Relazioni pericolose con l'alieno

Fanta-archeologia in TV

  • In Articoli
  • 28-03-2001
  • di Viviano Domenici
Siamo assediati da sognatori, visionari e venditori di fumo impegnati a diffondere piene mani l'idea che l'Uomo non può essere stato autore di tante testimonianze del passato. Tutti personaggi che chiamano in causa atlantidi o extraterrestri sempre così bravi e pronti a fare quello che noi omuncoli del pianeta Terra di certo non potevamo saper fare così bene. E così, nonostante le oscure trame della "scienza ufficiale" che non vorrebbe far sapere a nessuno queste cose, la Verità viene finalmente rivelata in un tripudio di ascolti.
Come mai queste bufale abbiano tanto successo è facile capirlo: offrono sogni a buon mercato, non necessitano di alcuno sforzo intellettivo e, soprattutto, risolvono ogni problema con un colpo di bacchetta magica. Per comprendere invece quello che dice la "scienza ufficiale" occorre almeno la pazienza di leggere qualche libro, confrontarsi con la complessità e accettare l'idea che la verità non è mai definitiva perché la ricerca è una scala (sempre in salita) che va percorsa gradino dopo gradino. Così, quello che era vero fino a ieri, non è più vero oggi e magari domani verrà smentito quello che oggi appare certo. E questi continui aggiustamenti non sono altrettante sconfitte della scienza ma faticose conquiste che giorno dopo giorno aggiungono piccoli tasselli a un mosaico in continua espansione.
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Le piste di Nazca: questi disegni che i fantarcheologi indicano come piste d'atterraggio per navi spaziali, vennero realizzate per scopi rituali liberando il terreno dal pietrame (più scuro) e utilizzando dei fili di allineamento. Il fatto che siano completamente visibili solo dall'alto non è così strano: anche la pianta delle nostre chiese (a des.) raffigura una croce che non può essere chiaramente vista da terra, ma nessuno parla di alieni.

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Le infinite correzioni del sapere scientifico, però, non autorizzano a ritenere possibile che qualunque baggianata possa trovare un giorno una conferma scientifica. Dire che le piramidi vennero costruite dagli atlantidi o dagli extraterrestri, non è una "teoria" o un'"ipotesi" in quanto non esiste alcuna prova, benché minima, su cui appoggiarla. Quindi è semplicemente una fantasia senza capo né coda. Alla stessa stregua qualcuno potrebbe sostenere - con la stessa quantità e qualità di "prove" - che il Colosseo è un modellino di un'astronave con tanti oblò. Nessuno però avanza quest'ipotesi perché il Colosseo è più vicino alla nostra conoscenza di base: i suoi archi somigliano a quelli del portone di casa, le colonne a quelle della chiesa parrocchiale, le iscrizioni hanno le stesse lettere dei nostri nomi e così via. Insomma, il Colosseo è facilmente collocabile all'interno di un contesto comunemente noto; al contrario, le piramidi sono immerse nell'esotico, i geroglifici sembrano rebus, la forma delle piramidi non trova riscontro nei canoni architettonici coi quali conviviamo quotidianamente e, oltretutto, quei monumenti vengono da un'epoca che per molti (troppi) appare mitica. Lo stesso discorso vale per tutto il resto dell'armamentario fantarcheologico; l'"astronauta" di Palenque, in Messico, le "piste di atterraggio per alieni" di Nazca, in Perù, e altre testimonianze di antiche civiltà prese di mira dagli innamorati del mistero e da chi sfrutta il mercato che ne consegue.
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Le piramidi: Quelle di Giza vennero realizzate intorno al 2500 avanti Cristo e sono le più celebri tra le oltre 90 rinvenute finora. La struttura della piramide è il risultato dell'evoluzione architettonica dei più antichi templi funerari (in nero nel disegno) che portò prima alla piramide "a gradoni" (a lato) e poi alla piramide classica. Le grandi piramidi dei Maya del Guatemala vennero costruite tra l'VII e il IX secolo dopo Cristo, cioè circa 3300 anni dopo quelle di Giza.

Naturalmente, questo stravolgimento è possibile facendo perno su una buona dose di ignoranza, oltre che di ingenuità e disposizione al visionario. Lo stupore di chi crede alla fantarcheologia deriva dall'idea - sbagliata - che gli uomini del passato non avrebbero mai potuto realizzare monumenti come le piramidi, data la loro incapacità ad affrontare e risolvere i problemi che tali costruzioni comportarono. Queste idee derivano evidentemente dalla totale ignoranza della storia della civiltà (al tempo delle piramidi di Ghiza la civiltà egizia aveva già un passato misurabile in millenni), ma anche - conseguentemente - dall'idea che solo l'uomo moderno sia capace di realizzare qualcosa di notevole. Su queste basi cresce come una gramigna infestante l'affidamento a qualcosa di esterno (gli alieni) o collocabile in una perduta età dell'oro (gli atlantidei): comunque il fideistico affidamento a qualcosa di "superiore" che tutto poteva e può risolvere. Questo atteggiamento rivela di fatto una fondamentale sfiducia nelle capacità umane e un desiderio di fantastico, altrimenti insoddisfatto, che nessuna seria obiezione o invito a documentarsi, riescono a modificare. Apparentemente l'ondata irrazionale che popola il passato di atlantidei e di alieni non dovrebbe infastidire più di tanto. In fondo - si potrebbe pensare - se qualcuno vuol credere che le piramidi siano giganteschi budini pietrificati o cappelli a punta per giganti, faccia pure. Ma il fatto non è così semplice. Questo modo di pensare apparentemente inoffensivo, è più insidioso di quanto si pensi. E' un processo che parte dal banale (e ormai insopportabile) "di che segno sei?" e passa tra energie sconosciute, medicine esoteriche, fenomeni paranormali, civiltà superiori, tarocchi, sedute spiritiche, incontri ravvicinati, influenze astrali, presenze aliene, guarigioni inspiegabili, amuleti, maghi, e altro ancora che finisce per indurre all'abbandono anche del più semplice senso critico.
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L'astronauta: Questo bassorilievo maya di Palenque, in Messico (sopra), è considerato dai fautori degli alieni nel passato come la raffigurazione di un alieno all'interno di una navetta spaziale. In realtà si tratta della raffigurazione del potente re Pacal (VII secolo dopo Cristo) che precipita nel mondo sotterraneo lungo I' "asse del mondo" rappresentato dall'albero sacro. Che sia un albero e non un'astronave, lo dimostra anche un altro bassorilievo (sinistra).

Tutti passaggi che portano dritti dritti tra le braccia di chi sfrutta il disagio o le sofferenze dei più indifesi (e quando ci troviamo in vere difficoltà siamo tutti indifesi). Ecco perché chi diffonde pseudo-misteri e mescola le piramidi con gli alieni non è del tutto innocuo. Viviano Domenici,
giornalista, è il direttore del Corriere Scienze.