Una medium imprudente

Indagine sulle pretese facoltà medianiche di Elena Diena

Il giorno 10 gennaio 2002 ricevo una telefonata da parte di una vigilessa di Chiavari, la quale mi dice di essere amica di una "medium" che abita a Leivi, sulle alture dell'entroterra della cittadina rivierasca. La vigilessa mi comunica di essere stata contattata da un giornalista di Focus che vorrebbe fare un servizio sulla medium (in seguito scoprirò però che in realtà sono state le due amiche, forse alla ricerca di pubblicità, a contattare il giornalista e non viceversa). Il giornalista ha consigliato loro di rivolgersi prima al CICAP ed ecco il motivo della telefonata. Al telefono la vigilessa decanta gli straordinari poteri della sua amica, affermando che sicuramente è una medium di pari livello di Rosemary Althea anche se, purtroppo, non è ancora così conosciuta.

Mi metto in contatto con la medium, il cui nome è Elena Diena. Cerco di farmi spiegare già telefonicamente in che cosa consistono i suoi poteri. La medium mi dice di essere in grado di comunicare con un angelo di nome Davide che funge da spirito guida. Tramite Davide ha la possibilità di contattare le anime di qualsiasi defunto e di poter rivolgere loro qualsiasi domanda. Di fronte a una mia richiesta specifica, la medium sostiene di aver avuto moltissimi riscontri sulla veridicità delle informazioni ottenute per via medianica. Tra l'altro sostiene di essere già stata esaminata da molta gente, psicologi e studiosi vari, tra cui padre Ulderico Pasquale Magni, sacerdote che da anni si occupa di fenomeni paranormali. Mostrandosi molto ansiosa di farsi esaminare anche dal CICAP, fissiamo un appuntamento. Oltretutto mi viene detto che proprio in quei giorni il quotidiano genovese Corriere Mercantile aveva dedicato alla medium un ampio servizio.

Il servizio del

Corriere Mercantile

Il numero del Corriere Mercantile di venerdì 11 gennaio 2002 (edizione di Chiavari e Levante), riporta in prima pagina un vistoso articolo dal titolo: "Leivi. In pellegrinaggio per essere aiutati dalla veggente. Tanti anche dall'estero". Sotto il titolo una foto a colori della medium. A pagina 5 compare il vasto servizio di quasi mezza pagina (a firma di Luca Ginocchio) corredato con altre due fotografie.

Il servizio è costituito da due articoli. Nel primo vengono descritte le facoltà della medium, secondo quanto da lei stessa illustrato. Nell'intervista la medium afferma tra l'altro: "Se queste facoltà sono emerse in me, è perché la mia anima si è aperta ad un mondo sconosciuto, il "Cielo di più", e le entità di luce mi fanno navigare nel loro mondo universale". Nel secondo articolo si parla invece dei due libri della medium e si precisa che sono reperibili in molte librerie del Tigullio. Il primo libro è una raccolta di poesie ispirate dall'aldilà e si intitola Il cielo di poesie. Il secondo, Il cielo si racconta, è invece finalizzato a "illustrare una selezione dei messaggi" che la medium riceve quotidianamente

Il libro ha la prefazione di un tale professor Carluccio Bonesso, presentato come studioso di parapsicologia. Nella prefazione lo studioso scrive: "Ho dovuto combattere col dubbio scientifico della mia formazione di psicologo e con le domande e le interpretazioni che solitamente la patologia psichica propone. Poi la risposta pian piano è venuta e mi sono sentito coinvolto dalla capacità extrasensoriale. [...] Le anime che comunicano con Elena si fanno carico di un percorso pedagogico, progressivo ed educativo e inoltre le danno informazioni scientifiche e teologiche".

Nel servizio del Corriere Mercantile si sottolinea inoltre come moltissima gente, proveniente anche dall'estero, si rivolga oramai alla medium per "stabilire un contatto con i cari defunti" ma anche "per risolvere problemi di vario genere, come tensioni e paranoie". Naturalmente, viene anche riportato l'indirizzo preciso della medium. Insomma, un servizio pubblicitario in piena regola.

