Centinaia di persone ci scrivono: facciamo il punto!

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©woodleywonderworks Flickr
Si è da poco concluso il secondo appuntamento con il Corso per indagatori di misteri del CICAP[1] che, quest’anno, si svolge a Bologna; essendo intervenuto in quell’occasione per parlare dell’attività del Gruppo Indagini, nel corso delle ultime settimane ho ripreso in mano un gran numero di casi che abbiamo avuto il privilegio di analizzare in questi anni. Giusto per fornire qualche dato, nel 2018 le richieste di consulenza ammontavano a poco più di 180; nel 2019 siamo arrivati a circa 150. A queste vanno aggiunte alcune decine di mail spedite da persone che, per dirla in modo gentile, possiamo far rientrare nella categoria dei credenti ad ogni costo: si tratta di persone per le quali noi siamo i «nemici», gli «occultatori della verità» al soldo, manco a dirlo, dei «governi segreti» e delle multinazionali. Questo spaccato di società è indubbiamente interessante ma suscita anche preoccupazione. Un buon numero di queste mail che abbiamo ricevuto comincia pressappoco così: «Sono una persona razionale al 100%, ma...». E dopo quel “ma” vengono esplicitate credenze, superstizioni e disagi di varia natura che, generalmente, coinvolgono anche chi meno ti aspetti. Non vi sono distinzioni di sesso, estrazione sociale o livello culturale: il paranormale attira e spaventa persone anche molto diverse tra loro, dai giovani alle persone anziane, dalla casalinga e madre di famiglia al laureato in ingegneria meccanica. Come faceva notare già anni fa Luigi Garlaschelli, possiamo affermare senza ombra di dubbio che, ancora oggi, molte persone vogliono credere a questi fenomeni. Sono persone uscite dal sentiero della razionalità per avventurarsi su percorsi tortuosi che, in certi casi, portano davvero molto “lontano”; è sempre molto grande, infatti, il rischio per queste persone di perdersi nell’attraente e (solo in apparenza) soddisfacente mondo delle pseudoscienze.

Nella “cassetta degli attrezzi” dello scettico deve essere sempre presente l’indispensabile “rasoio di Ockham”. Ma nel leggere molte delle mail che arrivano in sede sembrerebbe che questo importantissimo principio metodologico venga banalmente confuso con un prodotto per la perfetta rasatura! Se poi aggiungiamo le false correlazioni di causa-effetto, il giungere a conclusioni pur non avendo dati sufficienti, la totale mancanza di conoscenze in campo statistico, ecc., il risultato che si ottiene è facilmente intuibile.

L’aver trovato un video su YouTube, che apparentemente mostrerebbe un fenomeno paranormale, non può essere considerata una prova adeguatamente robusta a sostegno dell’esistenza della tal cosa, perché vale sempre la pena di ricordare che «fenomeni straordinari richiedono prove straordinarie». Eppure, sono molte le segnalazioni che riceviamo relative a presunte prove di questo genere. Come quella di un signore che tempo fa ci segnalò un video nel quale venivano riprese delle altalene, in un parco giochi per bambini, che ondeggiavano da sole (ma in evidente presenza di vento!) sostenendo che tale video fosse la prova regina dell’esistenza dei fantasmi. Nell’era delle telecomunicazioni sembra che alcuni si siano dimenticati dell’importanza del controllo! Il fatto che ci sia un video a “testimoniare” qualcosa non è sempre sinonimo di genuinità del fenomeno ripreso: potrebbe essere stato utilizzato qualsiasi tipo di trucco oppure potrebbe essere il video stesso a essere stato rimaneggiato in vario modo, magari per ottenere più “like” sui social. Altre tecnologie possono portare alcuni a credere di essere stati testimoni di un fenomeno inspiegabile. È il caso del video di un UFO che si spostava a grande velocità nei cieli sopra la laguna veneta. Osservando il filmato, girato da chi ci aveva contattato, era piuttosto evidente l’origine di tale oggetto volante non identificato: un potente faretto di una discoteca poco distante che proiettava un fascio di luce circolare sullo strato di nuvole basse. E che dire di chi crede di aver trovato la mitica Atlantide o una gigantesca base aliena sottomarina semplicemente utilizzando Google Earth? Effettivamente il software mostrerebbe strane formazioni in alcuni punti dei fondali oceanici (così come nel nostro Mediterraneo) ma ciò non dovrebbe portare a conclusioni affrettate; non mi dilungherò qui, ma la spiegazione razionale c’è[2] e non ha nulla a che fare con le ipotesi proposte sui social e condivise da chi ci ha segnalato la faccenda.

Non è poi pensabile credere nell’esistenza di capacità extrasensoriali solo perché tutti ne parlano. E lo stesso vale per fenomeni misteriosi quali “presenze spiritiche”, alle quali si attribuiscono eventi che, di fatto, hanno ben poco di misterioso. Ci siamo meravigliati, ad esempio, del fatto che qualcuno ha voluto attribuire a un caro estinto la misteriosa comparsa di un cucchiaino da gelato (quelli in plastica) nella propria cucina; perché un’anima spiritica dovrebbe manifestare la propria presenza proprio con simili apporti, invece di comunicare direttamente con i parenti ancora in vita?

Infine, le testimonianze che abbiamo ricevuto ci hanno fatto spesso pensare a quanto la ricerca di possibili correlazioni tra due eventi distinti possa essere fuorviante e alimentare false credenze. È di poche settimane fa, ad esempio, la richiesta di una persona che si chiedeva se esistesse una relazione tra il disastro di Chernobyl e la nascita, proprio quell’anno, di una sua nipotina affetta da sindrome di Down. A detta di chi ci aveva contattato, la credenza circa questa possibile relazione sarebbe molto diffusa in una zona del sud Italia, per spiegare la nascita di bambini affetti da questa anomalia cromosomica. Ci siamo fatti fornire qualche dato in più ed è stato facile evidenziare che non esisteva alcuna relazione di causa-effetto tra i due eventi. La bimba è stata infatti partorita solo pochi giorni dopo l’esplosione della centrale di Chernobyl (avvenuta il 26 aprile 1986); la sindrome di Down è una alterazione genetica che interessa, invece, le prime fasi dello sviluppo embrionale e che, com’è ben noto, è influenzata in modo molto importante dall’età della madre.

Visto che questa è solo una piccola “finestra” sulla diffusione di diverse credenze nel paranormale e nelle pseudoscienze – anzi, piccolissima, perché la gran parte delle persone non contattano il CICAP per riferire le loro esperienze – è facile immaginare che il fenomeno sia molto esteso. Da parte nostra, non ci resta che continuare a diffondere il pensiero critico nel modo più capillare possibile. Anche se è una lotta impari, siamo convinti di aver reso un servizio utile a molti di quelli che ci hanno interpellato, e ci auguriamo di aver contribuito a diffondere la nostra voglia di capire, non limitandosi a credere a ciò che più ci piace.

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