Dalla Russia con clamore

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  • 13-04-2012
  • di Giuliana Galati
Ninel (Nina) Sergeyevna Kulagina era una casalinga russa che viveva a Leningrado.
Nel 1965, in piena Guerra Fredda, le capacità di Nina, allora quarantenne, di riuscire a muovere degli oggetti posti su di un tavolo senza toccarli causarono un gran fermento nell'ambiente dei parapsicologi sovietici e cecoslovacchi.
Notizie incredibili giunsero ben presto fino in Occidente: si diffuse, infatti, la notizia che due premi Nobel e numerosi scienziati russi avevano esaminato le facoltà di Nina, pervenendo alla scoperta di «una nuova forma di energia». Grazie a tale energia, la Kulagina era riuscita persino a fermare il cuore di una rana con la sola forza del pensiero! Inoltre, per la prima volta nella storia, le abilità di una sensitiva erano state catturate su pellicola, ed è tutt’oggi possibile visionare tali filmati, disponibili anche su YouTube.
Si tratta di riprese in bianco e nero, senza audio, nelle quali la donna viene inquadrata, spesso nel suo stesso appartamento, mentre passa le mani sopra alcuni oggetti (fiammiferi, una saliera, una bussola...) posti su un tavolo di fronte a lei, e questi si muovono come guidati da una forza invisibile. Lo stesso esperimento, con gli stessi risultati, viene ripetuto anche mettendo gli oggetti sotto una scatola di plexiglas capovolta. Il filmato fu mostrato, nel 1968, durante il Convegno internazionale di parapsicologia a Mosca, dove venne spiegato alla platea che, prima di iniziare gli esperimenti, era stato verificato con cura che la Kulagina non nascondesse nulla addosso, anche attraverso un esame con i raggi X. Dopo tale verifica, Nina aveva bisogno di un lungo periodo di concentrazione per eliminare tutti i pensieri e poter manifestare i suoi poteri. Una volta concentratasi (la fase di meditazione poteva durare fino a quattro ore), sosteneva di provare un forte dolore alla colonna vertebrale e che la sua vista si annebbiasse, dopo di che iniziava la manifestazione delle facoltà paranormali. Per effettuare le riprese era però necessario fermare la cinepresa più volte: il video di pochi minuti che fu mostrato durante il Convegno di Mosca aveva richiesto ben sette ore di pazienza!
Agli esperimenti della Kulagina non fu mai presente un prestigiatore né uno scettico. In presenza dell’influenza negativa di queste persone, infatti, la sensitiva trovava particolarmente difficile concentrarsi e poteva impiegarci ancora più tempo, rendendo impraticabile l’esperimento.
Nonostante ciò, è sufficiente visionare i filmati che ritraggono la sensitiva all’opera per riconoscere i movimenti tipici di un prestigiatore che si serve di una calamita. Sul giornale Pravda[1] venne pubblicato un articolo in merito al filmato mostrato durante il Convegno di parapsicologia, in cui si sosteneva che la Kulagina portasse a termine alcune sue dimostrazioni «grazie all’aiuto di calamite nascoste in posti “intimi”, sia sopra che sotto la cintola». A sostegno di questa tesi ci sono vari elementi, tra cui il fatto che gli oggetti sul tavolo si spostano non seguendo esattamente le mani di Nina, bensì il suo corpo. I controlli fatti prima degli esperimenti per evitare che la donna nascondesse qualcosa addosso non erano sufficienti a garantire che ella non nascondesse effettivamente una piccola calamita durante il test, dato che tra l’esame a raggi X (effettuato presumibilmente in un ospedale) e l’inizio dell’esperimento (che si svolgeva in casa della Kulagina) trascorrevano diverse ore, durante le quali sarebbe stato facile per lei nascondere una piccola calamita senza essere vista. Addirittura, durante una serie di test realizzati al Metronomy Institute russo, alcuni ricercatori avevano notato che i loro strumenti segnalavano la presenza di sostanze magnetiche sul corpo di Nina, ma non fu loro permesso di perquisirla. Secondo i sostenitori della genuinità dei poteri della Kulagina, gli strumenti avevano misurato proprio il “campo di forza responsabile dei suoi poteri”!
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©Il cucchiaio by felixtsao, flickr cc