L'incontro

con la medium

La sera del 16 gennaio, in compagnia del mio amico e socio CICAP Silvano Vergoli, mi reco dalla medium che abita in una magnifica villetta sulle alture di Chiavari. Ci accoglie molto cordialmente. È una signora bionda sulla sessantina. Ci fa accomodare e, su nostra richiesta, illustra tutti i poteri che crede di avere e che ha scoperto di possedere da circa una decina d'anni. Oltre alle sue facoltà che già mi aveva illustrato telefonicamente, dice di poter scrivere poesie dettate dagli spiriti (raccolte nel libro) e di dipingere addirittura quadri "ispirati" dall'aldilà. Ce ne mostra uno. Ci tiene a sottolineare che vi è una strana somiglianza tra i suoi quadri medianici e i famosi cerchi nel grano (in quello che ci mostra appare semplicemente una serie di cerchi di diametri diversi su fondo blu). Afferma anche di essere in grado di scattare fotografie medianiche puntando la macchina fotografica verso il cielo. Ci mostra qualche fotografia: in esse appaiono delle macchie di luce informi (dovute probabilmente al riflesso del diaframma e dell'obiettivo). In queste foto lei sostiene di riuscire a individuare volti, croci e altri dettagli. Noi sinceramente non vediamo nulla di tutto ciò.

Molto disponibile, la medium accetta anche di farsi fotografare insieme a me. Emerge anche che la medium non sa bene che cosa sia il CICAP (questo gioca sicuramente a nostro favore) e spiega il perché ci tenesse tanto a essere esaminata da noi.

Dopo la chiacchierata iniziale chiedo alla medium se può darci una dimostrazione pratica dei suoi poteri e la signora Elena accetta di buon grado. Ci sediamo al tavolo e la medium comincia a evocare Davide che, puntualmente risponde.

Per sottoporre a controllo la medium io avevo precedentemente preparato una serie di domande da porre allo spirito di un certo Cesare Bertagnini. Costui era un chimico organico dell'ottocento, morto precocemente a soli 30 anni. Nel box di pag. 35 compare l'elenco delle domande con le relative risposte corrette, così come risulta dalla biografia di Bertagnini pubblicata sul Dizionario degli scienziati e dei tecnici (Zanichelli).

Per verificare i suoi poteri, io faccio però credere alla medium che Cesare Bertagnini fosse un mio prozio che aveva vissuto con la mia famiglia fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1980. Stabilito il contatto con Davide, la medium chiede di ricercare Cesare Bertagnini. Le viene risposto che ci vorrà un po' di tempo: il tempo di reperimento di un'anima da parte di Davide dipende da quanto è lontana la sua morte. Per ingannare l'attesa, Davide si dichiara disponibile a rispondere alle domande che noi vorremmo porgli.

Colloquio con l'angelo guida

Preso un po' alla sprovvista (io avevo preparato le domande per Bertagnini, non per Davide) devo improvvisare qualche domanda. La prima che mi viene in mente è la seguente: "Qual è la data di nascita di mio padre?"

La medium risponde affermando che si era dimenticata di dirci che gli spiriti non possono fornire né date né luoghi precisi perché nell'aldilà spazio e tempo non esistono: questi due concetti sono solo umani (chissà perché allora Davide ha chiesto tempo per ricercare l'anima di Bertagnini?).

Cedo la parola a Vergoli il quale chiede: "Come sarà per me la giornata di domani?"

La medium... pardon, Davide, risponde che sarà una giornata molto particolare perché ripenserà a quello che è accaduto stasera e il suo scetticismo verrà fortemente incrinato. Passo quindi alla mia seconda domanda. Poiché in precedenza la medium aveva affermato di essere riuscita a dare risposte su argomenti scientifici, pur non sapendo lei nulla di scienza, chiedo: "Davide, sapresti scrivermi le equazioni di Maxwell dell'elettromagnetismo?"

Davide mi risponde che saprebbe scrivermele all'infinito (chissà perché visto che sono solo quattro) ma che, dovendo utilizzare come tramite la medium, le limitate capacità mentali di quest'ultima glielo impediscono. Facendole osservare che Davide non è molto carino nei suoi confronti, la medium mi risponde che gli spiriti non hanno peli sulla lingua e quello che hanno da dire dicono. A questo punto Vergoli pone un'altra domanda: "Quante sorelle ho?"

Davide, senza esitazione, risponde: "Una".

Vergoli obietta dicendo di avere due fratelli e nessuna sorella.

Davide insiste: "Lei ha una sorella, ne sono certo".

Di fronte al reiterato diniego di Vergoli, "Davide" si giustifica dicendo che possono anche esistere anime di persone mai nate. Insomma, con un certo imbarazzo e riservatezza, allude alla possibilità che si tratti di una sorella mai nata a causa di un aborto. Vergoli insiste nel suo dissenso, ma la medium si incaponisce. Visto che la cosa non è verificabile al momento, propongo di fare un'altra domanda facilmente verificabile all'istante. Chiedo a Davide: "Che cosa ho nella tasca destra dei calzoni? (oltre al normale fazzoletto, avevo un inalatore di un farmaco broncodilatatore)".

