Che cosa sono le "orbs"?

Fantasmi, sfere di plasma energetico, entità extraterrestri, sonde aliene e qualcosa di molto più terreno...

  • In Articoli
  • 02-08-2006
  • di Marcello Garbagnati

Navigando su internet, tra i tanti siti che si occupano di ufologia, crop-circle e misteri, ci si può imbattere facilmente in accurate descrizioni di fantomatiche entità luminose chiamate "orbs": macchie che appaiono nelle fotografie scattate sia con macchine digitali che tradizionali con l'utilizzo di flash amatoriali (quelli integrati nelle fotocamere compatte).

Sui siti che si occupano di misteri in modo poco razionale vengono definite alcune caratteristiche comuni a tutte le "orbs":

  • appaiono solo con l'uso del flash;
  • sembrano sfere trasparenti di varie dimensioni e di varia densità, mostrano sempre una corona e un tenue nucleo che li fa assomigliare a diafane diatomee circolari;
  • vengono rilevati sia su pellicola che da sensori digitali.

Da questi tre punti si passa alle ipotesi più assurde e fantasiose che dipingono le "orbs" come:

  • sfere di plasma energetico che si illuminano con il flash;
  • particelle energetiche catturate dall'atmosfera terrestre al passaggio della Terra attraverso la coda tenue delle comete;
  • entità extradimensionali, intese come entità prodotte dall'attività tellurica del pianeta, entità disincarnate o creature di altre dimensioni;
  • sonde esplorative di natura aliena;
  • e la mia preferita: sonde di esplorazione temporale inviate dal futuro!
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Tali fantasiose ipotesi mi incuriosirono e decisi di vederci chiaro per capire l'esatta natura del fenomeno. Esaminai tutte le foto da me realizzate (circa 10.000) negli ultimi quattro anni, notando come il fenomeno si presentasse con maggiore frequenza negli scatti effettuati con macchine compatte piuttosto che con macchine semiprofessionali.

In sostanza, una macchina professionale, rispetto a una compatta, si differenzia per alcuni parametri:

  • presenza di lenti UD (bassa dispersione) nell'ottica;
  • eventuali elementi ottici in fluorite;
  • flash distante dall'obiettivo.

A dispetto del luogo comune di natura prettamente commerciale "tanti megapixel = foto più belle", è importante notare che non è questo il requisito primario che definisce la qualità di una macchina digitale: il numero di megapixel definisce essenzialmente la massima dimensione di stampa che è possibile ottenere. Per esempio, una foto a 2 megapixel, stampata in un formato ridotto come il classico 11x15, scattata con una macchina di fascia semiprofessionale o professionale sarà, fotografo permettendo, decisamente migliore rispetto alla stessa fatta con un'economica macchina da 6 megapixel.

La presenza predominante di "orbs" nelle foto fatte con macchine compatte mi fece ipotizzare che il problema potesse risiedere nell'accoppiata ottica-flash.

Iniziai quindi a documentarmi sui siti dei produttori di macchine fotografiche e sui forum tecnici di fotografia, scoprendo che la Fuji Film USA aveva già chiarito ampiamente il fenomeno: "Le particelle di polvere sospese nell'aria possono causare punti bianchi in varie posizioni sulle foto scattate utilizzando il flash. Le polveri davanti al soggetto riflettono la luce e l'immagine della polvere è fotografata sfuocata.

Polvere, neve, pioggia, polline, vapore acqueo, o qualunque altra particella in sospensione possono causare lo stesso problema. Il difetto si manifesta soprattutto con le fotocamere compatte, col flash posizionato molto vicino all'obiettivo.

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La particella sembrerà chiara e grande perché è fuori fuoco e può assumere la forma del diaframma, solitamente tondeggiante. Le particelle più lontane appariranno scure e piccolissime perché a fuoco e non saranno quindi visibili sulla fotografia. [...] Questo problema riguarda le foto fatte col flash. Se, rivedendo le foto, si presentano queste macchie, ci sono tre possibili soluzioni: scattare un'altra foto (la polvere che ha causato il problema potrebbe non essere visibile); scattare un'altra foto senza flash (senza la luce del flash il problema non si presenta, però le foto con una lunga esposizione possono venire mosse...); posizionare il flash esterno (se è disponibile un flash esterno allontanarlo dalla fotocamera)".

Rileggendo il manuale della mia macchina fotografica Canon scoprii, con sorpresa, che il problema era stato affrontato anche lì. Canon sottolinea come il problema sia "tipico" e dovuto alla riflessione della luce su particelle disperse nell'ambiente e quindi non costituisce un malfunzionamento. Identiche risposte mi vennero date anche da fotografi professionisti, da non confondere con alcuni commessi dei negozi di fotografia che spesso sanno scattare foto solo in modalità automatica...

