra, li rendeva uno strumento unico per lo studio dei richiami sociali dei cetacei.

Anche grazie a SOSUS oggi sappiamo molto dei “canti” emessi dalle balene e, come accade per i pipistrelli con l’uso dei bat-detector, siamo in grado di risalire, dai segnali captati, a quale specie li stia emettendo. In qualche caso si può addirittura risalire all’individuo. Sappiamo per esempio che il canto delle balenottere azzurre, gli animali più grandi mai esistiti su questo pianeta, è nel range di frequenza di 10-39 hertz (Hz), quello delle balene artiche, seconde in dimensioni solo alle balenottere azzurre, è di 160 Hz, quello delle balenottere comuni è di 20 Hz e così via. Lo strano suono captato nel 1989 tuttavia, emesso da un solo individuo, era di 52 Hz, il che non corrisponde a nessuna balena conosciuta.

Fu il biologo marino Bill Watkins della Woods Hole Oceanographic Institution del Massachusetts a capire nel 1992 che il suono era anomalo, e da allora per lui tracciare la balena misteriosa che cantava a 52 Hz diventò una specie di ossessione. Seguì la sua personale “Moby Dick” per 12 anni, dal 1992 al 2004, anno in cui morì all’età di 78 anni. Ogni volta che veniva captato, il segnale a 52 Hz era unico, portando Watkins (e soprattutto la stampa) a concludere che si trattasse “della balena più sola del mondo”. Le performances canore della Moby solitaria avvenivano di solito in inverno, in particolare tra dicembre e gennaio, mentre l’animale si spostava anche per migliaia di km (sino a 11.000) in direzione sud-est nell’oceano Pacifico e, secondo Watkins, non erano connesse ai movimenti delle altre specie.

Nessuno sa chi sia l’individuo che canta solitario a 52 Hz, e se sia maschio o femmina, e sono state fatte le ipotesi più disparate. Qualcuno ritiene che sia una specie sconosciuta, sebbene stiamo parlando di balenottere, le creature più grandi del pianeta, difficile che passino inosservate. Se così fosse, potrebbe essere l’ultimo della sua specie, che canta ogni anno solitario sperando invano di incontrare l’amore. Alcuni pensano che si tratti di un ibrido, un incrocio tra una balenottera azzurra e una balenottera comune. Questi ibridi esistono, sono stati osservati, ma nessuno sa esattamente come sia il loro canto. Altri pensano che si tratti di un individuo di balenottera azzurra deforme, che non riesce a intonarsi col coro delle altre balenottere. Altri ancora pensano che sia una balena sorda. Si tratta in ogni caso di un individuo adulto e che riesce a sopravvivere da almeno 26 anni, quindi è sicuramente in buona salute.

Nel tempo il canto di “52Hz”, come viene chiamata la misteriosa balena, è diventato più basso, forse man mano che l’animale invecchiava, e oggi dovrebbe aggirarsi intorno ai 47 Hz. Bisogna dire però che nella loro personale versione del Festival di Sanremo le balenottere azzurre di solito, anno dopo anno, modificano leggermente la frequenza verso toni più bassi e questo trend va avanti sin dal 1960: se una un anno propone una nuova canzone a un tono leggermente più basso, le altre si accordano per competizione alla nuova intonazione di moda quell’anno. Il canto della balena franca nordpacifica (Eubalaena japonica) diventa invece via via più acuto nel tempo.

Dalla morte di Watkins nel 2004 nessuno ha più attivamente cercato la balena misteriosa, e il suo canto non è stato registrato per diversi anni. Nel 2010 52Hz fu però ascoltata al largo della California da una stagista di John Hildebrand della Scripps Institution of Oceanography in California. La buona notizia è che i dati di Hildebrand suggeriscono che non si tratti di un singolo animale, dal momento che due sensori molto distanti hanno percepito la stessa frequenza contemporaneamente. Potrebbe trattarsi di un gruppo di cui uno periodicamente decide di vagare solitario, oppure 52Hz ha finalmente trovato la sua anima gemella.

Quel che è certo è che la storia dell’enigmatica 52Hz è così insolita da avere attratto le attenzioni del cinema. Il regista Josh Zeman e l’attore Adrian Grenier hanno iniziato una campagna di crow-funding per reperire i soldi per raccontare in un film la storia della misteriosa balena solitaria. Anche grazie all’aiuto di Leonardo di Caprio, che ha donato 50.000 dollari, sono stati messi insieme 300.000 dollari con cui incominciare le ricerche della balena, e possibilmente filmarla. Per il resto dei soldi si vedrà in seguito, ma per il momento 52Hz ha di nuovo qualcuno interessato a lei (lui?) e intenzionato a scoprire di chi si tratti, a beneficio sia della scienza che degli appassionati di cinema.