Rods - quelle scie apparentemente inspiegabili

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Ripetiamo spesso che i nostri sensi ci permettono una visione limitata del mondo che ci circonda. Il nostro cervello non funziona come una telecamera: non abbiamo la capacità, ad esempio, di memorizzare immagini e suoni come, invece, ci permette di fare un dispositivo elettronico; allo stesso modo, non possiamo fare un fermo immagine mentale di ciò che è accaduto davanti a noi, né rivedere a piacere una sequenza di fotogrammi o riascoltare un dialogo udito in precedenza. Se tutti i sensi ci ingannano, basta anche solo la vista a creare non pochi problemi. È piuttosto normale, infatti, trovarsi davanti a incongruenze tra ciò che riusciamo a percepire con gli occhi, in una certa situazione, e ciò che risulta in una foto della stessa scena. La fotografia “congela” la scena e ci permette di rivivere il momento, di meditarci sopra e di identificare particolari che, di persona, ci erano sfuggiti. Nel riguardare le foto, però, dovremmo sempre tenere pronto il nostro indispensabile “rasoio di Ockham” – uno dei più importanti utensili della cassetta degli attrezzi dello scettico[1] – per poter analizzare una situazione nel modo più razionale possibile.

Tra le varie tipologie di fotografie misteriose (si vedano, ad esempio, gli articoli precedenti di questa rubrica pubblicati su Query 31 e 35) vi sono anche quelle che riguardano i cosiddetti “rods”. Ne trovate due esempi nelle immagini in queste pagine. La prima foto è, in realtà, un fermo immagine ricavato dal video di una telecamera di sicurezza, posizionata nella casa del signor Fulvio. In essa è ben visibile una “presenza” che, apparentemente, sembra inspiegabile. Il proprietario dell’appartamento, allertato dall’allarme, ci ha contattato per chiederci un parere. La seconda foto, tra l’altro molto bella, ci arriva dal signor Gerardo e anche qui si notano delle sottili e anomale scie, apparentemente incastonate all’interno della Via Lattea (si veda anche l’ingrandimento della foto con il particolare delle strisce luminose nel cielo). In entrambe le situazioni, è difficile giungere a una soluzione razionale del fenomeno se non si è un pochino pratici di effetti ottici in campo fotografico. Quelle scie hanno una spiegazione molto terrena: non si tratta né di spiriti che infesterebbero le abitazioni private, né di misteriose formazioni nella nostra galassia; si tratta, più semplicemente, di insetti notturni, quasi sempre falene, che vengono immortalate durante il passaggio davanti all’obiettivo. Avete presente? Sono quelle farfalline che, nelle notti estive, svolazzano incessantemente attorno ai lampioni stradali accesi, disorientate dalla presenza di una forte fonte luminosa. Il loro rapido movimento può contribuire, a seconda delle condizioni di ripresa, alla formazione di quelle strane scie sinusoidali dovute al movimento delle ali. Nella foto scattata in esterni, ad esempio, ci sono due particolari importanti: 1) la persona presente sulla scena indossa un caschetto dotato di torcia elettrica; 2) il tempo di scatto utilizzato è stato davvero molto elevato: 30 secondi!

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Ovviamente, tale esposizione era necessaria per poter mettere in evidenza la Via Lattea. La luce del caschetto, ha attirato (come i lampioni citati prima) le falene notturne in zona. Ingrandendo la foto originale, si nota molto bene il percorso a spirale attuato dall’insetto in presenza della fonte di luce e si riescono a scorgere anche i tipici andamenti ondulatori prodotti dal movimento delle ali. Il tempo di scatto lunghissimo, infine, ha consentito all’insetto (illuminato dalla torcia) di immortalare nella foto la scia del percorso seguito. Quello che a occhio nudo non era possibile notare (difficilmente ricorderemmo la presenza di piccole falene che ci svolazzano attorno, mentre siamo intenti a goderci lo spettacolo di un cielo stellato come quello) è stato “congelato” dalla fotocamera e, per via della prospettiva, ha portato il signor Gerardo a credere che tale fenomeno fosse lontano, nello spazio, piuttosto che a pochi metri da sé. Per quanto riguarda il video nell’appartamento privato, che si tratti proprio di una farfallina lo si capisce dal fatto che, oltre a passare davanti all’obiettivo della telecamera, l’insetto si posa, ad un certo punto, proprio nelle vicinanze del dispositivo.

Ringraziamo entrambi i mittenti per aver condiviso con noi le loro storie e per averci autorizzato alla pubblicazione delle relative immagini.

Note