Un successo la Seconda Giornata Antisuperstizione

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  • 20-11-2010
  • di Marta Annunziata
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Una giovane donna guida la sua auto, diretta ad un appuntamento, quando a un tratto...una frenata brusca. Non è un gatto nero quello che ha appena attraversato la strada davanti a lei? Lo è senz’altro, e tutti sanno cosa vuol dire. Certo, l’appuntamento è fra un quarto d’ora, ma andarci dopo aver incrociato un gatto nero sarebbe senz’altro peggio che arrivare in ritardo. La donna accosta. Aspetterà ben 35 minuti prima che un’altra macchina, ignara, la raggiunga e la superi, attirando su di sè la sfortuna del gatto... Questo aneddoto non è inventato, ed è riflettendo su casi come questo che è nata la “Giornata antisuperstizione” del CICAP, che si è svolta per la prima volta nel 2009 ed è stata riproposta lo scorso venerdì 17 settembre «Non è vero... e non ci credo!». Questo è stato il motto della nuova edizione, con l’obiettivo di far ragionare, in modo divertente, sui pericoli di credenze irrazionali che causano pregiudizi e paure infondate. L’evento 2010 ha coinvolto 13 città in tutta Italia, più una in Svizzera.

Ma come è andata?

A Lugano in Canton Ticino si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo gruppo, il CICAP Ticino. La sala, addobbata con ombrelli aperti e una scala sotto cui passare, era gremita. Inoltre i volontari del gruppo, in primis il presidente Paolo Attivissimo, si sono divertiti a versare del sale e sfidare le credenze irrazionali ingerendo un intero flacone di sonnifero omeopatico. Inutile dire che non ci sono state conseguenze negative...

In Abruzzo, a Vasto (CH), circa quaranta persone hanno visitato il “mysterioso” Palazzo D’Avalos, e hanno poi assisitito a una conferenza a quattro voci sulla superstizione in Italia e in altri paesi. Durante l’incontro, i volontari locali si sono premurati di rompere uno specchio e versare “casualmente” dell’olio.

Conferenze si sono svolte anche a Trieste e a Genova. A Genova una quarantina di persone hanno assistito ad una presentazione sulle origini e le conseguenze delle superstizioni, presso la libreria Books in the Casba di via di Prè, nei famosi vicoli genovesi. La conferenza è stata tenuta da Silvano Fuso, che ha di recente scritto un libro sull’argomento (acquistabile presso il sito del CICAP). Al termine è stato inoltre proiettato il cortometraggio “Superstizione” realizzato da Michelangelo Antonioni nel 1949. A Trieste presso la libreria Lovat, in Viale XX Settembre, il gruppo Friuli Venezia Giulia ha proposto un piccolo convegno a cui han partecipato centotrenta persone. La prof. Donatella Ferrante ha approfondito il tema della superstizione e del pensiero magico dal punto di vista della psicologia cognitiva. Si è parlato inoltre di CICAP, delle superstizioni triestine e di quelle legate ai numeri (relatori: Steno Ferluga, Stefano Polvi, Luca DiMonte, Giuliano Bettella) e la serata si è conclusa con una divertente rassegna fotografica.

Anche ad Augusta (SR), il gruppo siciliano ha proposto una conferenza a più voci sulle superstizioni, con particolare riguardo alla storia, al gioco d’azzardo e agli altri paesi (relatori: Ilario Saccomanno, Luca Manzella, Fabio Pulvirenti). Per accedere però occorreva passare sotto una scala! Durante la serata i partecipanti, una sessantina di persone, hanno potuto inoltre cimentarsi in una lotteria e in un quiz sulla superstizione; sono state inoltre proiettate alcune scene a tema tratte dalla tv e dal cinema, e sono state esposte delle stampe dell’illustratore Giuseppe Orlando.

Cene a tema si sono svolte a Modena, Roma e Bari, dove si è parlato delle motivazioni che spingono l’essere umano a comportamenti irrazionali, e di quelle superstizioni che fanno parte del folklore locale. A Bari i partecipanti per accedere ai tavoli han dovuto passare sotto una scala e un ombrello aperto. I tavoli inoltre erano apparecchiati con le posate incrociate e segnaposto con i gatti neri... Insomma, i superstiziosi avrebbero probabilmente digiunato. È stato anche distribuito un quiz che ha avuto un gran successo, con 17 domande sull’origine e il significato di varie superstizioni e i relativi “antidoti. Anche a Modena e Roma la serata è trascorsa piacevolmente, e nella capitale persino i camerieri sono stati coinvolti in piccoli giochi di prestigio.

