Perché una copertina dedicata ai terremoti

I terremoti hanno sempre colpito l'immaginazione dell'uomo. Il loro potere distruttivo e l'impossibilità, per molti secoli, di capirne le cause e di spiegarne la natura, hanno portato alla nascita di una serie di leggende e spiegazioni sovrannaturali che in parte sopravvivono ancora oggi. Per gli scienziati il terremoto, o sisma, costituisce una manifestazione delle forze della natura, la liberazione repentina, in superficie, delle immense spinte che agiscono nel sottosuolo. La conoscenza della geologia moderna sul fenomeno del terremoto è ormai molto avanzata, eppure questo non è sufficiente a ridurne l'impatto; anzi si può dire che siamo esposti agli effetti devastanti dei terremoti quasi come lo eravamo secoli fa.

Prevedere i terremoti, infatti, non è ancora possibile. Le ipotesi, gli studi, le proposte non mancano, ma al momento attuale bisogna fare i conti col fatto che non esiste nessun valido strumento che consenta di prevedere dove, quando e con quale intensità un terremoto colpirà. Se poco si può fare sul versante della previsione, si può invece fare tantissimo per quanto riguarda la prevenzione dei terremoti. Poiché l'effetto più visibile e devastante di un terremoto è legato al crollo di edifici, si possono costruire edifici più resistenti, in grado di sostenersi più a lungo dando il tempo, ai suoi occupanti, di uscire e mettersi in salvo, o addirittura di non crollare affatto. Le tecniche di progettazione e costruzione di edifici in grado di resistere alle scosse telluriche sono ben note e attuate in paesi come il Giappone o la California. Ma non in Italia, come hanno tristemente mostrato gli eventi legati all'ultimo terremoto di qualche mese fa, in Abruzzo.

In Italia si parla di terremoti, della possibilità di prevederli, della possibile prevenzione, degli effetti che producono, solo quando si raccolgono le macerie e si contano le vittime. Purtroppo non se ne parla serenamente e seriamente quando si potrebbe fare qualcosa: prima che possa avvenire un terremoto, o, per essere ancora più espliciti, tra un terremoto e l'altro, dal momento che la natura sismica del paese è ben nota da tempo. A questa indifferenza nei confronti dei grandi problemi che affliggono il nostro territorio (potremmo aggiungere il dissesto idrogeologico, la desertificazione, l'edificazione a ridosso di aree vulcaniche attive o quiescenti), si aggiunge tutto un corteo di dicerie, luoghi comuni, credenze, leggende metropolitane, che si mescolano alla voce di scienziati e tecnici, con un effetto comprensibilmente negativo sull'idea del terremoto percepita dalla popolazione.

La copertina di questo numero di Scienza & Paranormale è dedicata ai terremoti per offrire un piccolo contributo a una più obiettiva percezione di questo problema con il quale i paesi come l'Italia continueranno sempre a doversi confrontare.