Scotta ancora il caso Kuznetsov

Continua l'imbarazzato silenzio dei sindonologi...

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  • 08-08-2007
  • di Gian Marco Rinaldi
Riepiloghiamo per i lettori. Dmitry Kuznetsov è un biochimico moscovita che negli scorsi anni è stato un campione della causa dei “sindonologi” (i sostenitori dell’autenticità della reliquia, il presunto telo sepolcrale di Gesù). Dopo che il tessuto della Sindone era stato esaminato nel 1988 e radiodatato al Medioevo, egli aveva sperimentalmente dimostrato, a suo dire, che la datazione era sbagliata e che la reliquia poteva essere in realtà più antica, ossia poteva risalire all’epoca di Cristo. Si distinse, fra gli altri sindonologi, per avere pubblicato i suoi resoconti sperimentali, fra il 1994 e il 1996, nella letteratura scientifica al più alto livello.
Quando, nel 2002 (S&P n. 43)[1], fu pubblicata la mia inchiesta che mostrava la falsità dei dati di Dmitry Kuznetsov, i sindonologi (in Italia e non solo) attuarono una sorta di congiura del silenzio e si guardarono dal diffondere la notizia fra i loro lettori.
In una successiva nota all’inizio del 2006 (S&P 65)[2], mostravo come i due più rappresentativi siti sindonologici (italiani) continuassero a nascondere l’esito dell’inchiesta. Presento qui un nuovo aggiornamento elencando alcuni esempi dell’atteggiamento tenuto dai sindonologi nei riguardi dello scandalo Kuznetsov.
  1. Pierluigi Baima Bollone è considerato il decano dei sindonologi italiani. Ha scritto svariati libri ed è comparso molte volte in televisione, la più recente (sia pure in un filmato d’archivio) il 5 aprile 2007, quando su Rai 2, per la serie La storia siamo noi (di Rai Educational) ha esposto, senza contraddittorio, le sue tesi sulla Sindone. Nel suo ultimo libro sull’argomento (Il Mistero della Sindone, Priuli & Verlucca), uscito nell’ottobre 2006, Baima Bollone continua a presentare come reali e valide le ricerche di Kuznetsov. Si legge per esempio: «Il russo Dmitry Kuznetsov dei laboratori di ricerca Sedov sui biopolimeri di Mosca ha accumulato una notevole esperienza sul biofrazionamento» (p. 256); «Kuznetsov ha analizzato numerosi manufatti tessili da siti archeologici di diverse parti del mondo. Nella maggioranza dei casi ha rilevato modificazioni dell’età radiocarbonica» (p. 257); «Kuznetsov ha analizzato tutte le possibili influenze [dell’incendio sul risultato della datazione]» (p. 273). Nessuna parola sulla nostra inchiesta.
  2. Baima Bollone è il Direttore onorario del Centro Internazionale di Sindonologia (Torino). Nella precedente nota avevo segnalato che sul sito del Centro il nome di Kuznetsov continuava a essere citato come autore di un contributo valido. Nel frattempo niente è cambiato e il testo è ancora lo stesso.
  3. Segnalavo inoltre che sul sito di “Collegamento pro Sindone” (Roma), in ciascuna di due pagine, il nome di Kuznetsov era stato cancellato all’epoca della mia inchiesta ma rimaneva presente la parte di testo che presentava i suoi risultati come validi. Non sono state apportate modifiche da allora.
  4. La più nota esponente di “Collegamento pro Sindone” è Emanuela Marinelli, autrice di diversi libri e frequente relatrice in conferenze o congressi. Navigando in Internet ho trovato riferimenti a tre testi della Marinelli, due conferenze e un libro, tutti del 2006, dove si continua a presentare la tesi dell’influsso dell’incendio di Chambéry sulla datazione al C14. Per esempio, in una relazione su una conferenza tenuta a Staggia Senese si legge: «Non va poi dimenticato che l’alta temperatura raggiunta durante l’incendio di Chambéry (la cassetta con la Sindone fu avvolta dalle fiamme nell’incendio del 4 dicembre 1532) ha provocato scambi di isotopi che hanno portato a un arricchimento di carbonio radioattivo, facendo risultare in proporzione più “giovane” il tessuto. La reazione è stata favorita dalla presenza dell’argento che ricopriva la cassetta»[3]. Non viene fatto il nome di Kuznetsov, ma è scontato un riferimento al suo (presunto) esperimento sulla simulazione dell’incendio (c’è anche stato un italiano, Mario Moroni, che ha tentato di replicare il risultato, ma senza riuscirci o comunque con risultati inconcludenti). Del resto, la frase citata è pressoché identica a una frase che è tuttora nel sito di “Collegamento” e che in origine, come dicevo sopra, conteneva anche l’esplicito riferimento al nome di Kuznetsov. Va notato che, abolendo la citazione di qualsiasi autore a cui attribuire l’affermazione relativa all’incendio, il fenomeno dichiarato, cioè quell’impossibile “scambio di isotopi”, appare come se fosse ovvio e comprovato.
  5. Tenendo nascosto lo smascheramento di Kuznetsov, i sindonologi sono imprevidenti perché espongono anche altri, incolpevoli, al rischio di citare le sue tesi come valide. Monsignor Rino Fisichella ha partecipato alla trasmissione Porta a Porta (Rai 1) del 29 marzo 2007, dedicata a un film su Gesù. Negli ultimi minuti il discorso verteva sulla Sindone e in particolare sulla datazione del 1988. Fisichella ha dichiarato: «Dopo diquelle [del 1988] sono state fatte altre analisi, lei pensi in laboratori russi, dopo alcuni anni, fuori quindi da ogni area più o meno sospetta, e hanno dato dei risultati molto differenti e quindi la Sindone viene ancora datata nel primo secolo». Il riferimento ai “laboratori russi” è chiaramente da intendersi come relativo a Kuznetsov. Mons. Fisichella è il Rettore della Pontificia Università Lateranense e ha titolo di vescovo. Se i sindonologi non avessero tenuto nascosta la verità su Kuznetsov, probabilmente il monsignore in questi anni ne avrebbe sentito parlare e avrebbe ora evitato di esporsi con una affermazione tanto lontana dal vero.
  6. Infine una segnalazione di segno contrario: finalmente c’è stato un sindonologo, Michele Salcito, che ha rotto il silenzio. Nel suo sito[4], Salcito fornisce numerosi link a pagine di altri siti, e fra questi ce n’è uno alla pagina nel sito del Cicap con il dossier su Kuznetsov. Non è molto perché Salcito non spende una parola di presentazione o commento e tralascia di indicare anche il link alla pagina con la biografia di Kuznetsov, che andrebbe letta assieme al dossier. Comunque meriterebbe un premio per essere stato finora l’unico sindonologo (per quanto io abbia notato) che non ha cercato di nascondere la notizia dell’inchiesta su Kuznetsov. Naturalmente possono esserci stati altri suoi colleghi che hanno dato la notizia ma di cui non sono a conoscenza.