Lo strano gorgo nel lavabo

Davvero permette di dedurre che la terra ruota?

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  • 05-03-2003
  • di Andrea Frova

Un lettore - Carlo Severi - mi rivolge la seguente domanda: "È vero che si può dedurre che la terra ruota dal fatto che quando l'acqua nel lavabo o nella vasca da bagno defluisce attraverso lo scarico si forma sempre un gorgo spiraleggiante? Ed è vero che, in base al senso di rotazione del gorgo, si può stabilire se ci si trova nell'emisfero settentrionale o in quello meridionale? Debbo precisare che io ho provato a fare una verifica a casa mia, ma ho constatato che, su venti tentativi, circa due terzi hanno mostrato il senso di rotazione atteso, il rimante terzo quello sbagliato".

Sì, in linea di principio l'affermazione del lettore è vera: e precisamente a priori ci si attenderebbe di veder ruotare l'acqua, guardando da sopra, in senso antiorario nell'emisfero settentrionale e orario in quello meridionale, come appunto si sa che avviene con i cicloni. Benché sia fuori questione che il gorgo si formi sempre, che esso rispecchi davvero la rotazione terrestre rimane tutto da dimostrare: c'è chi giura di averlo puntualmente verificato, senza eccezioni, c'è invece chi lo ritiene un evento abbastanza occasionale e chi, infine, al solo sentirne parlare, si sbellica dalle risa. La terza categoria è probabilmente quella più vicina al vero, dato che gli effetti della rotazione terrestre giocano un ruolo del tutto secondario rispetto ad altri meccanismi spuri di maggior peso. Vediamo più in dettaglio come stanno le cose.

In linea di principio, l'effetto mulinello dovrebbe aver luogo grazie all'azione combinata della cosiddetta forza di Coriolis, che è conseguenza della rotazione della Terra attorno al suo asse, e della forza di risucchio dello scarico (la forza di Coriolis è una forza apparente che si sovrappone alla forza centrifuga quando un corpo si muove trovandosi in un sistema di riferimento ruotante, un caso semplice di sistema, come si dice, "non inerziale"). Per un corpo che si muova nella direzione di un centro di attrazione - nel nostro caso il foro dello scarico - la forza di Coriolis agisce nel senso di far deviare il corpo verso destra nel nostro emisfero, verso sinistra nell'altro. Dunque il corpo tenderebbe a mancare il bersaglio; però, dato che il risucchio tira contemporaneamente verso il centro, si dovrebbe originare un movimento spiraleggiante avente i sensi di rotazione detti.

Una sperimentazione fatta seriamente, d'altra parte, indica che intervengono altri fattori, tali da sopraffare il meccanismo di Coriolis e da non far assumere al mulinello il senso di rotazione previsto. Per esempio, un ruolo decisivo ha la forma del lavandino, che non possiede mai la perfetta simmetria circolare che sarebbe necessaria. Altri aspetti sono: la posizione eccentrica del foro di scarico, i moti dell'aria sovrastante, eventuali moti preesistenti, l'inevitabile moto impresso dalla rimozione del tappo. Possono occorrere lunghi tempi prima che i vortici residui dovuti al riempimento si estinguano del tutto, e nuovi movimenti possono instaurarsi a causa di correnti d'aria o vibrazioni nel locale. Nella sperimentazione fatta dal nostro lettore, si potrebbe pensare che qualche dettaglio - ad esempio la forma asimmetrica del lavandino eventualmente combinata al modo con cui viene sollevato il tappo (che so, mano destra, mano sinistra, sollevamento meccanico fuori asse) - renda più probabile l'avvio della rotazione in senso antiorario piuttosto che orario, dopo di che il gorgo si accentua nello stesso verso non potendo certo arrestarsi e ripartire con moto contrario. Il gorgo, si badi bene, deve necessariamente formarsi e sostenersi, che sia esso legato o meno all'effetto Coriolis, perché l'acqua non può precipitarsi radialmente tutta insieme nel foro di scarico, troppo piccolo rispetto alle dimensioni del lavabo, e inoltre è costretta a lasciare un'apertura al centro per consentire lo sfogo dell'aria dai tubi.

Per concludere, è probabile che chi ritenesse di poter dimostrare la rotazione della Terra nella stanza da bagno di casa con un piccolo esperimento di poca fatica e costo nullo rimarrebbe parecchio deluso. Che fare allora? Ci sono modi diversi. Il più semplice, come si è detto, è quello di studiare le modalità dei tifoni e delle trombe d'aria. Altrettanto banale è fare la considerazione che i venti alisei soffiano sempre da Est a Ovest, in quanto l'aria che si muove dal polo Nord, freddo, verso l'equatore, caldo, viene appunto deflessa verso destra (e verso sinistra nell'emisfero meridionale, che è di nuovo in direzione Ovest). Per andare nel complicato, si può costruire un bel pendolo di Foucault, il cui piano di oscillazione si mantiene fisso nel tempo rispetto alle stelle fisse e quindi presenta un'apparente rotazione rispetto alla terra, con un periodo di 24 ore al polo Nord (ovviamente!) e di 36 ore circa alla latitudine di Roma (un po' meno ovviamente). Per far prima, si può andare a vederlo in qualche museo scientifico, ad esempio a Milano o a Monaco. Oppure si può realizzare o comprare bell'e pronta una bussola giroscopica - anch'essa inventata dal grande Foucault - che punta sempre nella stessa direzione dello spazio e quindi si inclina rispetto alla terra quando questa ruota.

A proposito del grande Foucault, merita fare una notazione che risulterà gradita ai lettori di Scienza e Paranormale, presumibilmente poco fiduciosi nella medicina omeopatica. A metà dell'Ottocento, il nostro scienziato, tra un'invenzione e l'altra, trovava il tempo di scrivere su un giornale parigino che l'omeopatia era una baggianata. Era stata inventata da poco, ma a una mente scientificamente esercitata rivelava già la sua insipienza. Eppure, oltre centocinquanta anni dopo, in Italia ci sono ben cinque milioni di persone che si curano con essa e medici e farmacisti che ci fanno sopra un bel po' di soldi. E un Piero Angela che viene denunciato per averne messo in evidenza i punti deboli. Ma già, l'uomo è fatto così, non sa fare uso dell'intelligenza di cui dispone: molte persone credono e crederanno sempre in cose assurde, anche più assurde di questa. C'è da dolersi per loro.

Andrea Frova
Professore di Fisica Generale
Università di Roma "La Sapienza"

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