Tre eventi si sono svolti in piazza: a Padova, Milano e Torino.

A Padova i volontari del CICAP Veneto hanno proposto al pubblico una tombola antisuperstizione, con scale sotto cui passare e specchi da rompere, nella bella cornice di Piazza delle Erbe.

A Milano, come l’anno scorso il CICAP Lombardia è stato presente in Largo La Foppa, zona centrale della città. Fra le attrazioni spiccava uno “jettatore” (un amico attore nei panni del personaggio) che si è divertito a “gufare” fermando i passanti. Dopo una prima reazione sospettosa, la maggior parte delle persone si è avvicinata per curiosare. Un centinaio di passanti hanno inoltre giocato alla ruota della sfortuna, in cui è la sorte a indicare il gesto scaramantico da eseguire, ricevendo poi un attestato con l’origine di quel gesto.

A Torino il CICAP Piemonte è stato in piazza CLN, sotto i portici del centro cittadino, riconoscibile per la sagoma a grandezza naturale di Piero Angela, nume cicappino e illustre torinese. Oltre centoventi persone hanno sfidato i pregiudizi affrontando un “Percorso a ostacoli per superstiziosi”, che fra le sette tappe comprendeva rovesciare quanti più salini possibili tirando una pallina e lasciarsi passare una scopa sui piedi. Moltissime persone inoltre si sono fermate a parlare con i volontari e leggere i poster esposti sulle origini delle superstizioni.

Questi eventi hanno permesso di compiere varie osservazioni.

- Moltissime persone sono davvero libere dalla superstizione. Anche quelle un po’ timorose nell’eseguire certi gesti, nella maggior parte dei casi sono riuscite a vincere la paura. E a Milano c’è stato anche chi ha voluto fare tutte le prove della ruota per avere tutti gli attestati!

- Sono stati osservati vari casi di superstizioni “selettive”: persone che non temono il 17, ma non aprirebbero mai un ombrello in casa; passano sotto la scala, ma non rovesciano il sale... Questo ci ricorda che la superstizione si radica sempre nelle storie personali degli individui.

- Abbiamo potuto avere un interessante confronto anche con persone che si autodefinivano “superstiziosi doc”.

- Abbiamo infine scoperto che essere antisuperstizioni non è necessariamento segno di razionalità: sia a Torino che Milano c’è stato chi ha lodato l’iniziativa ma poi ha voluto ricordarci che “i morti sono fra noi” o che “è ottuso non ammettere l’esistenza della telepatia”.

In Piemonte si sono tenuti altri due eventi: nel cuneese e a Novi Ligure.

Il CICAP Cuneo ha curato una trasmissione radiofonica su TRS Radio Savigliano. C’è stato spazio per far sperimentare ai DJ qualche prova antisuperstizione, intervistare Silvano Fuso, e parlare di mannarismo e credenza nelle streghe, due superstizioni che in passato hanno provocato molte vittime.

Infine a Novi Ligure (AL), la giornata antisuperstizione si è svolta presso il Caffè GEL, di Corso Italia, dove i soci CICAP del novese hanno organizzato un aperitivo scettico, a cui ha partecipato qualche decina di persone.

Un aperitivo antisperstizione si è svolto anche a Trento, presso il bar “Baccus” di piazza Fiera, organizzato dal gruppo CICAP TAA. Sia a Novi che a Trento curiosi e simpatizzanti sono stati invitati a mettersi alla prova compiendo gesti “portasfortuna”, come passare sotto una scala.

In questi e in quasi tutti gli eventi è stato proposto un test per capire quanto si è superstiziosi, ed i partecipanti hanno ricevuto un attestato di “antisuperstizioso”. Molti eventi sono iniziati alle h.17:17.

Avete preso parte all’evento e vi è piaciuto? Siete rammaricati di non aver potuto partecipare? Scrivete al gruppo locale più vicino e ricordatevi di noi il prossimo venerdì 17!