Scetticismo e televisione: rapporto impossibile?

Ci sono tre storie che vale la pena raccontare. Riguardano programmi televisivi trasmessi da reti differenti con un taglio diverso l’una dall’altra. Eppure tutte e tre mostrano un rapporto difficile, apparentemente impossibile tra televisione e scetticismo, tra le esigenze dello spettacolo e la salvaguardia di quelle della ragione.

La prima mi riguarda direttamente: trasmissione Misteri (Raidue), puntata su Nostradamus e i veggenti. Quando arrivo lo studio è pieno di gente: due interpreti di Nostradamus, due veggenti, due medici, un giudice, un autore televisivo, ognuno con il suo fenomeno in tasca. A fare da controaltare, Piazzoli, Vice Presidente del Cicap, ed io. Primo particolare: a differenza degli altri ospiti, noi veniamo fatti sedere in seconda fila, in una sorta di esilio visivo. Altro particolare: tranne il primo, tutti gli altri filmati che introducono i vari argomenti in discussione presentano i diversi fenomeni paranormali come probabili, anzi quasi certi, anzi già confermati... Risultato: rimaniamo schiacciati, possiamo intervenire per tempi brevissimi e spesso su domande assurde: «Questo signore sostiene di aver ritrovato tre vascelli antichi in fondo all’oceano grazie alle sue capacità di veggenza; lei come se lo spiega?» Tu provi a dire che il discorso impostato in questi termini non ha senso, che non basta dire di avere fatto o di essere in grado di fare qualcosa perché questo sia vero, ma che bisogna provarlo concretamente di fronte a sperimentatori indipendenti. Ma ti rendi conto che questo messaggio passa poco perché troppo realista e poco interessante in un contesto in cui tutti sembrano impegnati a spararla più grossa.

Seconda storia: Maurizio Costanzo Show (Canale 5). Un signore sul palco, l’aria stralunata, comincia a raccontare che sì gli extraterrestri esistono, che l’anno prossimo si riveleranno a tutti gli uomini, che forse qualcuno è già in sala. Risate generali. Il conduttore, sornione: «Adesso mando i consigli per gli acquisti, ma sono preoccupato se mi dice che ora stanno qui...». Quando la trasmissione ricomincia il racconto si arricchisce dei particolari più assurdi che finiscono solo con l’esporre il poveretto ad un ludibrio tanto generale quanto a buon mercato. E, guardando, penso che forse la Carta di Treviso, che protegge i bambini, andrebbe estesa, proibendo di trattare le persone in televisione come puri mezzi per il fine dello spettacolo. Tanto più quando queste persone sono palesemente soggetti deboli che vengono, quindi, ridicolizzati nella grande piazza televisiva. E non vale dire che si tratta di persone adulte e consenzienti, perché il buon senso e non la carta d’identità dovrebbe guidare le scelte professionali di conduttori e giornalisti.

Terza storia: trasmissione Cliché (Raiuno), puntata sul detto "Non è vero, ma ci credo". Tra i vari ospiti, un’astrologa e un personaggio, tale Solange, che compare spesso in televisione in quanto "sa" leggere sulle mani delle persone il loro destino. Carmen Lasorella, conduttrice del programma, chiede ai due di esercitare la loro arte divinatoria su un’altra partecipante alla trasmissione: Antonella Clerici. I due veggenti si guardano bene dal fare previsioni meno che generiche sul futuro, che facilmente verrebbero smentite. In compenso, raccontano particolari della recente vita privata della Clerici che, essendo lei un personaggio pubblico, sono comparsi sulle cronache di quotidiani e periodici rosa specializzati. E lo fanno fingendo di ignorare che si tratti di notizie risapute, ma affermando che è quello che le loro percezioni gli consentono di "sentire". Alla trasmissione partecipa anche Piero Angela il cui imbarazzo è manifesto. L’impudenza dei due è tale da costringerlo ad esprimere la sua disapprovazione solo col silenzio. Come è possibile, infatti, contrapporre un ragionamento a chi, in perfetta e palese malafede, sfrutta l’autorevolezza e la diffusione garantita dal mezzo ("l’hanno detto ieri in televisione") per imbrogliare il pubblico o, almeno, la parte più sprovveduta del pubblico?

C’è una morale in queste tre storie, un filo rosso che ci permette di individuare una linea di comportamento rispetto all’utilizzo della televisione? Io credo di sì e lo riassumerò in tre principi.

Il primo, il più banale se volete, è che in televisione è importante andarci: il Cicap è nato anche per dare una voce ed un volto a quanti erano stanchi di sentire i media raccontare le più irrazionali ed insulse fandonie senza che a nessuno venisse consentito di replicare o avanzare dubbi.

Il secondo principio è che non bisogna andare in tv a tutti i costi, ma solo se viene garantita una sorta di par condiciò tra scettici e credenti in termini di tempi e visibilità all’interno del programma. Noi sappiamo che la presenza di un membro del Cicap è importante anche per chi realizza queste trasmissioni, che non ha voglia di sentirsi accusare di fare programmi privi di qualsiasi credibilità perché danno voce ai soli sostenitori dell’esistenza di fenomeni paranormali. Dobbiamo difendere questo piccolo ma significativo risultato, che abbiamo raggiunto come Comitato, evitando di cadere in programmi "trappola" nei quali appariamo come una minoranza saccente e inutilmente rompiscatole.

Un ultimo punto riguarda anche voi lettori. Se il Cicap sceglie di adottare questi due principi, è probabile che ci saranno in futuro programmi a cui non vorremo partecipare perché non garantiscono la possibilità di sviluppare adeguatamente un punto di vista critico su questi fenomeni. E’ fondamentale, a questo punto, che, voi che ci seguite, facciate sentire la vostra protesta come telespettatori per tutte le trasmissioni che, come quel Maurizio Costanzo Show di cui ho parlato sopra, offendono ragione e buon gusto. Per questa ragione da questo numero di Scienza & Paranormale pubblicheremo una colonna con i numeri di telefono delle principali trasmissioni che si occupano di questi argomenti, per dare uno strumento in più a ciascuno di voi.

Facciamoci sentire!!

Per farsi sentire...

Ecco i numeri di telefono delle principali trasmissioni televisive che spesso si occupano di paranormale:

Italia in diretta (Raidue)

06-3253223

Giorno per giorno (Rete4)

06-57786135

Maurizio Costanzo Show (Canale 5)

06-37490319

Mi manda Lubrano (Raitre)

06 3253282

Misteri (Raidue)

06-36866817

Tappeto volante (TMC)

06 5941208

Servizio opinioni

Fininvest

02-25125

Rai

06-36864890

TMC e Videomusic

06-35584271

Sul prossimo numero di S&P pubblicheremo una lista più completa, comprensiva anche dei numeri di fax.