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Leggende metropolitane su sesso e dintorni

Diciamo subito una cosa: il sesso costituisce un territorio molto fertile per la nascita delle leggende urbane, come dimostrano le decine di racconti che si diffondono su questo tema. Sono i taboo, le limitazioni, le norme che lo regolano a renderlo un argomento perturbante e misterioso su cui si esercita il discorso collettivo. Se è vero infatti che il solo parlare di sesso provoca imbarazzo ed è spesso socialmente sanzionato, l'enorme diffusione dei pettegolezzi sulle vicende sessuali di amici, parenti o personaggi famosi dimostra il fascino irresistibile esercitato da questo tema.

Domenica in piazza...

Partiamo allora da due leggende che ci sono state segnalate di recente. La prima arriva da Massimo Monaco di Torino, che scrive: "Vorrei segnalare una leggenda che da anni sento raccontare e che presumo sia diffusa in tutta Italia. È una leggenda un po' scollacciata, per cui se ritenesse di non menzionarla nella sua rubrica su S&P non la biasimerei". In effetti la leggenda che stiamo per introdurre è un po' volgare, ma tant'è: qui ci occupiamo di voci e racconti che ci interessano per la loro origine e diffusione ed evidentemente la volgarità fa parte della nostra vita in misura molto maggiore di quel che ognuno di noi desidererebbe. Ma torniamo a ciò che scrive Massimo Monaco: "Questa leggenda riguarda la Signora Domenica Mela Lavo, sposata (felicemente?) con un certo Signor Piazza. È subito evidente che il nome della signora, letto in modo formale, da luogo a una frase non proprio elegante: "Mela Lavo Domenica in Piazza". Ho sempre pensato che questa signora non esistesse, in quanto molte persone che me ne hanno parlato, dandomene per certa l'esistenza, parlavano sempre per sentito dire. Nessuno che abbia mai potuto affermare "la conosco personalmente". La prova l'ho avuta digitando "melalavo" tutto attaccato in un motore di ricerca. Il risultato: numerose pagine web dedicate alle barzellette basate su nomi e cognomi (tipo Fur Gon Chin, ministro dei trasporti cinese e così via). La prova definitiva dell'inesistenza della signora Mela Lavo la si ottiene consultando le pagine bianche disponibili su Internet. Si tratta di un database che contiene tutti i cognomi italiani. Inutile dire che non esiste alcuno in Italia che abbia per cognome Mela lavo o MeLa Lavo o Me La Lavo. Abbiamo quindi un curioso esempio di barzelletta trasformata in leggenda metropolitana".

Non so quanto ampia sia la diffusione effettiva di questo racconto, ma posso testimoniare di averlo sentito anch'io qualche anno fa, citato come un esempio di "cognome sfortunato", quelli per intenderci che sembrano essere costruiti apposta perché chi li porta sia bersagliato dall'ironia dei conoscenti. Peraltro la leggenda ha un'evidente venatura anti femminile, un tratto che, come vedremo, sembra caratterizzare anche altre storie sul tema del sesso.

Sposini con sorpresa

Consideriamo per esempio una leggenda segnalata da un lettore alla rivista Focus: "Si dice che una signora di ritorno con il marito dal viaggio di nozze effettuato in Kenya abbia scoperto di essere in attesa di un bimbo, ma la sorpresa maggiore c'è stata quando dopo nove mesi, la stessa ha dato alla luce un bel bimbo... di colore". Questa storia rappresenta un vero e proprio classico delle leggende urbane. Se ne trovano molte versioni simili nel nostro Paese: talvolta le coppie in questione si sono recate in viaggio di nozze a Cuba invece che in Africa, in altri casi i genitori degli sposi sono ginecologi e quindi assistono in diretta alla nascita... del nipotino di colore.

Laura Bonato in: Trapianti, sesso, angosce. Leggende metropolitane in Italia ne segnala una variante più esplicita e con doppia sorpresa finale: "Una coppia va in viaggio di nozze in Africa. La giovane sposina durante un'assenza del marito ha dei rapporti sessuali con un giovane inserviente nero dell'hotel. Al ritorno la sposina è incinta: la gravidanza è gemellare. Nove mesi più tardi nascono due gemellini: uno bianco e uno nero".

Tutte queste storie, come fa notare Titta Cancellieri nel suo libro E se capitasse a te? sembrano "una versione aggiornata della famosa Tammurriata nera, canzone del folklore popolare napoletano resa famosa negli anni Settanta dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare. Si tratta di una notazione interessante perché indica che queste leggende sono "moderne" solo nel senso che spesso rappresentano un veicolo nuovo per temi e concezioni del folklore e della tradizione popolare anche molto radicati nel tempo. Sono, cioè, delle forme concrete attraverso le quali si diffonde e si perpetua una memoria collettiva che costituisce parte integrante della nostra cultura e con la quale veniamo in contatto spesso senza averne piena consapevolezza".

