Che fai tu, luna, in ciel?

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  • 26-09-2012
  • di Sofia Lincos
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©Earth and moon, loulines, deviant art
L'alternanza delle fasi lunari è stata il primo fenomeno celeste osservato con precisione. Non stupisce quindi che, fin dai tempi più antichi, a questo ciclo si siano attribuite molteplici influenze sull’uomo e sul suo organismo.

Queste credenze, retaggio di tempi in cui la medicina era ancora primitiva, non sembrano per nulla scomparse: secondo un sondaggio effettuato nel 2011 negli ospedali di Monaco di Baviera, in Germania, il 21,3% dei pazienti programmava i propri appuntamenti - dal parrucchiere all’operazione chirurgica - sulla base delle fasi lunari. Il team coordinato da Andreas Ficklscherer, interno della clinica ortopedica della città tedesca, che ha condotto il sondaggio non si è fermato a questo: si è chiesto se l’idea che le operazioni chirurgiche fossero influenzate dal nostro satellite potesse in qualche modo essere giustificata.

Per farlo ha preso in considerazione una procedura standard e molto diffusa, l’artroplastica dell’anca, e ha analizzato l’insorgenza di eventuali complicazioni. Il risultato è stato pubblicato sul fascicolo dello scorso 29 febbraio di Archives of Medical Science: nessuna differenza. I 305 pazienti analizzati presentavano all’incirca lo stesso tasso di ricoveri dovuti a complicazioni, senza alcuna relazione con la fase lunare (luna crescente, decrescente, piena o nuova[1]).

Questo risultato si somma a diversi studi pubblicati in precedenza sullo stesso argomento: solo per ricordarne alcuni, nel 2001 una ricerca aveva dimostrato l’assenza di correlazioni tra tumore al seno e fasi lunari; un anno prima era stata la volta della comparsa di nausea e vomito postoperatorio nei pazienti; nel 2003 era stata analizzata l’insorgenza d’infarti del miocardio e morte improvvisa dovuta a fattori cardiaci; nel 1998 invece erano stati pubblicati i dati dei decessi avvenuti durante operazioni chirurgiche... Anche in questi casi, non era emersa alcuna correlazione con i cicli lunari. Ormai sembra quindi appurato: programmare un intervento chirurgico sulla base delle fasi lunari non è in alcun modo utile.

I cultori del nostro satellite non si scoraggino: per un’influenza smentita, ce n’è una che potrebbe essere vera. Si tratta di quella esercitata sui vulcani più instabili, e in particolare sul nostro Stromboli. Uno studio pubblicato a giugno su Terra Nova dai geologi Gianluca Sottili e Danilo Palladino, rispettivamente dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del CNR e del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza - Università di Roma, ha, infatti, evidenziato una maggior attività del vulcano durante i periodi di massima marea (durante la luna piena o nuova, quindi): in questi intervalli il numero di eventi esplosivi l’ora nel periodo 2010-2011 aumentava sensibilmente, fino all’85% rispetto al normale.

Il principio di funzionamento sembra essere il seguente: quando la gravità terrestre si somma a quella del nostro satellite, si hanno le maree, che spostano le grandi masse dei mari e degli oceani. Non esistono, però, soltanto le maree di acqua: molto meno evidenti, ci sono anche quelle di terra, che generano nei continenti piccole differenze di tensione. Nei vulcani instabili come lo Stromboli, il ciclo di compressione-decompressione delle rocce potrebbe quindi portare il magma a risalire in superficie, generando episodi di tipo esplosivo. Purtroppo quanto osservato non servirà per altri tipi di vulcani, per i quali non è stato possibile identificare la stessa correlazione[2].

Note

1) Ficklscherer, A. et al. 2012. “Lunar phase does not influ-ence perioperative complications in total hip arthroplasty”. Archives of Medical Science (8) 1: pp. 111-114
2) Sottili, G., Palladino, D. 2012. “Tidal modulation of eruptive activity at open-vent volcanoes: evidence from Stromboli, Italy”. Terra Nova (24) 3: pp. 233-237