Negli esperimenti che sono stati filmati si vede che, in alcuni casi, gli oggetti spostati non erano di natura tale da essere attratti e mossi grazie all’utilizzo di una calamita. In questi casi, è plausibile che il trascinamento degli oggetti lungo il tavolo sia avvenuto con l’ausilio di un capello o di un sottile filo di nylon, che poteva essere sfilato da una calza. Risulta evidente come, in questo caso, il tentativo di impedire dei trucchi semplicemente coprendo gli oggetti con una scatola in plexiglas fosse del tutto inutile.
Resta da spiegare come la sensitiva sia riuscita a fermare il cuore di una rana col pensiero, risultato che ebbe grande risonanza anche sulla stampa. La spiegazione è piuttosto semplice se si considera con attenzione come andarono esattamente le cose quando l’esperimento fu condotto nel laboratorio di San Pietroburgo il 10 marzo 1970. Innanzitutto è necessario fare una piccola premessa: dopo che una rana muore, il suo cuore continua a battere per un po’, una volta che è stato tolto dal corpo. Nell’esperimento, il cuore di una rana era stato estratto e posto sotto una campana di vetro. Nina, per circa un quarto d’ora agitò le mani intorno alla campana di vetro, fino a quando il cuore della rana cessò di battere. I poteri di Nina sui cuori delle rane appaiono ora decisamente ridimensionati: non è infatti possibile dedurre alcuna correlazione significativa tra i movimenti della sensitiva e il cessare del battito del cuore della rana, che a un certo punto sarebbe avvenuto indipendentemente dalla sua presenza.

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©Nina terra.com.br

Alla fine degli anni ‘70, un attacco cardiaco obbligò Nina Kulagina a ridurre le proprie attività. Non mancarono, tuttavia, sensitive dotate di poteri simili, che dopo averla vista all’opera avevano scoperto di essere in grado di muovere gli oggetti senza toccarli. Tra queste, un gran successo ebbe Alla Vinogradova, la quale riusciva a muovere oggetti cilindrici come penne, sigarette, tubi in alluminio per sigari, anelli di plastica, eccetera, posti su una lastra in plexiglas trasparente sospesa su dei supporti. Anche in questo caso sono disponibili dei filmati che riprendono la sensitiva all’opera. Vi si vede la donna che, prima di iniziare l’esperimento, si passa ripetutamente le mani tra i capelli e cammina avanti e indietro su un tappeto, dopo di che strofina con uno straccio la superficie della lastra di plexiglas, come per pulirla con cura, e inizia l’esperimento. Non appena uno degli oggetti viene poggiato sulla lastra esso inizia a muoversi, precedendo (non seguendo) i movimenti delle mani di Alla. Come al solito non fu permesso agli scettici di assistere alle dimostrazioni, ma la visione dei filmati disponibili consente comunque di effettuare valide ipotesi. Guardando attentamente uno dei video, infatti, è possibile notare un dettaglio che aiuta a comprendere che le dimostrazioni della Vinogradova non erano dovute a psicocinesi bensì a… elettricità statica! Il dettaglio riguarda un filo bianco che si trovava sulla superficie del tavolo su cui era sospesa la lastra in plexiglas: il filo si solleva e segue i movimenti dell’oggetto soprastante. Come si può verificare ripetendo l’esperimento in prima persona, è sufficiente “caricare” elettricamente la superficie di una lastra strofinandovi sopra un panno e passarsi ripetutamente le mani tra i capelli per acquisire gli stessi poteri della Vinogradova. La spiegazione fu trovata da Polidoro, Garlaschelli e Ramaccini del CICAP nei primi anni '90 ed è oggi pienamente condivisa da quasi tutti i parapsicologi: solo alcuni media continuano oggi a considerare Alla Vinogradova una autentica sensitiva.

Note
1) Chijov, V., 1968, “Miracle in a Sieve”, Pravda, 24 giugno; ristampato tradotto in inglese in: Journal of Paraphysics, II, pp. 109-111


Giuliana Galati: Laureata in Fisica presso l'Università di Bari, attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Fisica Nucleare, Subnucleare e Astroparticellare. È iscritta al CICAP da quando aveva 14 anni.
Il suo blog è: www.littleskeptic.wordpress.com