Alle porte della percezione

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  • 05-08-2002
  • di Franco Ramaccini

La possibilità di percepire senza strumenti la polarizzazione della luce è poco conosciuta. Invece è un'osservazione che si può fare quasi ogni giorno, guardando il cielo ad occhio nudo. Ma è anche vero che semplicemente guardando non si vede assolutamente nulla: bisogna imparare a vedere.

Siccome l'immagine che si deve imparare a percepire è molto tenue e sfumata, un po' difficile da descrivere anche perché varia da persona a persona, e impossibile da fotografare, è meglio cominciare coll'osservarla nella sua forma più vivida, molto più evidente di quella visibile nel cielo.

Conviene quindi tenere un paio di occhiali da sole con lenti polarizzanti, come i Polaroid, su uno sfondo luminoso uniforme. per esempio una parete bianca od il cielo.

Se si guarda da vicino uno dei due filtri scuri degli occhiali, e contemporaneamente lo si fa ruotare un po' avanti e indietro sul suo piano, ponendo l'attenzione al centro del campo visivo si impara facilmente a vedere la spazzola di Haidinger.

Questa struttura ha un po' la forma di due clessidre, o spazzole, o biscotti Pavesini, incrociati ad angolo retto, uno giallognolo ed uno azzurrognolo. dei quali però uno solo è intero mentre il secondo è ridotto a due dischi ai lati del primo.

La sua grandezza apparente massima è in genere minore di cinque gradi, cioè della larghezza di due o tre dita accostate, a braccio teso (comoda approssimazione usabile: gradi centimetri alla distanza del braccio).. È una figura che non ha origine nella realtà esterna, alla quale è legata soltanto per il suo orientamento. Infatti mentre l'asse della parte azzurra segue il piano di vibrazione della luce, la forma ed il colore della struttura sono interamente generati dalla lieve sensibilità di alcune strutture della parte centrale della retina alla polarizzazione.

Questo è anche il motivo per cui ruotare gli occhiali da sole migliora la percepibilità della spazzola di Haidinger: infatti tutte le immagini fisse rispetto alla retina, come le immagini postume, per esempio, scompaiono entro pochi secondi. Sono i microtremori dei muscoli oculari che consentono alle normali immagini che vengono proiettate dalla realtà esterna di spostarsi continuamente rispetto alla retina, e di permanere visibili.

Chi vuole può fermarsi qui, alla soddisfazione di aver percepito qualcosa che in genere è considerato al di là delle possibilità dei sensi.

Chi vuole mettere alla prova, ed educare, le proprie capacità di osservazione, può proseguire cercando di distinguere la stessa struttura nella luce naturalmente polarizzata del cielo.

Con il sole basso sull'orizzonte, come verso il tramonto; in direzione ad angolo retto rispetto al sole: in una zona del cielo senza nubi: queste sono le condizioni in cui la polarizzazione del cielo è meno difficilmente osservabile ad occhio nudo.

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Il fisiologo tedesco Hermann L.F von Helmoltz

Aiuta ruotare anche la testa mentre si volge rapidamente lo sguardo lungo l'arco che congiunge i due punti ad angolo retto a destra e a sinistra del sole. passando per lo zenit (resta il problema di che faccia fare mentre si segue con movimenti esagerati qualcosa che nessuna persona presente. spesso neanche voi, può vedere).

L'asse della parte gialla nella figura che dovreste vedere avrà, in ogni sua posizione nel cielo, la stessa direzione che avrebbe lì un raggio del sole.

Quando non si riesce a vedere nulla, basta smettere: si riproverà un'altra volta, quando il cielo e la vostra disposizione saranno ineevitabilmente un po' diversi.

Se non avete occhiali da sole né vi capita di guardare il cielo, forse preferirete cercare di vedere la spazzola di Haidinger sullo schermo del vostro calcolatore portatile: gli schermi a cristalli liquidi emettono anch'essi luce polarizzata. Cercate nelle zone bianche uniformi: anche qui c'è un movimento buffo che aiuta: inclinare la testa a destra e a sinistra.

Come in ogni processo di apprendimento, non si sa bene come succeda, ma riprovando a distanza di tempo, capita che si impari a vedere quello che prima non si vedeva. Serve un po' di pazienza. Casomai consolatevi pensando all'esempio di Helmholtz: il grande fisiologo del 1800 dice che fra il suo primo tentativo e quando riuscì a vedere per la prima volta la spazzola di Haidinger erano passati dodici anni!

Franco Ramaccini fa parte del gruppo Sperimentazioni del CICAP.

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