Volti di Belmez: un aggiornamento dalla Spagna

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  • 26-07-2005
  • di Fernando Frias Sanchez

Il fenomeno dei "volti di Bélmez" (vedi S&P 57) si presentò nel 1971, nel paese andaluso Bélmez de la Moraleda, nella provincia di Jaén (Spagna). All'inizio si trattava semplicemente di un volto - simile al "Sacro Volto" della Cattedrale di Jaén, che si suppone sia uno dei tre lini con cui la Veronica asciugò il volto di Cristo - che, secondo i proprietari della casa in cui apparve, aveva resistito a tutti i tentativi di cancellazione. I proprietari dissero che erano arrivati a eliminare il pezzo di pavimento ricoprendolo con altro cemento per poi accorgersi che il volto tornava ad apparire.

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La stampa dell'epoca trasformò il fatto in un autentico fenomeno di massa, e la famiglia, che fin dal principio aveva venduto foto del "volto" e biglietti di ingresso per la visita della casa, prontamente cominciò a offrire nuove attrazioni: altri volti si aggiunsero all'originale e coloriti personaggi in cerca di visibilità contribuirono a darle maggior attrattiva. Il paese, di appena 2000 abitanti, arrivò a registrare oltre 10.000 turisti a fine settimana.

Nonostante tutto, il fenomeno passò con il tempo in secondo piano. I giornali che tanto avevano contribuito a divulgare il mistero non tardarono a denunciarlo come fraudolento, a segnalare il profitto economico che stavano ottenendo i proprietari del volto, e a discutere di quanto se ne fosse approfittato come grande attrazione turistica. E, anche se gli "investigatori" continuavano a parlare dei "volti di Bélmez" come del "più grande fenomeno paranormale della storia", quel che è certo è che nel giro di un anno tutto cadde poco a poco nell'oblio.

All'inizio del 2004 la vicenda è tornata alla ribalta. La morte di Maria Gòmez Càamara, la proprietaria della casa dei volti, ha riportato il fenomeno dei volti su tutti i mezzi di comunicazione, e questa nuova pubblicità ha fatto accorrere a Bélmez migliaia di curiosi, ansiosi di assistere allo spettacolo. Così come accadde nel 1971, non è mancato chi ha di nuovo approfittato dell'attrazione turistica.

Questa volta i protagonisti principali sono stati la Sociedad Española de Investigaciones Parapsicológicas (SEIP), che ha avvallato la paranormalità del fenomeno e l'Amministrazione comunale di Bélmez, disposte a comprare la casa per insediarci un "centro di interpretazione dei volti", un museo che dovrebbe servire da attrazione turistica permanente. Solo non hanno tenuto conto del fatto di non essere gli unici ad avere questa ambizione: gli eredi di Maria Gòmez vogliono la loro fetta di torta e così hanno chiesto per la casa un prezzo esorbitante. Si parla di un milione di euro.

Di fronte a questo ostacolo irrisolvibile per l'economia del paesino spagnolo, gli investigatori della SEIP non hanno tardato a trovare una soluzione: nell'ottobre 2004 hanno annunciato la scoperta di nuovi "volti" in una seconda casa, quella dov'era nata Maria Gomez, che ha il vantaggio di essere molto più economica di quella originale. L'affare era di nuovo in marcia.

È stato qui che è sopravvenuto un nuovo ostacolo: Francisco Máñez, veterano investigatore valenciano, ha denunciato pubblicamente che lui stesso aveva insegnato ai membri del SEIP a disegnare i "volti" nella nuova casa. La denuncia di Máñez, sostenuta da abbondanti dati pubblicati su El Escéptico Digital, bollettino dell'ARP-Sociedad para el Avance del Pensamiento Crítico (un'associazione analoga al CICAP in Spagna, NdR), ha trovato eco sulla stampa, e il giornalista Javier Cavanilles ha pubblicato sul quotidiano El Mundo una serie di articoli che hanno affossato di nuovo l'operazione commerciale.

E questa volta, pare, definitivamente. Nonostante sia la SEIP che l'amministrazione comunale di Bélmez continuino a garantire che il fenomeno è autentico e che l'opportuna apparizione di nuovi "volti" in una casa più a buon mercato non ha nulla a che vedere con alcuna manipolazione, di certo la stampa spagnola ha perso anche quel poco rispetto che aveva per il fenomeno, al punto che, quando dopo poco, è saltata fuori una registrazione video che mostrava strane figure che sembravano attraversare un grattacielo incendiato di Madrid, i quotidiani hanno subito parlato di possibile truffa, dicendo che poteva trattarsi di "un nuovo falso come quello di Bélmez". Truffa alla quale hanno partecipato sia la SEIP che l'Amministrazione comunale che, per mesi, hanno minacciato di sporgere denuncia per diffamazione contro Francisco Máñez, ARP-SAPC e Javier Cavanilles, ma non l'hanno mai fatto. Evidentemente, queste denunce sono consistenti quanto i "volti" paranormali...

Fernando L. Frìas Sanchez
Avvocato, collabora a Pensar