Una strana collezione mysteriosa

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  • 21-01-2018
  • di Andrea Berti
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Il lavoro del Gruppo Indagini nazionale, nel suo nuovo assetto, si sta svolgendo a pieno ritmo ormai da più di un anno. Nei numeri precedenti di questa rubrica vi abbiamo proposto alcuni dei casi più interessanti, questa volta proponiamo al lettore una piccola rassegna delle mail più assurde e stravaganti che ci arrivano regolarmente.

Le richieste di analisi delle cosiddette “fotografie mysteriose” sono, sicuramente, le più frequenti; se in molti casi si tratta davvero di foto interessanti e stimolanti, non si può dire lo stesso di altre. Proponiamo qui solo un paio di esempi che rappresentano almeno in parte il panorama dei casi che analizziamo settimanalmente. Mesi fa, per esempio, abbiamo ricevuto un’immagine estratta da un sito internet turistico del sud Italia sulla quale era evidentemente presente una persona la cui fotografia era “mossa”, probabilmente a causa del tempo di scatto troppo lungo; il mittente, però, in quella figura umana vedeva un folletto e ci chiedeva «come è possibile che chi ha pubblicato le foto sul sito non si sia accorto di quella presenza?». Un altro esempio: capita a molte persone di chiederci l’origine di «una strana luce nel cielo», visibile – solo dopo aver fatto lo scatto – sullo schermo del dispositivo; in questi casi bastano poche domande e prendere visione dei dati EXIF per rendersi conto che quella strana luce nel cielo altro non è che il riflesso del flash su un vetro davanti all’operatore. È comunque comprensibile che, per alcuni, non sia così immediato comprendere l’origine di strani riflessi, o «presenze» nelle proprie foto; finora è sempre stato possibile trovare una spiegazione razionale, ma non tutti i mittenti hanno sempre accettato tale soluzione, continuando a preferire la possibilità di essere stati testimoni di qualche evento paranormale. A tal proposito abbiamo ricevuto risposte di “ringraziamento” che si possono riassumere così: pensavo mi diceste di aver trovato davvero un fantasma/mostro/UFO, altrimenti non avrei perso tempo a scrivervi!

Ci sono poi alcuni affezionati che scrivono con regolarità disarmante per svelarci tutte le (loro) verità sui grandi misteri dell’universo e dell’essere umano, rivelazioni degne dell’ultimo romanzo di Dan Brown: relazioni tra antico Egitto e alieni o tra Padre Pio e la fine del mondo; c’è addirittura chi ci ha inviato la formula matematica per «difendere il magnetismo» che gli è stata affidata direttamente dagli extraterrestri (e che per ovvie ragioni non possiamo rivelare qui...), chiedendoci però di controllare di non avere impianti di microchip militari occulti (l’abbiamo fatto: non ne abbiamo!). E che dire di quel signore che pretendeva di ritirare il Premio Randi da 1 milione di dollari e – modestamente – ricevere anche il Nobel viste le sue scoperte storico-biblico-(fanta)scientifiche?

Una delle richieste più curiose è degna di un improbabile gruppo CICAP-hotline: verificare l’esistenza del famoso “punto G” femminile, con tanto di specificazione da parte del mittente che alcune sue amiche si sarebbero gentilmente offerte per il test; colpiti da una rara forma virale di irrazionalità (!), abbiamo declinato l’audace proposta.

Non sono mancate nemmeno vere e proprie richieste di lavoro: persone che, dopo aver consultato evidentemente troppo in fretta il sito ufficiale del CICAP, si sentono pronte a collaborare con noi. Come? Semplice, mettendo a disposizione le loro straordinarie e uniche capacità paranormali, ben specificate nei rispettivi Curricula, condividendole con... le nostre!?

Il panorama delle offerte di prestazioni è molto vario e va da appassionati in «medicina quantistica», a ricercatori nel «settore divulgativo editoriale olistico», praticanti della «forza cosmica eterica», fino a esperti nella «visualizzazione dell’energia», nel «raddrizzamento di persone a distanza», o nelle più classiche energie orgoniche, memoria dell’acqua e metafonia.

Purtroppo arrivano anche abbastanza frequentemente messaggi poco cordiali nei confronti del CICAP; veniamo additati come limitati o mentalmente chiusi alla stregua degli inquisitori di Galileo; una signora ci augura «il più grande dei dolori» per aver messo in dubbio le doti di questo o quell’altro sedicente «esperto dell’occulto», un altro ci avverte, con tanto di numerosi riferimenti biblici, che la fine del mondo è vicina, ma che – fortunatamente – siamo ancora in tempo per redimerci. Vedere la Luna nel posto sbagliato del cielo, aver subìto una graduale mutazione sessuale causata da bioenergie vitali, essere capaci di scacciare le negatività, andare a caccia di licantropi o sentire le voci anche dove non ci sono proprio? L’elenco sarebbe ancora lungo ma per ora ci fermiamo qui. Come avrete capito, ce n’è davvero per tutti i gusti, ma si tratta di un lavoro così interessante che continueremo di certo ad aiutare chi ci permetterà di farlo.