Scettici all'opera

Intervista a Ilaria Zanetti

  • In Articoli
  • 10-06-2002
  • di Emiliano Farinella

Esiste un filone "scettico" nell'opera?

Le opere buffe, per esempio. Quando in queste si trattano temi "paranormali" lo si fa quasi sempre ridicolizzandoli volutamente. L'Elisir d'amore di G. Donizetti presenta un dottor Dulcamara in cerca di incauti acquirenti per il suo "odontalgico mirabile liquore (dei topi e delle cimici potente distruttore)" e lo fa - come viene indicato esplicitamente dalla didascalia - "Con aria di ciarlatano". Ma questo non E8 l'unico esempio.

Meno conosciuto e di argomento comico-ufologico, è Il mondo della Luna di F. J. Haydn su libretto di C. Goldoni. Vi si narra di una burla ai danni dell'ingenuo signor Buonafede da parte del finto astronomo Eclittico che ne vuole sposare la figlia. Questo convince il primo che èin grado, con il suo telescopio, di vedere i Lunatici. Buonafede ci cade in pieno e acconsente a bere una pozione magica (in realtE0 un sonnifero) che, a detta del finto astronomo, lo porterà sulla Luna. Buonafede si sveglia nel giardino di Eclittico trasformato in una scenografia lunare e assiste a una serie di effetti speciali che lo convincono della veridicità del tutto. (Tutto porterà poi al lieto fine con il matrimonio dei due giovani).

Non si può inoltre non citare La Medium di G. Menotti o I diavoli di Loudun di K. Penderecki. Quest'ultima, del 1969, si basa su fatti veramente accaduti in Francia nel 1634 descritti nel libro omonimo di A. Huxley. Si parla di una possessione diabolica simulata (con relativi e ripetuti finti esorcismi) in un convento di suore orsoline, organizzata per togliere di mezzo un prete libertino e politicamente scomodo. La figura dello scettico è incarnata dal Principe Henry de Condé il quale, con una prova schiacciante, dimostra l'assurdità delle tesi degli esorcisti. Come peròspesso avviene in questi casi, il parere dello scettico non viene tenuto in considerazione e tutti continuano nei loro propositi fino alla condanna a morte del sacerdote.

E un compositore del calibro di Mozart?

Nella vita di Mozart si verifica un fatto curioso: a dodici anni compone l'operina Bastiano e Bastiana che viene rappresentata in forma privata al teatro dei dilettanti in casa di un personaggio emblema delle cialtronerie settecentesche: l'illustre dottor Franz A. Mesmer, a Vienna già da due anni. Ma non finisce qui. Più di vent'anni dopo, Mozart scrive il Così fan tutte in cui, a un certo punto, due ragazzi fingono di avvelenarsi per far colpo sulle due protagoniste refrattarie ai loro corteggiamenti. A "salvare" i due eroi ci pensa la cameriera che, per l'occasione, si traveste da dottore mesmerico con tanto di mega-calamitone.

Questo accadeva qualche anno dopo la stroncatura di Mesmer da parte della commissione scientifica di Parigi (di cui presto Scienza &Paranormale pubblicherà il "Rapporto" completo tradotto per la prima volta in italiano, NdR).

Chi lavora nell'opera che rapporto ha con la scaramanzia?

Il mondo della musica in generale pullula di superstizioni. C'è chi cerca in continuazione chiodi storti sul pavimento del palcoscenico perchè "portano buono". Altri che camminano rasente ai muri per tracciare esattamente tutti gli angoli per lo stesso motivo. E così via. Poi c'è un fatto più drammatico: la malignità dovuta alle invidie personali. Spesso, ad esempio, si taccia qualcuno di essere uno jettatore perchè lo si vuole isolare per "eliminarlo" dal mercato. E' quello che pare sia capitato anche ad A. Smareglia, un compositore triestino del secolo scorso, il cui nome è ancor oggi seguito da una serie di scongiuri di varia natura. Anche in passato accadevano cose di questo tipo. Si diceva, ad esempio, che Offenbach portasse jella; tanto era diffusa questa voce maligna che persino Rossini compose un brano per pianoforte dal titolo Petit Caprice (style Offenbach), nello stile di Offenbach appunto, da suonarsi secondo la diteggiatura imposta dallo stesso Rossini: II e V dito, ossia le mani che fanno le corna!

Emiliano Farinella

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