Quei Misteri uccidono la ragione

Ho partecipato a due trasmissioni di Misteri l'anno scorso quando Lorenza Foschini, a suo dire, era soltanto conduttrice e non anche coautrice, come nell'ultima serie. In realtà, la mia consulenza è servita a poco, in quanto durante le due trasmissioni ho potuto ribattere appena alle assurdità macroscopiche che i "fedeli" del mistero andavano dicendo. Dopo il filmato con l'autopsia dell'alieno (documento naturalmente tenuto segreto dalla Nasa e dal governo Usa),

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ecco le rivelazioni sulle presunte civiltà extraterrestri che avrebbero costruito la piramide di Cheope, e poi le clonazioni di esseri umani, a conoscenza di Clinton, ma naturalmente tenute segrete al volgo.

Purtroppo queste trasmissioni, che sono viste da milioni di persone mettono sullo stesso piano le ragioni e le esperienze scientifiche di ricercatori seri, addirittura Nobel quali Rita Levi Montalcini Dulbecco e Rubbia, con le affermazioni di pseudoscienziati, laureati in fantomatiche università straniere. Secondo la Foschini "la verità è che la scienza non è soltanto certezza ma anche mistero, ma questo certi scienziati non Io accettano; sono incapaci di uscire dai loro salotti laboratori per dialogare con la gente; che non dimentichiamolo ha anche voglia di sognare".

Una tesi quanto mai mistificatoria. Gli scienziati sanno bene che la scienza non è solo certezza. I molti problemi aperti sono lo stimolo della ricerca, che attraverso esperimenti suggeriti dalle teorie e teorie suggerite dagli esperimenti avanza faticosamente, costruendo modelli della realtà, pronta ad abbandonarli quando si rivelano incapaci di spiegare anche un unico fatto. In Misteri

Al contrario si fa spreco di affermazioni deliranti (altro che sognanti!) creando un terreno favorevole allo sviluppo di quelle credenze irrazionali tanto diffuse dagli amanti dei 174culti" e tanto di moda oggi nel clima della New Age e degli imbambolati delle mitologie millenaristiche.

Purtroppo la scarsissima preparazione scientifica di gran parte degli spettatori, e una tendenza ad accettare senza critica quello che la televisione ci propina (nell'era pre-televisiva si diceva: è stampato sul giornale, e perciò è vero), gli occhi spiritati dei fedeli del "mistero" e la sicurezza con cui affermano le loro verità, la voce ispirata della conduttrice-coautrice, hanno buon gioco contro la ragione. Quel che è peggio tante persone malate, bisognose di credere, si attaccano alla speranza di guarigione e conforto, diventando vittime di maghi, veggenti, guaritori, alcuni forse in buona fede, ma per lo più imbroglioni.

In ultimo mi pare offensiva l'affermazione di essere stata ben pagata per una consulenza che in realtà non c'è stata, forse perché non si è voluto: avrebbe "annacquato" troppo i Misteri. Senza dire che molte mie collaborazioni occasionali alla Rai siano state date senza chiedere né ricevere una lira.

Margherita Hack - Astrofisica, Università di Trieste

Garante Cicap - L'Unità (6 maggio 1997)