Non l'avessi mai chiesto. Davide si indispettisce: "Gli spiriti non rispondono a domande così sciocche, non sono mica maghi da baraccone!"

Scusandomi con lo spirito per la mia leggerezza, passo a una domanda più consona: "In questo momento mia madre è felice? (Mia madre, povera donna, è deceduta nel 1985)".

Davide risponde affermando che mia madre non è completamente felice a causa di certi problemi. Alla mia richiesta di maggiori dettagli sul tipo di problemi, mi viene detto che si tratta di problemi di salute. Problemi non gravi, ma da prendere seriamente in considerazione. La successiva domanda che pongo è la seguente: "Io ho sempre sofferto per il fatto di essere figlio unico. Questa mia condizione è casuale o è frutto di qualche disegno divino? (in realtà io ho un fratello)".

Davide risponde che devo chiederlo a mia madre: "non c'è nessun disegno. Noi umani abbiamo il libero arbitrio e siamo padroni delle nostre scelte".

A questo punto chiedo notizie della ricerca di Bertagnini, ma mi viene detto che occorre aspettare ancora un po'. Vergoli pone quindi un'altra domanda e, per non urtare la suscettibilità di Davide con domande troppo precise, passa al generico: "Oggi mi sono arrabbiato con una persona. Cosa ne pensa Davide? Chi aveva ragione?"

Davide risponde dicendo che almeno in parte anche Vergoli aveva torto. Il concetto di verità che noi umani abbiamo è molto ambiguo e subdolo. Usiamo il concetto di verità per nasconderci dietro il male (dicendo queste cose, la medium sembra convinta di affermare cose molto importanti, ma sinceramente il significato delle sue frasi ci sfugge).

Colloquio con lo "zio"

Di fronte a una mia ulteriore richiesta su Bertagnini, finalmente mi viene risposto che sta arrivando. Davide comunica che Bertagnini vuole sapere il mio nome. La cosa mi sembra superflua, ma sto al gioco e rispondo. Riconoscendomi, ...mio zio esclama: "Sono felice di vederti nipote! L'etere è pieno di onde e io posso illuminarti".

La medium mi suggerisce di chiedere a Bertagnini come sta e dove si trova (chissà perché deve essere la medium a suggerire le domande che devo fare?). Comunque sto al gioco. Bertagnini risponde: "Sto benone e mi trovo in un luogo dove la luce è molto forte".

Senza lasciarmi il tempo di porre altre domande, Bertagnini incalza: "Quando sei stato battezzato io c'ero. Tu non puoi ricordare, ma io sì. Era un giorno di gran festa e tutti eravamo contenti. Ricordo anche di quando hai avuto una bicicletta in regalo (sfido chiunque a trovare un bambino che non abbia mai ricevuto in regalo una bicicletta)".

Oramai lanciatissimo, Bertagnini prosegue: "Ricordo che una volta facesti i capricci davanti a un piatto di pastasciutta".

A questo punto faccio gentilmente notare alla medium e ai suoi spiriti che fin da piccolo io ho sempre avuto una vera passione per la pasta. Per recuperare la medium, ehm... Bertagnini dice: "Tu avevi pasticciato la pasta e ci avevi buttato dentro delle schifezze: per questo non la volevi mangiare".

Oramai inarrestabile la medium prosegue dicendo che c'erano contrasti tra mia madre e lo zio Cesare. A questo punto cerco di prendere in mano io la situazione per riuscire a porre a Bertagnini almeno alcune domande tra quelle che mi ero preparato. Riesco a porre la domanda numero 3: "La morte è stata una cosa dolorosa per te?"

Bertagnini risponde che non voleva morire e che morì d'infarto (come risulta dalla scheda Bertagnini morì di tisi). Pongo la domanda numero 5: "Ricordi come mi chiamavano da piccolo in famiglia e come tu stesso mi chiamavi?"

Immediatamente, la medium risponde che oltre alle date e ai luoghi, gli spiriti non forniscono neppure i nomignoli. Prendo atto: non si finisce mai di imparare!

Pongo allora la domanda numero 7: "Ricordi che avevo difficoltà con la chimica organica e tu mi aiutavi? Non mi ricordavo mai la formula dell'acido cinnamico e tu me la suggerivi sempre. Me la sapresti riscrivere?"

