Fumetti scettici sull'occulto

Dopo Dylan Dog (vedi n. 12 di S & P), altri due famosi fumetti danno il loro contributo allo scetticismo nei confronti di affermazioni straordinarie incontrollate.
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Nel numero 2152 (25 febbraio 1997) di Topolino compare una storia intitolate "Qui, Quo, Qua e la candela magica" (di Carlo Panaro e Guido Scala), in cui i tre nipoti di Paperino si trovano alle prese con alcuni problemi di vita quotidiana. Apparentemente incapaci di risolverli trovano la soluzione in una "candela magica": una strana signora assicura loro che se guarderanno la fiamma e si concentreranno sul problema, in breve saranno capaci di risolvere i loro problemi. Ci provano e ci riescono. Finché alla fine, dopo aver accidentalmente distrutto la candela, tornano dalla signora per chiederne una nuova, ma lei rivela la verità: "La candela non era affatto magica". "Eppure trovava la soluzione a tutto". protesta Qui. "Eravate voi stessi a farlo!", spiega la signora, "per ogni problema esiste la soluzione ed è dentro di noi! Spesso, però, non riusciamo a vederla, perché la fretta ci impedisce di concentrarci serenamente! Era questo il vostro vero problema! Avevate bisogno di qualcosa in cui credere, che vi aiutasse a concentrarvi! Ecco perché ho inventato la candela magica! Adesso, conoscete il mio trucchetto! Spero che non siate dispiaciuti!" "Per merito vostro", conclude Qua, "d'ora in poi sapremo come affrontare le difficoltà. Dopo tutto anche questa è una magia".

 

Sicuramente una bella lezione di pensiero razionale per i giovani lettori di Topolino. Ci ha fatto anche piacere scoprire che Topolino ha abbandonato la rubrica dedicata all'oroscopo, che vi compariva da qualche tempo, per sostituirla con una di "scienza dilettevole": una bella svolta!

 

L'altro fumetto di cui parlavamo sono le vicende di Calvin & Hobbes, i bellissimi personaggi creati da Bili Watterson. E' uscita l'edizione italiana di una nuova raccolta di loro strisce che si intitola: La vita che stress (editore Comix). A p. 60, Calvin (un bambino piccola peste) rivela a Hobbes (un tigrotto di pezza, che Calvin vede come un animale vivo, suo compagno di giochi) che ha deciso di credere nell'astrologia e negli oroscopi, dopo aver letto su un giornale che "oggi realizzerà molte delle sue politiche chiave" ("Il giornale non lo pubblicherebbe se non fosse vero!"). Dopodiché, Calvin, aiutato da Hobbes, cerca di realizzare le sue politiche chiave ("non fare i compiti, niente bagno, star su fino a tardi, niente scuola"), mentre la madre non sembra impressionata dalle circostanze astrali favorevoli a Calvin. Il libro contiene una serie divertentissima di situazioni e commenti critici sull'astrologia (Calvin vedendo che niente si avvera: "Forse sulI'oroscopo di domani ci sarà una ritrattazione con le scuse"; Hobbes: "Il fato non è più quello di una volta", ecc.).