La diffusione di questa leggenda non è peraltro limitata solo al nostro Paese. Negli Stati Uniti, per esempio, ne circola una versione in parte diversa, riportata sul sito di leggende www.snopes.com: "A Toronto una coppia di fidanzati asiatici decide di sposarsi. Le amiche della sposa decidono di organizzare per lei una festa di addio al nubilato ingaggiando per l'occasione uno spogliarellista di colore. Alcuni mesi dopo il matrimonio, però, vengono avviate le pratiche per il divorzio dopo che la moglie ha dato alla luce un bambino meticcio". La leggenda sembra aver preso il via a metà degli anni Ottanta, ed è legata alla crescente popolarità delle feste di nubilato. Considerata la diffusione crescente dello spogliarello maschile anche nel nostro Paese, si può prevedere che la versione americana della leggenda sbarcherà prima o poi anche in Italia?

In ogni caso la leggenda americana e quella italiana hanno in comune alcuni elementi interessanti. Il primo dei quali è la presenza dell'uomo di colore come potenziale rivale. Come fa notare Laura Bonato "nel nostro immaginario erotico il "nero", il suo corpo, la sua capacità sessuale possono scatenare le più accese fantasie: si pensi per esempio alla produzione musicale e narrativa del periodo coloniale". La leggenda quindi dà, attraverso la narrazione, forma concreta a uno stereotipo presente nella nostra cultura e allo stesso tempo lo rinforza. Ma la leggenda ha anche un carattere prescrittivo, indica alcuni comportamenti come immorali sanzionandoli con la pubblica umiliazione del colpevole: è qui il caso del tradimento del partner, peraltro perpetrato nel momento in cui l'amore dovrebbe essere più intenso e cioè subito prima del matrimonio o durante il viaggio di nozze. In questo senso il messaggio per l'uomo è esplicito: non ti puoi fidare mai della tua compagna perché è capace di tradirti quando meno te lo aspetti.

Se è vero che in gran parte di questi racconti è infatti la donna a essere indicata come potenziale infedele, a conferma di una tradizione culturale maschilista nella quale il tradimento "è donna", non mancano racconti con un protagonista maschile. Un esempio è rappresentato dalla storia americana di un uomo che va con una prostituta e così quando più tardi fa l'amore con la fidanzata le "passa" lo sperma di un cliente di colore. Il risultato finale è uguale a quello delle altre leggende citate sin qui: anche in questo caso la fidanzata partorisce dopo nove mesi un bimbo di colore. Si potrebbe peraltro notare che, anche in questa variante della leggenda nella quale il colpevole è l'uomo, è però la donna che sembra subire le più gravi conseguenze dalla vicenda. La storia peraltro rivela un altro tratto che sembra caratterizzare queste leggende e cioè l'ignoranza che avvolge il tema del sesso.

Un'ulteriore conferma in questo senso viene da un racconto, riportato da Laura Bonato: "una ragazza... era andata al mare ed era rimasta incinta perché era andata a cambiarsi il costume in una cabina sulla spiaggia e nel farlo si era seduta su una panchetta dove prima c'era stato un uomo che aveva emesso dello sperma". Se anche in questo racconto, quindi, la nascita di un figlio ha qualcosa di sorprendente e di misterioso, va detto che le leggende sul figlio nero a sorpresa presentano un meccanismo narrativo più interessante, che è peraltro tipico anche di molte favole: quello dello smascheramento del colpevole. La colpa viene infatti rivelata in maniera chiara e definitiva e questo espone chi ha tradito alla riprovazione sociale.

Gli amanti incastrati

Questo stesso meccanismo si ritrova in un'altra leggenda sul tema del sesso, citata tra gli altri da Paolo Toselli in La famosa invasione delle vipere volanti (Sonzogno), i cui protagonisti sono di solito amanti clandestini: "Un giovanotto corteggia una giovane donna la quale, dopo averlo invitato a casa sua, gli rivela che è sposata, ma che per quella notte possono stare tranquilli perché il marito è di servizio notturno. Tutto va bene, senonché avviene il fattaccio: lei ha la famosa contrazione e lui rimane bloccato. Non c'è verso di liberarsi. Disperati, sono costretti a chiamare un'ambulanza... arriva l'ambulanza e sorpresa! È quella dell'ospedale della città dove presta soccorso il marito: così lei è costretta a confessare al medico dell'ambulanza il fatto e questo allora ferma l'ambulanza, li conduce a casa sua, dove riesce con un'iniezione miorilassante a liberare i due".

Anche in questo racconto, quindi, la donna che trasgredisce alla regola della fedeltà viene scoperta in maniera inequivocabile: a sanzionare la sua colpa provvede la natura stessa.

Tutte le leggende di cui abbiamo parlato sembrano essere quindi l'espressione di una cultura della sessualità che potremmo definire reazionaria: atteggiamenti anti-femminili, una concezione della donna come potenziale traditrice, il desiderio di vedere puniti i colpevoli tramite l'esposizione al pubblico ludibrio, una fondamentale ignoranza in materia di sesso. È chiaro che nella realtà queste tendenze convivono accanto ad altre di impronta più aperta e illuminata, ma queste leggende ci rivelano che alcune dinamiche e contenuti del senso comune che talvolta tendiamo a considerare superati sono invece parte integrante del nostro modo di pensare la sessualità.

 

Lorenzo Montali è Responsabile delle relazioni esterne per il CICAP.

 

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