Vaccini poetici. Monaldo (e Giacomo) Leopardi contro il vaiolo

  • In Articoli
  • 26-11-2018
  • di Valentina Sordoni
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Edward Jenner mentre vaccina un bambino contro il vaiolo, dipinto del 1796
Quando il primo scultore in cera del Re Sole, Antoine Benoist, immortala il sovrano, lo stupore del pubblico si inchina alla perizia dell’artista, capace di una rappresentazione così verosimile da scolpire persino le cicatrici del vaiolo[1].

Malattia dalle origini orientali, perse nella storia del tempo, nel XVIII secolo il vaiolo è considerato il morbo «universale», pericoloso come la peste, che contagia incontenibile e indifferente allo status sociale del malato.

Se risparmia Luigi XIV, meno fortunato è il successore, e, alla sua morte, accantonate reticenze religiose e ac-cademismi conservatori, la corte francese corre ai ripari vaccinando nel 1774 Luigi XVI, lasciando i cortigiani con il fiato sospeso e i mercati oscillanti tra imprudenti speculazioni. Ben altra scossa avrebbe atteso Versailles, ma, tra fasti e banchetti, l’inoculazione preoccupa più della Rivoluzione latente.

Corone[...]





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