Il fenomeno è quindi ben conosciuto dagli esperti del settore, che ovviamente fanno di tutto per evitarlo nei propri scatti utilizzando flash molto distanti dall'obiettivo, paraluce, eccetera. È possibile trovare fotografi esperti su forum dedicati alla fotografia (cfr. bibliografia).

Come si genera una orb

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Sui newsgroup di fotografia troverete "topic" di gente che chiede se le "orbs" siano o meno dei fenomeni paranormali, generando, il più delle volte, grasse risate da parte degli esperti. Ecco un esempio di risposta: "hanno una più che degna spiegazione fisica le "orbs" riflesse del flash sulla polvere a causa degli assi obiettivo/flash troppo vicini".

Ovviamente, occorre informarsi sui siti di fotografia e non sui siti dedicati ai misteri; questa banale, ma fondamentale regola sembra sia ignorata da molti cacciatori di misteri. Vi sono anche siti che trattano direttamente l'argomento in maniera razionale.

Le "orbs" sono quindi un'aberrazione ottica. Su internet è però possibile trovare foto che presentano anomalie di diversa natura; di seguito propongo un elenco di possibili cause che possono generare artefatti sulle immagini:

  • particelle fuori-fuoco illuminate dal flash;
  • polvere sull'obiettivo;
  • polvere dentro l'obiettivo o nel corpo macchina (tipico delle macchine reflex);
  • lens-flare, riflessione interna alle lenti dell'obiettivo (effetto che spesso si trova nelle foto controluce);
  • esposizione multipla;
  • oggetti fuori-fuoco troppo vicini all'obiettivo;
  • ottica di bassa qualità;
  • riflessione della luce del flash da parte di oggetti;
  • contaminazione della pellicola durante lo sviluppo;
  • contaminazione della pellicola durante la stampa;
  • polvere sul vetro dello scanner;
  • malfunzionamento delle scanner;
  • invecchiamento della luce dello scanner;
  • umidità;
  • pellicola scaduta o conservata in un luogo troppo caldo o umido;
  • modifiche digitali della foto tramite programmi di fotoritocco (non è una regola fissa e anche qui è possibile imbrogliare, ma se una foto proveniente da una fotocamera digitale pubblicata su internet non presenta nel file le informazioni EXIF, relative alle modalità di scatto, è stata perlomeno aperta e salvata con un programma di fotoritocco).

Risulta quindi evidente che la presenza di "orbs", in foto scattate nei pressi di crop-circle e di case abbandonate, è da imputarsi a una grande quantità di polvere o di terra sollevata da correnti d'aria o dalla presenza degli osservatori.

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Mi sembrò ormai di aver tutte le prove per poter chiudere il caso "orbs", ma volevo qualcosa di ancor più convincente: la prova sperimentale. L'idea era quella di fotografare una particella ben definita per ottenere l'"orb". Facile a dirsi, ma un po' meno a farsi: tener sospesa in aria una particella e poi fotografarla è davvero un'impresa.

Nei primi tentativi spruzzai del talco in un ambiente buio scattando con una macchina compatta Canon A60 (zoom 3x, 2 megapixel).

I risultati non furono però dei migliori: ottenni solo una o due "orbs" mal definite e la nuvola di borotalco veniva fotografata in toto. Le cause erano molteplici: errata densità della nuvola di particelle, ambiente di dimensioni ridotte che veniva completamente illuminato dal flash, eccetera. Decisi quindi di interrompere la sperimentazione in attesa di un'idea migliore.

Inaspettatamente, facendo snorkeling nel Mar Rosso, osservai come l'alta concentrazione di plancton e particelle sospese nel mare potessero comportarsi esattamente come le particelle di polvere sospese nell'aria causa delle classiche "orbs".

Scattai quindi alcune foto con la medesima Canon A60 dotata di scafandro subacqueo. Per ottenere l'effetto impostai la messa a fuoco all'infinito forzando il flash (solitamente non si usa questa modalità di scatto per le foto subacquee, bensì la modalità a priorità di tempo).

Il risultato ottenuto fu quello sperato: "orbs" nitide esattamente dove vi si trovava la maggior concentrazione di particelle sospese. Purtroppo non è possibile rendere in foto le particelle che generano le "orbs", senza "orbs", ma l'esperimento è ripetibile facilmente da chiunque ed è facile constatare di persona come siano le particelle sospese nel mare a generare le "orbs".

Credo quindi non vi siano più dubbi sulla natura delle "orbs", per lo meno su quelle che si presentano come sfere trasparenti di varie dimensioni e di varia densità e che mostrano una corona e un tenue nucleo che le fa assomigliare a diafane diatomee circolari.

Certamente qualcuno, leggendo questo articolo, ipotizzerà che le "orbs" siano sonde inviate dagli abitanti degli abissi, ed è per questo motivo che il mare ne è pieno...

Marcello Garbagnati
CICAP Lombardia

www.marcellogarbagnati.it

Bibliografia