Bertagnini risponde: "Tu sai benissimo la formula, perché la chiedi a me?"

Obietto dicendo che in questo momento non me la ricordo e che mi piacerebbe sentirmela suggerire ancora una volta da lui. A questo punto la medium non trova di meglio che rispondere con la stessa argomentazione avanzata a proposito della domanda sulle equazioni di Maxwell. Dopo che Bertagnini ha rifiutato, non si sa bene perché, di rispondere alla domanda numero 9 e ha risposto molto vagamente alla numero 8, passo alla domanda numero 13: "Una volta andasti a pescare a Sestri Levante con il tuo amico Paolo Ruffini. Ricordi qualcosa di quella giornata?"

Bertagnini risponde che Paolo Ruffini era per lui come un fratello e che forse, in quella occasione, aveva avuto problemi di salute (come risulta dalla scheda Bertagnini non può aver conosciuto Paolo Ruffini, morto prima che lui nascesse).

A questo punto la medium tenta nuovamente di gestire lei il discorso andando a ruota libera e, cercando di invertire i ruoli, rivolge lei le domande a me. Ad esempio chiede se... mio zio andava in barca (chiaro riferimento alla mia domanda sulla giornata di pesca), chiede se... a mio zio piaceva il cibo, ecc. E quando chiediamo alla medium perché non rivolga le domande direttamente allo spirito, ci spiega che anche lei vuole verificare l'attendibilità di certe risposte.

Epilogo

Avendo oramai raccolto abbastanza elementi sull'attendibilità dei "poteri" della medium e, sinceramente un po' annoiato dei suoi sproloqui, cerco di terminare la pantomima. Educatamente, mi rivolgo alla medium dicendole che potremmo anche mettere fine alla seduta. Decido anche di scoprire le carte. Faccio notare tutte le incongruenze che sono emerse, rivelando la vera identità di Cesare Bertagnini. La medium reagisce senza neppure cercare di nascondere la propria ira. Afferma che non si possono ingannare gli spiriti e che noi eravamo in malafede.

Le faccio notare che noi non abbiamo preso in giro nessuno. Cesare Bertagnini è una persona realmente esistita e deceduta. Quindi, se lei veramente si fosse messa in contatto con lui, la prima cosa che lo spirito avrebbe dovuto dire è di non avere mai avuto nessun nipote di nome Silvano Fuso. Io sarei rimasto molto soddisfatto di una simile risposta. Per non infierire in maniera eccessiva, concedo alla medium il beneficio della buona fede (sulla quale però non giurerei, ma tutto sommato è una cosa ininfluente). Cerco di farle capire che forse lei stessa è vittima di un autoinganno e che l'esperienza di stasera dovrebbe farle capire che in realtà lei non possiede alcun potere medianico. Per niente convinta, la medium cerca di difendersi elencando i numerosi successi che invece è riuscita a conseguire in molte altre occasioni. Se avessimo fatto domande su nostri parenti reali deceduti, le risposte ci avrebbero soddisfatto. Le faccio notare che il suo angelo Davide non è neanche riuscito a sapere che mia madre è defunta e che le ha addirittura attribuito problemi di salute. Ci spiega che gli spiriti, sentendosi presi in giro, hanno ingannato noi e lei con false risposte.

Ci rendiamo conto che è inutile proseguire la discussione, tanto è chiaro che la signora non accetterà mai le nostre obiezioni e rimarrà sulle sue posizioni. Ci accomiatiamo dalla medium e lei molto freddamente ci saluta. Saliti in auto non possiamo fare a meno di dare sfogo alle risate lungamente represse. Però, pensando a quanta gente la medium riuscirà a menare per il naso, forse, non c'è molto da ridere.

Tornato a casa apprendo che, appena accomiatati da lei, la medium ha telefonato a casa mia e, parlando tutta agitata con mia moglie, ha ammesso che l'incontro era andato male e soprattutto ci ha scongiurato di non utilizzare la fotografia che lei incautamente si è lasciata scattare.

Se ci tiene così tanto alla privacy, c'è da chiedersi come mai abbia acconsentito alla pubblicazione di ben tre fotografie sul Corriere Mercantile. Inoltre, come al solito, nasce spontaneo chiedersi cosa spinge certi giornalisti a offrire pubblicità gratuita (e per niente occulta) a certi personaggi senza curarsi minimamente di controllare l'attendibilità delle loro affermazioni.

Silvano Fuso

Chimico-fisico,
Segretario CICAP Liguria
Coord. Gruppo Scuola CICAP
e-mail:fuso@cicap.org