Gli Yoruba: gemelli record!

Stando ai dati Istat 1991-1996 forniti dal sito www.gemelli.iss.it (la sezione dell'Istituto Superiore di Sanità dedicata ai gemelli), in Italia circa una gravidanza su 94 è gemellare, e di queste, circa un terzo si rivela di tipo monozigote. La frequenza di gravidanze trigemine o quadrigemine è invece molto più rara: se l'incidenza della gravidanza gemellare è di 1 su 94, quella trigemina è di 1 su 3.000 circa e quelle di ordine superiore addirittura di 1 su 23.000 circa.
Non molto diversi i dati forniti dal sito www.gemelli-it.org (un sito nato nel 2000 dall'interessamento di due genitori di gemelli) dove si riporta che circa un parto su 80 (corrispondente all'1,25 per cento) è un parto gemellare bigemino (con due gemelli). Di questi un quarto, uno su 320 circa, è rappresentato da gemelli identici (monozigoti o monovulari). I tre quarti restanti sono quasi totalmente rappresentati da gemelli fraterni (dizigoti o biovulari).
Decisamente più rari sono invece i parti plurigemellari: i trigemellari sono circa 1 su 8.000 nascite. I quadrigemellari scendono a circa 1 su 730.000. I pentagemellari addirittura intorno a 1 su 65.000.000.
Nel resto del mondo si osserva che la percentuale di gemelli non identici varia in modo significativo nei diversi paesi e nei diversi gruppi etnici: ad esempio, la frequenza di gemelli dizigotici tra le popolazione di origine africana (16 per ogni 1.000 parti) è sensibilmente superiore a quella delle popolazioni caucasiche (8 ogni 1.000 parti) e decisamente più elevata rispetto a quelle asiatiche (3 ogni 1.000 parti: da notare che in Asia la grande maggioranza dei parti gemellari è insolitamente di tipo monozigote). Tutto ciò segnala la presenza di interazioni genetiche e ambientali che agiscono localmente. La frequenza di parti gemellari monozigoti rimane invece piuttosto costante in ogni parte del mondo, suggerendo per la monozigosi un meccanismo di innesco diverso da quello della produzione di dizigoti, apparentemente più legato al caso e abbastanza indipendente dagli effetti ambientali (ricordiamo che per produrre gemelli fraterni, o dizigoti, serve di fatto una superovulazione che produca due zigoti, mentre i gemelli identici si generano per successiva scissione di un unico zigote iniziale).
Decisamente inconsueta la frequenza gemellare tra gli Yoruba, un vasto gruppo etno-linguistico di circa 40 milioni di persone diffuso nell'Africa Occidentale e particolarmente in Nigeria. Questa popolazione detiene infatti il record mondiale di gemellarità dizigotica (anche qui però la frequenza di gemellli identici rimane comparabile a quella di altri paesi anche industrializzati). La causa di tutto ciò va imputata molto probabilmente alla loro particolare alimentazione, basata sull'igname, una pianta tuberosa del genere Dioscorea, che contiene elevate quantità di fitoestrogeni e determina significativi incrementi dell'ovulazione nelle donne sessualmente mature. Tale interpretazione è ulteriormente supportata dal fatto che i cambiamenti di abitudini alimentari, conseguenti ad esempio all'urbanizzazione, annullano tali effetti.
Si rileva infine che, negli ultimi decenni, il numero dei parti gemellari (non identici) nei paesi occidentali ha subito un notevole aumento a causa della sempre maggiore diffusione delle procedure di fecondazione assistita, con incrementi di circa il 47 per cento per i parti gemellari e addirittura del 370 per cento per i parti plurigemellari.