CICAP Fest 2020: una sfida vinta

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  • 02-02-2021
  • di Daniela Ovadia e Massimo Polidoro
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Daniela Ovadia, Massimo Polidoro e Telmo Pievani inaugurano il CICAP Fest 2020. ©Roberta Baria
Il tema dell’edizione 2020 del CICAP Fest, il Festival della scienza e della curiosità del CICAP, era: “La sfida è adesso. Ri-partire con la scienza affrontando il cambiamento, l’imprevisto e l’improbabile”. Un Festival che ha visto i suoi piani scombussolati improvvisamente dalla pandemia tuttora in corso. Tanto che lo abbiamo dovuto ripensare totalmente, trasformandolo in un’edizione digitale. Una vera e propria sfida anche contro il tempo, che, però, pensiamo sia stata vinta.

Conclusosi il 18 ottobre 2020, ha infatti registrato 3.611.449 impressions sui canali social del Festival, raggiungendo con incontri live e registrati, disponibili gratuitamente sul sito del CICAP Fest e sui social media dell’evento, 839.055 utenti unici, che hanno visualizzato 1.368.817 minuti di contenuti, pari a oltre 22.813 ore.

Non abbiamo voluto trasmettere semplici conferenze in streaming o lezioni su zoom, ma abbiamo scelto di realizzare un vero e proprio palinsesto televisivo, con oltre 170 appuntamenti rivolti a un pubblico ampio di adulti, giovani, famiglie. Il CICAP Fest si è infatti tenuto nell’arco di tre settimane e quattro weekend, dal 25 settembre al 18 ottobre, grazie alla collaborazione di 196 tra autori, scienziati, divulgatori, intellettuali e artisti che si sono messi in gioco per riflettere sulla ricostruzione: che cosa questa epidemia ci ha insegnato sulla scienza e sulla società, quali problemi ha messo in luce e come possiamo porvi rimedio. È stata straordinaria la partecipazione delle scuole agli incontri dedicati, con oltre 100 classi e più di 2000 studenti coinvolti, a dimostrazione che anche in circostanze impegnative, come quelle che sta vivendo la scuola oggi, il desiderio di approfittare delle possibilità offerte dalla tecnologia per ascoltare e apprendere da studiosi ed esperti è altissimo.

Tuttavia, come dicevamo, affinché il Festival di quest’anno potesse svolgersi, anche se in forme diverse da quelle inizialmente previste, abbiamo dovuto pensare a nuove modalità di presentazione e ideare nuovi format che permettessero un’alta qualità e potessero conservare una forma di coinvolgimento del pubblico. I risultati ci hanno confermato che era la scelta giusta: il Festival ha avuto una caratura nazionale e non solo: il 10% del pubblico che ci ha seguito, sul sito cicapfest.it, su Facebook, su Youtube e Instagram, si è collegato dall’estero. Segno che c’è tanto interesse per la scienza e, soprattutto, c’è tanto desiderio di capire una realtà sempre più complessa e di farlo tenendo sempre i piedi ben saldi per terra.

Siamo rimasti molto sorpresi dai numeri: non solo gli eventi più divulgativi, ma anche quelli più impegnativi hanno avuto un grande successo di pubblico, ed è stato per noi un segnale importante. La nostra speranza è che i filoni che abbiamo scelto per questa edizione (le diseguaglianze, i problemi di genere, la corretta informazione e la lotta alle fake news, il modo in cui la scienza può intervenire nella società, l’apporto dello sviluppo scientifico al superamento di crisi come quella che stiamo vivendo e tante altre, a partire dall’emergenza climatica) possano in qualche modo ispirare la nostra capacità di fare i conti con una realtà che cambia. Speriamo di aver dato cibo per il pensiero.

«Qualcuno ha detto la cosa giusta» ha osservato Piero Angela, che del CICAP è stato il fondatore e ne è il Presidente onorario «che la scienza è la forma più alta di buon senso. Spesso però questo non viene capito. Il fatto è che il nostro compito, come CICAP, è certamente quello di diffondere conoscenze, informazioni, notizie… ma, soprattutto, è quello di contribuire a creare una mentalità scientifica. Questo significa semplicemente che, quando si tratta di prendere decisioni importanti, bisognerebbe agire sulla base della razionalità e non dell’emotività. È questo il buon senso di cui si parla. E un’iniziativa riuscita come il CICAP Fest può indubbiamente aiutare a rendere sempre più familiare il modo di pensare e di ragionare della scienza».

Accanto alle tante soddisfazioni che ci accompagneranno a lungo abbiamo chiuso il Festival con un arrivederci alla prossima edizione. L’idea, infatti, è quella di ritrovarci nuovamente, a settembre 2021, non solo online ma di persona, ancora una volta a Padova.

Nel frattempo, ci piace ricordare che tutti i contenuti del CICAP Fest EXTRA 2020 resteranno disponibili per essere rivisti a piacere sul canale YouTube del CICAP. E, in particolare, fino alla primavera i contenuti principali saranno riproposti sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram del CICAP Fest. Chi desidera essere tenuto aggiornato sulle prossime novità, può iscriversi alla newsletter del Festival andando al sito: cicapfest.it

In questo numero di Query pubblichiamo invece l’intervento di Alessandro Barbero e tre interviste che sono andate in onda durante il CICAP Fest a altrettanti ospiti di eccezione: Jim Al-Khalili, intervistato da Barbara Gallavotti, Naomi Oreskes intervistata da Fabio Turone, e Stephan Lewandowsky intervistato da Massimo Polidoro. Buona lettura!

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Roberta Villa intervista Sergio Garattini al CICAP Fest 2020. ©Roberta Baria


Il CICAP Fest è promosso dal CICAP in collaborazione con l’Università, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio di Padova e Promex, con Regione del Veneto e con il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Audible come Partner; Assindustria Venetocentro, Confagricoltura Padova, Istituto Mario Negri, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione AIRC, Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, Orto botanico di Padova e Musme come partner istituzionali; Intesa Sanpaolo e Corvallis come sponsor, Circuito Zero come sponsor tecnico e con la media partnership di Focus, Il Mattino di Padova, Radio RAI, TV7, Focus Scuola, Il Bo Live e PLaNCK!